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La “vetrina” di Avvenire.it: le notizie principali, gli approfondimenti, le nostre inchieste, multimediaAssalto all'Eurotunnel, un morto a CalaisAlmeno 1.500 migranti, nel tentativo di raggiungere l'Inghilterra, hanno assaltato il terminal dell'Eurotunnel durante la notte nella città portuale francese di Calais, come ha riferito a France Press una fonte della polizia francese, la quale ha fatto sapere anche che una persona è stata trovata morta.

 
"Il nostro team ha trovato un cadavere questa mattina e i vigili del fuoco hanno confermato", ha aggiunto un portavoce di Eurotunnel.


Si tratta di un giovane somalo che avrebbe tra i 25 e i 30 anni e
ha sfidato la morte pur di superare il canale e che è stato schiacciato da un camion che usciva da una delle navette che trasportano i veicoli attraverso la galleria.


Il premier britannico, David Cameron, in visita a Singapore, ha definito la situazione "molto preoccupante" e si è detto vicino ai vacanzieri che stanno avendo difficoltà ad arrivare a Calais.

Una fonte del ministero dell'Interno ha fatto sapere che saranno spesi quasi 10 milioni di euro per costruire un chilometro e mezzo di barriera nel sito di Coquelles, insieme a una nuova area per la messa in sicurezza dei camion che devono attraversare la Manica.

ll gruppo Eurotunnel, che gestisce la connessione ferroviaria, ha detto che le incursioni avvengono ormai quasi ogni notte. Sono stati proprio i responsabili del "tunnel" che - dall'inizio dell'anno - hanno intercettato 37mila migranti a chiedere alle autorità una reazione "adeguata"
all'aumento di clandestini.

"Non si tratta di un passeggero che non paga il biglietto", ha voluto far notare l'amministratore delegato del gruppo, Jacques Gounon, "siamo di fronte a invasioni sistematiche, massicce, forse anche organizzate, a
vocazione mediatica".

Ma il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, non senza una nota polemica, ha aggiunto che Eurotunnel deve "ugualmente assumersi le sue responsabilità" di mettere in sicurezza un sito attraverso il quale i migranti tentano ogni notte di infiltrarsi in Gran Bretagna.

Un secondo migrante è rimasto gravemente ferito a Parigi, sempre nel tentativo di raggiungere la Gran Bretagna. Secondo il Figaro.fr si tratta di egiziano, fulminato alla Gare du Nord mentre cercava di salire clandestinamente a bordo di un treno Eurostar diretto nell'Eurotunnel.

/Mondo/Pagine/migranti-assalto-al-tunnel-a-calais-un-morto.aspx29/07/2015 20.44.27Accoglienza diffusa per i profughi Scola: è la strada della solidarietàL’accoglienza diffusa è la strada da percorrere per affrontare il processo migratorio che non si può arrestare, ma va orientato attraverso una promozione dell’accoglienza: è la proposta che l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, assieme a Caritas ambrosiana, ha rilanciato sulla distribuzione dei profughi e dei rifugiati politici “in piccoli gruppi in ogni parrocchia” della diocesi di Milano, accolti in appartamenti o strutture liberi appartenenti alle parrocchie, agli istituti religiosi o anche messi a disposizione da fedeli.

Un modello che è già stato trasformato in realtà dal centro profughi Casa Suraya che porta il nome della prima bambina siriana che qui è nata. Si trova a Milano, nel quartiere Lampugnano, in una struttura appartenente alla Congregazione delle Suore della Riparazione che lo hanno messo a disposizione della Coperativa Farsi Prossimo. Attraverso due convenzioni, una con il Comune e l’altra con la Prefettura, gli operatori gestiscono l’accoglienza di oltre un centinaio di profughi, tra i loro tantissimi siriani in transito verso il Nord Europa, ma anche eritrei, etiopi e palestinesi richiedenti asilo.

«Un luogo di civiltà» - l’ha definito il cardinale nel corso della sua visita - dove si incontrano i volti di donne e uomini che hanno attraversato terre e mari, rischiando la vita e percorrendo il loro calvario del terzo millennio.

«La crescita umana è impossibile fuori dalla relazione, la condivisione del bisogno si dilata - ha sottolineato l’arcivescovo di Milano -, come ci insegna il Vangelo, e questo mi colpisce vedendo l’alleanza per l’accoglienza che si coltiva qui. Chancelvie (una delle donne richiedenti asilo, ndr) ha detto: “Sono venuta qui perché vorrei che i miei figli diventassero persone libere e mi piacerebbe che potessero studiare”. Questo è il nostro bisogno perché le libertà realizzate sono ancora poche. Una democrazia si vede dalle libertà non conclamate, ma realizzate, e io sono gratissimo, come vescovo, a chi, a ogni livello, si gioca in prima persona».

Tornando sull’accoglienza diffusa «l’idea - ha spiegato Scola - è domandare ai parroci se hanno a disposizione dei luoghi, poi attraverso i loro responsabili riunire persone sensibili, spiegare di cosa si tratta, in modo che si possa spiegare poi a chi ha paura che non succede niente di strano: in un paese di 3-4mila abitanti avere qualche gruppetto di ospiti non porta nessun tragico disagio».

Per la gestione delle case messe a disposizione dalle parrocchie, ha spiegato don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana, “non chiediamo ai parroci di sobbarcarsi alcun onere organizzativo: ci penseranno Caritas e gli operatori delle cooperative”.

Anche perché, ha spiegato Luciano Gualzetti, vice direttore di Caritas Ambrosiana, “oltre che vitto e alloggio occorre un accompagnamento e un sostegno all’integrazione”. Una proposta per “affrontare diversamente una situazione che ormai è strutturale” hanno sottolineato Davanzo e Gualzetti e che “non si può chiamare emergenza in eterno”. “Non ci si deve scandalizzare - ha poi aggiunto Scola - che molti nostri conterranei abbiano paura. Troppi e troppo rapidi sono stati i cambiamenti, solo che la paura è una cattiva consigliera e occorre, invece, un grande lavoro educativo che un luogo come questo realizza di fatto, perché l’educazione non è costruita di discorsi, ma è un frutto che “passa” per osmosi. L’Europa è assai lenta, ma dal basso, attraverso esperienze come questa, può muoversi qualcosa”. /Cronaca/Pagine/scola-milano-caritas-accoglienza-profughi.aspx29/07/2015 20.39.36Padre Dall'Oglio, un sit-in a RomaL'Associazione Siria Libera e Democratica ha organizzato a Piazza del Pantheon a Roma, mercoledì alle 19, un sit-in per riportare l'attenzione sulla vicenda di padre Paolo Dall'Oglio, il sacerdote italiano rapito in Siria esattamente due anni fa. A Roma è stato esposto uno striscione con la sua foto sulla facciata del Campidoglio, sede del Comune. Domenica all'Angelus il Papa lo aveva ricordato, lanciando un appello.

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, parlando alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha detto: "Ci riuniamo a due anni dal rapimento di Padre Dall'Oglio a Raqqa, in Siria: il governo non ha dimenticato questo rapimento e ci continuiamo a lavorare con assoluta costanza come ho confermato ai fratelli di Dall'Oglio una decina di giorni fa".

"Come tutta la crisi siriana, il caso di padre Paolo è una vicenda dimenticata", dice il portavoce dell'Associazione Siria Libera e Democratica, Feisal al Mohamad. "La crisi siriana è al suo quinto anno - ricorda al Mohamad - è l'attenzione di tutti è rivolta alle atrocità commesse dal sedicente Stato islamico, dimenticando le vicende umane delle tante morti, degli arresti, dei rapimenti, dei bambini morti per le violenze o per gli stenti". "Nel paese - prosegue - ci sono tanti padre Paolo, che sono tutti coloro che sono stati rapiti o sono scomparsi nelle prigioni del regime". "Chiediamo - dice ancora al Mohamad - a tutti gli uomini di buona volontà di accendere i riflettori sulla crisi siriana, che è più difficile di quanto si pensi". Sulla sorte di padre Dall'Oglio, il portavoce afferma di sperare che stia bene. "Non temo tanto i suoi rapitori - aggiunge - per i quali è un ostaggio troppo prezioso. Temo il fatto che è tenuto prigioniero in una zona di guerra, dove anche un proiettile vagante rappresenta un pericolo"./Cronaca/Pagine/siria-roma-manifestazione-padre-dall-oglio.aspx29/07/2015 20.39.36Nosiglia: preghiera in Comune, ma per tuttiContinua a fare discutere il gesto provocatorio di due consiglieri leghisti che, ieri martedì, hanno tentato di portare via alcuni tappeti preghiera in Comune a Torino, durante un meeting con imprenditori islamici della moda. La Lega è impegnata in una dura campagna ideologica contro gli immigrati ma anche contro l'islam. Questa azione era stata, infatti, anche filmata per poi essere fatta circolare su internet.

L'obiettivo era contestare che un Comune di un stato laico avesse predisposto uno spazio di preghiera. A loro avviso un luogo laico e istituzionale non deve avere luoghi di preghiera a prescindere. E poiché hanno sostenuto di non avere nulla contro i seguaci di Maometto, il loro gesto appare come laicista.

Di diverso avviso l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che va oltre. 

"Ci auguriamo che la scelta, da parte dell'amministrazione comunale di Torino, di concedere una sala per la preghiera ad alcuni fedeli musulmani che partecipano a un convegno pubblico sia il segno del superamento di quel blocco ideologico che separa laicità e vita di fede; un blocco che finora ha eretto steccati anacronistici che non riconoscono il valore anche civile dei simboli e delle esperienze religiose, di cui la preghiera è certamente una delle più importanti".

Sono parole che si leggono in un'anticipazione dell'intervento di monsigno Nosiglia sulla "Voce del Popolo", sulla vicenda che ha scosso il capoluogo piemontese.

"Siamo certi che questa scelta - aggiunge monsignor Nosiglia - verrà confermata anche quando altre comunità religiose riconosciute in Italia, cattolica, ortodossa e protestante, ebraica, buddista o induista, chiederanno legittimamente di usufruire dello stesso trattamento, in occasione di qualche incontro sia in Comune come in altre sedi istituzionali o laiche"./Cronaca/Pagine/torino-tappeti-preghiera-comune-lega-reazioene-arcivescovo.aspx29/07/2015 20.39.36Rogo a Modugno, salgono a 10 i mortiSale a 10 morti il bilancio dell`esplosione della fabbrica di fuochi d`artificio "Bruscella" di Modugno (Bari), avvenuta il 24 luglio. All'ospedale Cardarelli di Napoli è infatti morto questa mattina Vincenzo Bruscella, 65 anni, che era rimasto gravemente ferito nell'esplosione con ustioni sull'85% del corpo.

L'uomo era uno dei titolari della ditta. L'ultimo deceduto era fratello maggiore di Antonio. Nell'esplosione sono morti due nipoti: Michele Bruscella, figlio di un altro fratello, deceduto due anni fa, e Michele Pellicani, figlio di Rosa Bruscella, sorella di Antonio e Vincenzo. Altra vittima un cognato di Michele Bruscella, e cioè Vincenzo Armenise, marito della sorella Angela. Resta un solo ferito, ricoverato al Policlinico di Bari, non in modo grave.

La tragedia di Modugno rappresenta il fatto più grave accaduto in un'aqzienda italiana da oltre 28 anni, quando in un'azienda a Ravenna persero la vita 13 persone.

Intanto prosegue l'inchiesta per accertare cosa si effettivamente successo nella fabbrica. C'è un solo indagato al momento, ed parente di alcune delle vittime. Si tratta di Antonio Bruscella, socio dell'azienda, tra i pochissimi usciti incolumi dall'esplosione. Le ipotesi di reato per cui si sta procedendo sono disastro colposo e omicidio colposo. L'iscrizione nel registro degli indagati è comunque un atto dovuto, per permettere all'indagato e alle parti lese di poter nominare dei propri consulenti e partecipare così alle autopsie e agli altri accertamenti irripetibili. Ieri Antonio Bruscella ha partecipato al sopralluogo di artificieri e vigili del fuoco all'interno della fabbrica posta sotto sequestro.

Il pm Domenico Minardi ha nominato un collegio di consulenti medico-legali che sarà guidato dal professor Francesco Vinci, esperto di balistica forense ed esplosivi. Gli accertamenti medico-legali dovranno accertare non soltanto le cause dei decessi ma anche dare certezza scientifica alle identità di quei corpi, alcuni dilaniati dall’esplosione e irriconoscibili.

Ad esempio non c’è traccia di Harbhajan Banga, 41 anni, lavoratore indiano. Il suo nome è inserito nella lista ufficiale delle vittime. Mancano, però, i riscontri. Alla moglie, hanno raccontato una pietosa bugia: lui è ricoverato in ospedale.

Intanto Modugno continua a piangere per l’esplosione della Bruscella firework. Si prega. Come nella veglia organizzata nella chiesa Maria Santissima Annunziata, stracolma fino all’inverosimile. La solidarietà, da queste parti, si tocca con mano. Viaggia con i gesti della gente: bandiere a mezz’asta, vetrine dei negozi segnate a lutto, raccolte di fondi per le famiglie di chi ha perso i punti di riferimento. Dichiara il sindaco, Nicola Magrone: «Mi auguro che la popolazione partecipi attraverso il contro corrente messo a disposizione dall’Amministrazione comunale per veicolare direttamente, senza intermediari, i soldi raccolti dai cittadini». Disponibilità è stata espressa al primo cittadino anche dal presidente di Confindustria, Domenico De Bartolomeo.

Continuano le reazioni e le prese di posizione ufficiali. «I nove morti – spiega Franco Bettoni, presidente nazionale dell’Anmil, l’associazione nazionale mutilati e invalidi – ci dicono che siamo davanti alla tragedia più grande avvenuta nel mondo del lavoro dal 1987 a oggi». Era il 13 marzo di ventotto anni fa, infatti, quando nell’incendio della Mecnavi di Ravenna persero la vita 13 persone.

La storia non solo recente del settore dei fuochi d’artificio è contrassegnata da una scia di morte e di distruzione: due morti il 28 febbraio a Belmonte in Sabina (Rieti), tre morti e quattro feriti il 13 maggio nell’hinterland di Napoli, tre morti il 9 luglio dell’anno scorso a San Donato di Tagliacozzo. La segreteria nazionale della Cisl, Annamaria Furlan, rincara la dose: «Bisogna creare condizioni di sicurezza sul lavoro che non può essere costantemente perdere una vita, avere gravi malattie per la non salubrità dei luoghi di lavoro e anche dei territori»./Cronaca/Pagine/modugno-sono-dieci-i-morti-fabbrica-esplosa.aspx29/07/2015 20.39.36È ufficiale: il mullah Omar morì nel 2013Dopo due anni di notizie e smentite, ora è ufficiale: il capo talebano mullah Omar è morto nel 2013. La conferma è arrivata dal governo afghano e si basa su notizie d'intelligence di Kabul che la Casa Bianca definisce "credibili".

"Il governo della repubblica islamica dell'Afghanistan, basandosi su informazioni credibili, conferma che il mullah Mohammad Omar, leader dei talebani, è morto nell'aprile del 2013 in Pakistan" ha annunciato il presidente Ashraf Ghani, in un comunicato pubblicato sul sito web della presidenza afghana e diffuso tramite il suo account Twitter. "Il governo dell'Afghanistan crede che la strada per i colloqui di pace sia più spianata che mai, perciò invita tutti i gruppi armati di opposizione ad approfittare dell'opportunità e unirsi al processo di pace", si legge ancora nel comunicato.

Le notizie si erano rincorse per tutta la giornata, ma la prudenza è d'obbligo in queste circostanze: la morte del leader talebano era già stata annunciata e smentita almeno in due occasioni negli ultimi anni.

Il primo a dare la notizia, mercoledì mattina, era stato il quotidiano pachistano The Express Tribune, che riprendeva indiscrezioni già emerse in passato. Secondo le sue fonti, il famigerato leader dei taleban, sul quale pendeva una taglia da 25 milioni di dollari, sarebbe morto di tubercolosi e non sarebbe quindi stato ucciso. Il suo corpo sarebbe stato riconosciuto dal figlio, stando alle parole di un ex ministro talebano rimasto anonimo, e seppellito sulle montagne afghane. Secondo la fonte, ora sarebbe stata convocata una riunione per eleggere il successore, prima del secondo round di negoziati con il governo di Kabul, previsto venerdì prossimo nella località pachistana di Murree. Secondo altre fonti, il figlio del mullah Omar avrebbe preso la guida dell'insorgenza islamica talebana.

Le voci sulla possibile scomparsa della guida spirituale dei talebani si erano moltiplicate negli ultimi mesi, anche se il sito web dell'emirato islamico dell'Afghanistan (gli stessi taliban) continua a pubblicare suoi messaggi, come quello di una decina di giorni fa che appoggiava l'ipotesi di un dialogo fra gli insorti e i rappresentanti del governo.

All'inizio di aprile i taliban avevano diffuso una lunga e particolareggiata biografia del leader, in occasione del diciannovesimo anniversario della sua nomina a comandante supremo, nell'intento di smentire le voci della sua morte.

Il mullah era completamente sparito dalla circolazione dopo la caduta del regime talebano. A dirsi sempre convinto della sua morte è stato il gruppo Fidai Mahaz, nato da una scissione all'interno del movimento dei taliban. Secondo il presunto portavoce di Fidai Mahaz, Qari Hamza, il leader sarebbe stato ucciso nel luglio del 2013 dal mullah Akhtar Muhammad, numero due di Omar. Altre voci lo davano prigioniero delle forze pachistane nella città di Karachi./Mondo/Pagine/MullahOmartalebani.aspx29/07/2015 20.39.36Platini si candida alla guida della FifaIl presidente dell'Uefa, Michel Platini, ha annunciato oggi che intende candidarsi alla presidenza Fifa. In una lettera ai presidenti e ai segretari generali delle 209 federazioni affiliate all'organo di governo del calcio mondiale "Le Roi", ha scritto che "è stata una decisione molto personale, valutata attentamente, in cui ho soppesato il futuro del calcio accanto al mio futuro personale. Sono stato guidato anche dalla stima, dal sostegno e dall'incoraggiamento che molti di voi mi hanno dimostrato. Nella vita ci sono momenti in cui bisogna prendere il destino nelle proprie mani - ha sottolineato Platini -. Mi trovo in uno di questi momenti decisivi, in una serie di frangenti ed eventi che stanno plasmando il futuro della Fifa".

Platini, presidente Uefa dal 2007 e membro del Comitato esecutivo Fifa dal 2002, ha aggiunto che "nell'ultimo mezzo secolo o pressapoco, la Fifa ha avuto solo due presidenti. Questa estrema stabilità è quasi paradossale in un mondo che ha vissuto sconvolgimenti radicali e in uno sport che ha subito grossi cambiamenti dal punto di vista economico. Tuttavia, gli ultimi fatti costringono l'organo supremo di governo del calcio mondiale a voltare pagina e ripensare alla sua amministrazione".

Platini ha aggiunto che negli ultimi mesi aveva difeso le sue idee e proposte di "ridare alla Fifa la dignità e la posizione che merita", ribadendo la sua aspirazione a unire il calcio mondiale avvicinando le confederazioni continentali e offrendo a tutte le federazioni una causa comune: "Ascoltare tutti e rispettare la diversità del calcio di tutto il mondo".

Inoltre, l'ex numero 10 della Juventus ha annunciato di candidarsi "con entusiasmo e convinzione, ma anche con l'umiltà di una persona che sa di non poter vincere da sola". "Conto sul vostro sostegno e sul nostro amore comune per il calcio, in modo che, insieme, possiamo dare a decine di milioni di appassionati la Fifa che desiderano: una Fifa esemplare, unita e solidale; una Fifa rispettata, apprezzata e creata dalla gente".

Le candidature devono essere presentate entro il 26 ottobre 2015. A Platini potrebbero aggiungersi presto Maradona e Zico. L'elezione del successore di Blatter si svolgerà al Congresso straordinario Fifa di Zurigo il 26 febbraio 2016.

Immediata la reazione del principe giordano Alì bin al Hussein, sconfitto da Sepp Blatter nella corsa per la presidenza della Fifa e deciso a non ricandidarsi. Il principe ha affermato che la discesa in campo di Michel Platini "non è un bene per il calcio" e ha aggiunto che "tifosi e giocatori meritano di meglio". "La Fifa è nel pieno di uno scandalo, dobbiamo smetterla di far finta che non sia successo nulla", ha dichiarato Alì, "la pratica degli accordi sottobanco e dietro le quinte deve cessare, ritengo che si debbano ascoltare le voci delle federazioni nazionali. Nelle prossime settimane ci consulteremo con loro su cosa sia nel miglior interesse del calcio". "Ciò che è chiaro", ha concluso, "è che la Fifa ha bisogno di una leadership indipendente e che non sia macchiata dalle pratiche del passato". /Sport/Pagine/platini-si-candida-a-presidente-fifa.aspx29/07/2015 20.39.36Vedove consacrate, un fenomeno in crescita

​Sono circa 200 le donne che in Italia, perso il marito, hanno rinunciato a nuovi affetti coniugali per vivere la vedovanza unite a Gesù Cristo, nel servizio umile e discreto della propria famiglia e della Chiesa, in piena obbedienza al Vescovo, dopo aver ricevuto dalla stesso la benedizione. Per il momento sono presenti in 12 diocesi e 100 circa sono in formazione, 80 nella diocesi di Palermo.

Questo nuovo servizio, già presente in varie diocesi europee, ha suscitato anche l’attenzione della Santa Sede che dovrebbe pronunciarsi entro fine anno.

D’altra parte questa presenza non è nuova nella Chiesa; accenni si trovano nel Nuovo Testamento e anche sant’Agostino vi fa riferimento.

Scomparse nel corso della storia, da qualche decennio “le vedove consacrate” sono tornate alla ribalta per l’iniziativa di alcuni vescovi: dal cardinale Carlo Maria Martini che creò l’“Ordo Viduarum Ambrosianum” al cardinale Salvatore Pappalardo che nel 1996 a Palermo approvò uno statuto e un regolamento. Anche papa san Giovanni Paolo II le ricorda nell’Esortazione apostolica post-sinodale “Vita Consecrata”: “Torna ad essere oggi praticata anche la consacrazione delle vedove, nota fin dai tempi apostolici (cfr 1 Tim 5, 5. 9-10; 1 Cor 7, 8), nonché quella dei vedovi. Queste persone, mediante il voto di castità perpetua quale segno del Regno di Dio, consacrano la loro condizione per dedicarsi alla preghiera e al servizio della Chiesa” (n.16).

/Chiesa/Pagine/vedove-consacrate-fenomeno-in-crescita.aspx29/07/2015 20.39.36Terra Santa, padre Pizzaballa: non lasciateci soli

Sono diminuiti del 40% nell’ultimo anno i pellegrini italiani nei Luoghi Santi. E, quelli italiani, tradizionalmente, sono i cristiani più numerosi che raggiungono Israele e la Palestina.

E’ l’allarme nuovamente lanciato dal Custode di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa sull’ultimo numero della testata Terrasanta.net. Il Custode, dopo aver ricordato che “Gerusalemme e i Luoghi Santi cristiani rimangono fino ad oggi un segno fondamentale della fede e della testimonianza della vita, morte e resurrezione di Gesù” , che lì sono si sono realmente compiuti, tranquillizza i futuri pellegrini sulla sicurezza di tutte le mete. La paura che spesso aleggia e porta a cancellare i viaggi non trova dunque fondamenti reali.

Padre Pizzaballa ricorda, inoltre, il forte bisogno di vicinanza e di sostegno che i cristiani di Terra Santa, una minoranza in continua diminuzione, necessitano da parte dei fedeli di tuto il mondo. “Essi - ricorda il francescano - sono chiamati a dare un‘alta testimonianza di fede, ad essere una presenza viva, innamorata della propria storia e delle proprie idee”.

Quindi l’invito alle diocesi, alle parrocchie e ai movimenti affinché riorganizzino questi viaggi di fede, di speranza e di pace.

/Chiesa/Pagine/terrasanta-padre-pizzapballa-non-lasciateci-soli.aspx29/07/2015 20.39.37Sud, 10 anni per scordare la crisi «Il Sud non può attendere il 2025 per recuperare la ricchezza pre-crisi, bisogna cogliere l’opportunità dei fondi di coesione e il governo e Regioni devono agire». All’indomani dell’allarme del Fondo monetario internazionale sui 20 anni per recuperare i posti persi e il rischio di una generazione perduta, Confindustria indica la possibile via d’uscita. Per l’associazione degli industriali arrivano anche primi «timidi segnali positivi» dal Mezzogiorno, che mostrano un arresto della caduta dell’economia, ma sono valori «insufficienti a recuperare i valori pre-crisi». Confindustria rileva, per esempio, che dopo sette anni ininterrotti di crisi, c’è stato un «primo simbolico aumento dell’occupazione».

Mentre gli investimenti pubblici e privati sono diminuiti su base annua di oltre 28 miliardi di euro tra 2007 e 2014, cioè di oltre il 35%. Confindustria spiega che applicando alle regioni meridionali il tasso di crescita stimato per l’intero Paese, il Sud è destinato a recuperare i livelli di ricchezza perduti dal 2007 (stimabili in oltre 50 miliardi di euro di Pil) non prima del 2025: «Una prospettiva sfavorevole, che va contrastata proprio partendo dal dato di maggior debolezza: gli investimenti, vera chiave di ripartenza per l’economia meridionale».

Tra i segnali positivi il rapporto cita l’utilizzo della cassa integrazione, sostanzialmente dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2014. C’è poi il buon andamento del fatturato per le imprese meridionali di medie dimensioni, la voglia ancora alta di fare impresa al Sud, cosa che si registra in particolar modo tra i giovani. È poi da citare l’incremento delle presenze e della spesa turistica al Sud, in particolare di stranieri (+700mila tra il 2013 e il 2014). Dalle esportazioni vengono invece segnali contrastanti. A fronte di una consistente crescita nel Centro-Nord tra il 2007 e il 2014 (+11,4%), le Regioni meridionali mostrano un calo (-2,2%) dal picco di 46,4 miliardi di euro registrato nel 2012, ai 40,6 miliardi del 2014. Contrastante è anche la situazione del credito: si stabilizzano impieghi, domanda e offerta di credito, ma le sofferenze hanno ormai superato i 37 miliardi di euro (131 nel Centro-Nord). 

Intanto – rende noto l’Istat – a luglio cala il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese. L’indice del clima di fiducia dei consumatori, infatti, diminuisce a 106,5 da 109,3 del mese di giugno mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane scende lievemente, a 104,3 da 104,7 di giugno. Diminuiscono tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori.

Variazioni più marcate si rilevano per il clima economico e per quello futuro, che passano rispettivamente a 127,9 da 138,6 e a 114,6 da 119,2. Il saldo sulle attese di disoccupazione aumenta a 28 da 10 dello scorso mese. 

Riguardo al clima di fiducia delle imprese, sale a 110,0 da 109,2 il clima delle imprese dei servizi di mercato e a 106,5 da 105,9 quello delle imprese del commercio al dettaglio, mentre scende a 103,6 da 103,9 quello del settore manifatturiero e a 117,6 da 119,7 quello delle costruzioni. Nelle imprese manifatturiere, migliorano i giudizi sugli ordini (a -12 da -13 il saldo), mentre le attese di produzione rimangono stabili (a 11); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 2. Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -34 da -33) sia le attese sull’occupazione (a -11 da -9).
/Economia/Pagine/Mezzogiorno-10-anni-per-scordare-la-crisi-.aspx29/07/2015 20.39.37Roma, le sfide di una Capitale screditataDalla «Grande bellezza» alla grande monnezza. Dopo l’affondo del New York Times è arrivato pure il siluro del francese Le Monde: in una corrispondenza intitolata «Roma degradata e desolata» scrive che la «reputazione della città è vicina allo zero». Ritratti a tinte forti ma sostanzialmente veritieri, un uno-due micidiale per l’immagine internazionale della città eterna e il suo appeal turistico. Eppure non c’era bisogno della stampa internazionale per scoprire i mali di Roma. Quelli che ora la giunta-ter di Ignazio Marino dovrà cercare di affrontare in una sorta di missione impossibile ma irrinunciabile, che arriva proprio alla vigilia del Giubileo straordinario. Una nuova sfida che dal prossimo 8 dicembre e per quasi un anno porterà a Roma milioni di pellegrini. 

Oggi Roma ha il traffico più congestionato tra le grandi capitali occidentali, la raccolta dei rifiuti e il decoro urbano ai minimi termini, la manutenzione ordinaria di strade e parchi quasi inesistente, nonostante l’amministrazione comunale pletorica. Le grandi municipalizzate (a partire dall’Atac) sono in uno stato di coma finanziario e operativo e c’è uno squilibrio di fondo nei conti pubblici (nonostante il record delle imposte locali) che obbliga il Comune a un impegnativo programma di rientro dal deficit. E poi il nodo illegalità: quello portato alla luce dall’inchiesta Mafia Capitale, ma anche l’allarme per i clan locali che hanno infiltrato il litorale di Ostia e il clima di insicurezza diffuso in molti quartieri con gli insediamenti abusivi diffusi su un territorio enorme e non abbastanza controllato, le occupazioni nell’edilizia pubblica, il fai-date del commercio ambulante, i parcheggiatori illegali, le fermate centrali della metro e le stazioni nel mirino dei borseggiatori.

Problemi storici di Roma e di competenza non solo del sindaco ma che, a detta di molti osservatori, si sono aggravati negli ultimi anni in una deriva aggravata dalla semi-paralisi ammini-strativa. Accentuati anche dallo stato di guerra strisciante che si è aperta nell’ultimo anno tra il Comune e i dipendenti pubblici (dagli autisti della metro, ai vigili, agli insegnanti comunali) quando l’amministrazione ha annunciato, su input del ministero del Tesoro, una revisione del salario accessorio in base a criteri di maggiore produttività. Finora era concesso a pioggia in base a vecchi accordi sindacali di stampo clientelare: gli agenti delle polizia locale percepivano l’indennità di maggiorazione notturna dalle 4 del pomeriggio, mentre ai dipendenti dell’Ama (l’azienda dei rifiuti) bastava presentarsi al lavoro per la metà del dovuto e non superare i 5 giorni di sospensione disciplinare per ottenere il premio. I macchinisti Atac (che stanno alla guida il 35% in meno dei loro colleghi milanesi) non dovevano neanche timbrare il cartellino e quando il primo luglio scorso l’azienda ha imposto loro di farlo è iniziato uno sciopero bianco della metro non ancora terminato. 

Gli ingressi-chiave nella nuova giunta riguardano proprio i Trasporti, assegnati al senatori Marco Esposito (già impegnato come commissario del Pd a Ostia dopo la scoperta delle infiltrazioni illegali) e il Bilancio, che comprende anche la delega al Personale, destinato al deputato Marco Causi, già in giunta negli anni di Veltroni. Il primo dovrà cercare di rimettere in carreggiata l’Atac (l’azienda trasporti in stato di fallimento) evitando che l’annunciata ricapitalizzazione da quasi 200 milioni venga inghiottita senza risultatati come le precedenti. E più in generale migliorare l’efficienza del trasporto pubblico in una città che ha il record europeo delle auto (71 ogni 100 abitanti contro le 45 di Parigi e le 39 di Londra) e del parcheggio selvaggio, con gravi problemi di mobilità che scoraggiano anche gli investimenti produttivi. Su questa strada Esposito dovrà misurarsi con la partita della metro C la nuova linea aperta con gravi ritardi e sprechi miliardari e che attende progetti e risorse per essere completata.

Per Causi, che è anche vicesindaco, la battaglia per riassestare il bilancio e quello per rimotivare il personale comunale e rendere più efficiente la «macchina » oggi appesantita anche da un assenteismo superiore alla media. Incarico importante anche per Luigina Di Liegro, nipote di Luigi lo storico direttore della Caritas di Roma, che con la delega al Turismo si occuperà anche del Giubileo. Il terzo tentativo di Ignazio Marino passa anche dal recupero del decoro: oggi spazzatura, erbacce, scritte e manifesti abusivi caratterizzano il paesaggio urbano di Roma. La «Grande bruttezza» che finisce sui giornali esteri, al posto del Colosseo. /Politica/Pagine/Trasporti-legalit-e-decoro-urbano-Le-sfide-di-una-capitale-screditata-.aspx29/07/2015 20.39.37Rifiuti speciali, il giallo delle cifre Cala ancora, anche per la crisi economica, la produzione di rifiuti speciali. Ma restano molti dubbi sia sulla reale quantità che sul loro smaltimento regolare. È il quadro che emerge dalla XIV edizione del Rapporto Rifiuti speciali, elaborato dall’Ispra. Il calo della produzione sfiora i 2 milioni di tonnellate, scendendo dai 133,6 milioni di tonnellate del 2012 a 131,6 del 2013, tra i quali 8,7 milioni sono rifiuti pericolosi. Ne vengono 'gestite' 129,9 milioni di tonnellate.

Quindi, ed è il primo 'buco nero', mancano all’appello 1,7 milioni di tonnellate che non si sa dove finiscano. Ma altri numeri preoccupano, e sono quelli che riguardano l’export di questi rifiuti: all’estero vanno ben 3,4 milioni di tonnellate (70% non pericolosi e 30% pericolosi). In Paesi sicuri come la Germania ma anche molto meno - lo dimostrano ricorrenti inchieste della magistratura - come la Cina, Corea, India, Pakistan, Marocco e perfino la Grecia, terzo importatore dei rifiuti industriali 'made in Italy'.

E ancora di più sono i rifiuti che finiscono nei 'siti di stoccaggio': ben 13 milioni di tonnellate. Luoghi di smaltimento provvisorio ma anche, denuncia Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, «luoghi nevralgici per gli smaltimenti illeciti, dove i rifiuti entrano in un modo e escono in un altro». Dubbi che aumentano alla luce del fatto che «quasi il 50% dei dati forniti dall’Ispra sono solo stimati, pur se con procedure rigorose – sottolinea Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti –. Manca ancora, dopo lo stop al Sistri, un sistema efficiente di tracciabilità dei rifiuti speciali, e questo rende tutto complicato. Allungando anche i tempi delle analisi, così abbiamo i dati solo dopo due anni». E questo sicuramente favorisce ecomafie e imprenditori 'fuori legge' che proprio sullo smaltimento dei rifiuti speciali hanno fatto e continuano a fare ricchi affari, al Sud come al Nord, con effetti devastanti per territori e popolazioni, come insegna il dramma della 'terra dei fuochi'. 

La produzione dei rifiuti speciali è concentrata soprattutto al Nord, con 80,4 milioni di tonnellate (+2,9%), seguita dal Sud (28,5) e dal Centro (22,6), entrambi in calo. Per quanto riguarda lo smaltimento, esclusi gli stoccaggi, il 71,9% è sottoposto a recupero di materia e energia, ma il 9,4% va ancora in discarica. 

Un focus particolare il Rapporto lo dedica ai rifiuti contenenti amianto. Nel 2013 ne sono stati prodotti 414mila tonnellate (il 93,7% materiali da costruzione) con una diminuzione del 22% rispetto al 2012. Un dato decisamente basso, ma ancora di più è quanto viene smaltito: 151mila tonnellate finiscono in discarica (-71mila), altri 254mila vanno all’estero, quasi tuttte in Germania. Un’ulteriore conferma, segnala Bratti, «della scarsità in Italia di impianti per il trattamento dei rifiuti speciali, così questi 'girano' troppo, favorendo le possibilità di infiltrazione di gruppi criminali. Inoltre – aggiunge – se per la Germania, dove i rifiuti finiscono nella miniere di salgemma, possiamo stare sicuri, molti dubbi li abbiamo per altri Paesi. Dai porti esce molta roba irregolarmente, soprattutto plastiche e metalli, ma anche rifiuti elettrici e elettronici». 

In Germania finiscono 971mila tonnellate (785mila pericolosi), segue la Cina con 312mila e la Grecia con 238mila (soprattutto non pericolosi). La regione che esporta di più è la Lombardia con 767mila tonnellate (rifiuti prodotti da impianti di trattamento e amianto), seguita dalla Puglia con 608mila, soprattutto rifiuti prodotti da centrali termiche e altri impianti termici (ceneri e rifiuti da desolforizzazione dei fumi). In altre parole si bruciano i rifiuti in Italia, producendo energia elettrica e calore, ma poi i residui finiscono all’estero.
/Cronaca/Pagine/Rifiuti-speciali-il-giallo-delle-cifre-.aspx29/07/2015 20.39.37Scuole paritarie e tasse: le norme dimenticate Si svolgerà nei primi giorni di agosto l’atteso tavolo di confronto tra governo e mondo della scuola paritaria dopo la sentenza della Corte di Cassazione sull’esenzione del pagamento dell’Ici. Manca ancora la convocazione ufficiale, ma i primi contatti con le parti in causa sono già avvenute con l’invito al prossimo incontro. A condurre i lavori sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Un passaggio molto atteso dopo il clamore e le polemiche suscitate dalla sentenza. Aspetti che non sono piaciuti neppure all’Associazione genitori (Age) presente nella scuola statale, che con il suo presidente nazionale, Fabrizio Azzolini, sottolinea come in «gioco c’è la scuola tutta e non solo quella paritaria, che fa parte del sistema integrato di istruzione». 

Un pronunciamento, quello della Cassazione, che «non è destinato a cambiare nulla dell’attuale normativa » si affretta a precisare la Federazione delle scuole materne di ispirazione cristiana (Fism) che con oltre 600mila alunni e una presenza in quasi tutti i Comuni italiana, rappresenta la fetta più consistente della scuola paritaria in Italia. «Restano valide le norme previste nel decreto ministeriale 200/2012 – precisa il segretario nazionale della Fism Luigi Morgano in una circolare inviata a tutte le scuole associate –, nel quale è stato descritto con efficacia e pignoleria quando un’attività didattica anche di natura fiscalmente commerciale è svolta con modalità non commerciali». Una norma - la 200/2012 - che «la Cassazione, però, non ha richiamato nella propria sentenza, utilizzando ai fini di motivazione della decisione solo la normativa intervenuta nel 2012 da parte dell’allora governo Monti, cioè l’articolo 91 del Dl 1/2012». Insomma ci si è fermati a un passo precedente rispetto alle norme che successivamente hanno specificato con chiarezza le condizioni alle quali è prevista l’esenzione del pagamento del-l’Ici e poi dell’Imu.

Le condizioni sono espresse chiaramente: l’attività è paritaria rispetto a quella statale e la scuola adotta un regolamento che garantisce la non discriminazione in fase di iscrizione degli alunni; l’accoglienza degli alunni portatori di handicap, l’applicazione di un contratto nazionale per il personale; l’adeguamento delle strutture agli standard previsti; un bilancio pubblico, una retta simbolica. Per determinare il costo medio alunno – parametro fondamentale per la determinazione dell’attività non commerciale – si è fatto riferimento ai costi determinati dall’Ocse per l’Italia. «In sostanza – ribadisce ancora la nota della Fism – si stabilisce che se il corrispettivo medio è inferiore o uguale al costo medio per alunno significa che l’attività didattica è svolta con modalità non commerciali e quindi non è assoggettabile ad imposizione
Imu».

In campo, come detto, scendono anche i genitori dell’Age, che operano nella scuola statale. «Serve maggior chiarezza normativa» sottolinea il presidente Azzolini, che ricorda come «in gioco c’è la scuola di tutti e la libertà di scelta educativa delle famiglie, costituzionalmente riconosciuta ». Non solo. «Le paritarie non sono solo istituti cattolici e non sono le scuole dei preti o delle suore: sono paritarie, ad esempio, scuole comunali o provinciali, numerosi asili comunali – ricorda il presidente nazionale dell’Age –. Negli ultimi anni il ministero dell’Istruzione registra un aumento delle richieste di paritarie comunali che chiedono di passare allo Stato proprio perché gravate dalle spese e dal fisco», mentre «le paritarie rette da congregazioni, o diocesi o associazionismo no profit semplicemente sono costrette a chiudere e continuano inesorabilmente a farlo». Chiusure, ricorda ancora Azzolini, che «comportano anche la perdita di posti di lavoro tra gli oltre 91mila tra docenti e non docenti».
/Cronaca/Pagine/Paritarie-le-norme-dimenticate-.aspx29/07/2015 20.39.37Unioni civili, commissione riunita anche di notte Si lavorerà anche in notturna: così il fronte pro-ddl Cirinnà prova a tirare la volata al testo sulle unioni civili prima della pausa estiva. Dalla prossima settimana, infatti, la commissione Giustizia del Senato si riunirà ad oltranza per votare gli oltre 1.300 emendamenti presentati al provvedimento. Anche se non c’è alcuna certezza di arrivare al voto di palazzo Madama prima di settembre anzi fonti parlamentari parlano di un approdo in assemblea soltanto dopo le vacanze - si tenta comunque il colpo di mano, schiacciando il piede sull’acceleratore.

La relazione del Mef, inviata la settimana scorsa, ha già messo nero su bianco gli oneri complessivi recati dal ddl Cirinnà: dai 3,7 milioni nel 2016 ai 22,7 milioni nel 2025. Così oggi dovrebbe arrivare in commissione Giustizia pure il parere della commissione Bilancio sulle coperture economiche e il peso cui conti pubblici del disegno di legge.
A giungere per adesso, in realtà, è stata soltanto la 'spinta' ideale dello stesso padrone di casa, il presidente del Senato Pietro Grasso.

Sulle unioni civili «non posso non sottolineare con forza il ritardo accumulato negli anni», ha detto difatti durante la cerimonia del Ventaglio il numero uno di Palazzo Madama, aggiungendo che «ormai è giunto il tempo per riconoscere piena cittadinanza ai diritti delle coppie omosessuali, prendendo atto e regolando la realtà sociale del nostro Paese». Una scelta di campo, quella di Grasso, che non è piaciuta al deputato di Per l’Italia, Gian Luigi Gigli. Su Twitter, il capogruppo di Pi in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, ha sottolineato come «l’arbitro Grasso non può essere in partita»./Politica/Pagine/Unioni-civili-altro-strattone-commissione-riunita-anche-di-notte-.aspx29/07/2015 20.39.37Israele dà il via libera a nuovi insediamenti

Benyamin Netanyahu ha approvato la costruzione "immediata" di 300 alloggi nella colonia cisgiordana di Beit El. Lo rende noto il suo ufficio.

In un comunicato dell'ufficio del premier viene ricordato che già tre anni fatti il governo israeliano aveva promesso la costruzione di 300 alloggi a Beit El, dopo aver demolito sei grandi edifici in una collina vicina. Netanyahu ha inoltre autorizzato la vendita di una novantina di alloggi a Pisgat Zeev (a nord di Gerusalemme) e la progettazione di altri 400 alloggi circa in diversi rioni ebraici attorno a Gerusalemme.

Proprio stamani la Corte suprema di Gerusalemme ha confermato la demolizione di due edifici residenziali costruiti illegalmente dai coloni di Beit El, nella Cisgiordania occupata, una decisione che arriva in concomitanza con le proteste della destra nazionalista e con violenti scontri con la polizia. L'esecutivo ha fatto sapere ieri di appoggiare la petizione dei coloni, per evitare la frattura della coalizione parlamentare. La decisione della Corte ha scatenato l'ira della destra nazionalista.

/Mondo/Pagine/israele-ok-a-nuovi-insediamenti.aspx29/07/2015 20.39.38Francescani in missione nella movida romana Alcuni rivolgono un semplice sguardo, ma con ammirazione; altri restano indifferenti, ma rispettosi, moltissimi grati perché «ci siete in questo luogo laico», «siete la fiaccola accesa in questo mondo che corre ». Sono le più varie le reazioni dei frequentatori della “movida” romana, che ogni sera si imbattono sul Lungotevere in un’enorme immagine di san Massimiliano Kolbe, nelle icone di san Francesco, nei frati con saio e cordone che parlano, incontrano la gente, si fermano per ascoltare fino a tarda notte. 

Sono tornati per il secondo anno consecutivo  i frati del Centro missionario francescano, che hanno sentito il forte richiamo a «uscire e andare nelle periferie», in perfetto stile francescano, e che hanno trovato posto per tutta l’estate, fino al 2 settembre, sulle banchine del Tevere, tra ponte Sisto e Porta Portese, dalle 19 alle 2 di notte, ogni sera, tra la gente. «Diamo un volto umanitario, sociale e spirituale all’estate romana sul Tevere», è lo slogan scelto da padre Paolo Fiasconaro, frate minore conventuale siciliano, per sensibilizzare turisti e visitatori romani a vivere momenti di crescita nelle calde serate estive e anche per far conoscere le attività missionarie che i francescani
conventuali promuovono in 40 Paesi del mondo. 

L’iniziativa, nata in collaborazione con l’associazione culturale 'La Vela d’oro' di Roma, vuole valorizzare il tempo libero con contenuti culturali, artistici e promozionali, accogliendo l’invito di papa Francesco che stimola i credenti a “uscire dalle proprie strutture” per andare nelle “periferie esistenziali dell’uomo”, dove la gente vive tempi e spazi di sana cultura. 

«La missione sulle banchine è un’avventura che ha dello straordinario e del sorprendente – racconta padre Paolo, entusiasta –. Straordinario per la novità di una proposta e di una esperienza inusuale, in un luogo “laico”, in una periferia umana quale è la movida romana del divertimento, del relax serale e della passeggiata serale dei romani e dei turisti. Sorprendente per i risvolti positivi nel dialogo e nell’incontro con la gente di varie estrazioni sociali, nazionalità, razza e culture: una moltitudine di tipologie diverse, giovani e famiglie intere, suore e preti, seminaristi e diplomatici, credenti e non credenti di varie religioni e ideologie. Una fiumana umana che guarda meravigliata, si ferma, dialoga e cammina fino a notte fonda alla ricerca di un sorriso, di un consiglio, di uno sfogo e forse di ritrovare la strada perduta». 

L’esperienza dello scorso anno è stata positiva: «Abbiamo visto transitare per tutta l’estate quasi 2 milioni di persone: tutti hanno potuto osservare il nostro stand e la nostra presenza tra la gente, in un sito con tanti ristoranti, eventi e due chilometri di spazi espositivi – spiega ancora padre Fiasconaro –. Proficua è la consegna di una cartolina “Caro Papa Francesco, per me la missione è”, dove ognuno può esprimere un proprio pensiero sul concetto di missione. Inoltre si distribuiscono migliaia di depliant, rosari, biografie e la nostra rivista 
Il Missionario Francescano.
 
Non vendita di oggetti missionari, ma solo presenza e testimonianza».
L’incontro con la gente è molto stimolante. «La proposta del concetto di “missione” spiazza ogni ideologia e, al di là del proprio credo, dentro la “missione” sono insiti i valori dell’altruismo, della condivisione, del volontariato, della solidarietà – osserva padre Fiasconaro -. L’esperienza vissuta sulle banchine è esportabile in altri siti laici e credo che sia la nuova frontiera di una evangelizzazione davvero nuova. Essa fa tesoro di queste opportunità per penetrare dentro il tessuto di una collettività disorientata, distratta e alla ricerca dell’accoglienza fraterna e di testimonianze credibili in grado di dare risposte ai grandi problemi esistenziali dell’umanità e alle tante povertà che affliggono il mondo contemporaneo, bisognoso di Dio». /Chiesa/Pagine/Francescani-in-missione-nella-movida-romana-.aspx29/07/2015 20.39.38Il Vaticano esce dal Global Freedom Network ​La Santa Sede non fa più parte della Global Freedom Network, l'alleanza interreligiosa per la lotta alla tratta degli esseri umani promossa da una fondazione finanziata dal magnate australiano Andrew Forrest.
La notizia è stata data in questi giorni dalla trasmissione Four corners della televisione australiana Abc. Il Global Freedom Network aveva mosso i primi passi con la firma di un accordo, in Vaticano il 17 marzo del 2014, con l`obiettivo di mettere insieme una rete interreligiosa internazionale, sostenuta dalla Walk Free Foundation di Anrew Forrest, per sensibilizzare le comunità di fede contro le "moderna schiavitù" rappresentate dalla prostituzione, il lavoro forzato, il traffico di organi.
 
Tra le altre mete perseguite, promuovere il commercio etico, aumentare la cura per le vittime e i sopravvissuti, fare pressione presso i governi e i parlamenti, sensibilizzare le società e raccogliere fondi.

Pochi mesi dopo, a dicembre scorso sempre in Vaticano, si erano riuniti con Papa Francesco esponenti di spicco di varie religioni - islam, ebraismo, induismo, buddismo - e di altre confessioni cristiane (a partire dall`arcivescovo di Canterbury Justin Welby e dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, collegato via video) per la firma di una dichiarazione congiunta. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon aveva mandato un messaggio di sostegno.
 
Ora, a quanto confermano in Vaticano, il cancelliere delle pontificie
accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, non figura più nel consiglio direttivo "per evitare strumentalizzazioni" da parte di Forrest, magnate del settore minerario./Chiesa/Pagine/vaticano-esce-da-global-freedom-network.aspx29/07/2015 20.39.38Scuola, click day: al via le assunzioni Prende il via oggi la presentazione delle domande per partecipare alla procedura nazionale di assunzioni prevista dalla legge Buona scuola, per la copertura di 55.258 nuovi posti del potenziamento, di cui 6.446 destinati al rafforzamento del sostegno.

A questi si sommeranno i posti non assegnati eventualmente vacanti a seguito delle assunzioni sul turn over e sui restanti posti disponibili. La procedura resterà aperta fino alle 14 del prossimo 14 agosto.

Sul sito del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è consultabile una sezione dedicata al Piano straordinario di assunzioni 2015/2016, dove sono reperibili tutte le informazioni utili ai docenti interessati.

Inoltre, da oggi è operativo anche il numero 06/58494100, messo a disposizione dal Miur per fornire assistenza agli insegnanti che devono presentare domanda. Uno staff dedicato risponderà ai docenti dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì.

Nell'anno scolastico 2015/2016, il Miur assumerà a tempo indeterminato 102.734 docenti, 60mila in più di quelli che sarebbero stati assunti senza la legge n. 107/2015.

"Abbiamo voluto creare uno spazio di servizio per fornire aggiornamenti e informazioni agli insegnanti che rientrano nel nostro piano di assunzioni - ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini - Qui i docenti potranno trovare documenti, contatti, assistenza, faq. E da qui - ricorda il Ministro - potranno accedere direttamente anche alla domanda per la procedura nazionale. Al Miur stiamo lavorando affinché tutte le assunzioni avvengano nei tempi prestabiliti a garanzia - conclude Giannini - di un sereno avvio del nuovo anno scolastico".  Gli aspiranti prof devono verificare che i dati già inseriti su Istanze on-line siano corretti: è importante, soprattutto, indicare una mail (non necessariamente pec) alla quale sarà inviata la proposta di assunzione.

CHI PUÒ PARTECIPARE AL PIANO DI ASSUNZIONI
I soggetti iscritti a pieno titolo nelle graduatorie del concorso ordinario
bandito con decreto 82 del 24 settembre 2012; i soggetti iscritti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento, esclusivamente con il punteggio e con i titoli di preferenza e precedenza posseduti alla data dell'ultimo aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, avvenuto per il triennio 2014-2017.

GLI ESCLUSI
I soggetti iscritti nelle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami banditi anteriormente all'anno 2012; il personale già assunto quale docente a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato; i soggetti iscritti
nelle graduatorie ad esaurimento che non abbiano sciolto la riserva per conseguimento del titolo abilitante entro il 30 giugno 2015. 

DOMANDE DA PRESENTARE IN TUTTE LE PROVINCE, esprimendo: l'ordine di preferenza tra tutte le province a livello
nazionale; l'ordine di preferenza tra i posti di sostegno e i posti comuni; per i candidati inseriti sia nelle Gae sia nella graduatoria dei concorsi, a quale delle due procedure dare la precedenza.

MAIL
All'indirizzo mail indicato sarà trasmessa la proposta di assunzione, che dovrà essere accettata, entro dieci giorni dalla data di ricezione, esclusivamente attraverso il sistema informatico del Miur. In caso di mancata accettazione, nel termine e con le modalità previste, si perde ogni diritto ad ulteriori proposte di nomina in ruolo e si viene cancellati
dalle rispettive graduatorie./Cronaca/Pagine/scuola-al-via-piano-straordinario-assunzioni.aspx29/07/2015 20.39.38
Aggiornato: 2 ore 27 min fa

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