Avvenire

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La “vetrina” di Avvenire.it: le notizie principali, gli approfondimenti, le nostre inchieste, multimediaCanada sotto attacco, morto soldato Giornata di terrore a Ottawa, in Canada: nell'edificio del Parlamento è penetrato un uomo armato, che ha aperto il fuoco colpendo un soldato di guardia al vicino monumento al milite ignoto. Il militare, trasportato d'urgenza in ospedale, è morto dopo poche ore. Anche l'attentatore è stato ucciso dalle forze dell'ordine, ma all'azione hanno preso parte uno o più complici, che hanno esploso colpi di arma da fuoco dal tetto dell'edificio o da un edificio adiacente. Ci sono altri tre feriti, di cui due in condizioni stabili, tra cui una guardia del Parlamento.

Le sparatorie sono state tre: la prima davanti al National War Memorial, la seconda al Rideau Centre e la terza al Parlamento. Tutti gli edifici fanno parte del complesso governativo noto come Parliament Hill.

Il premier Stephen Harper ha lasciato il Parlamento per mettersi in salvo in un luogo sicuro e l'intera zona è stata sgomberata. Gli agenti hanno avviato una perquisizione di tutti gli edifici della zona.

Le scuole dell'area sono state poste in 'lockdown' e tutte le auto in uscita dalla città di Ottawa vengono controllate.  Al momento degli spari in Parlamento erano presenti, oltre al premier Stephen Harper, anche i leader degli altri due principali partiti politici canadesi. Anche l'ambasciata d'Italia ad Ottawa, al pari degli edifici del governo e delle scuole, è stata chiusa.

La sparatoria al Parlamento di Ottawa arriva il giorno dopo in cui in Canada è stato proclamata l'allerta antiterrorismo. Ieri era morto uno dei due soldati investiti lunedì da un giovane convertito all'islam a Saint-Jean-sur Richelieu, vicino a Montreal. Quello dell'incidente automobilistico provocato è uno scenario previsto dall'Isis nei suoi messaggi ai musulmani. Nell'elevare il livello di allarme le autorità avevano però precisato di non essere in presenza di una minaccia specifica ma che, comunque, "individui o gruppi dentro il Canada hanno l'intenzione e le capacità di commettere atti di terrorismo". Il sospetto jihadista era il 25enne Martin Couture-Rouleau, fermato per breve tempo a luglio scorso in un aeroporto del paese nordamericano mentre cercava di imbarcarsi su un volo diretto in Turchia. L'uomo, al quale era stato a suo tempo ritirato il passaporto, è stato ucciso dalla polizia nel corso di un'operazione seguita all'attentato. /Mondo/Pagine/canada-spari-in-parlamento.aspx22/10/2014 19.52.54«Le gelosie smembrano le comunità»

Stamani, prima dell’udienza generale, il Papa ha ricevuto nell’Auletta dell’Aula Paolo VI i giocatori e i dirigenti del Bayern di Monaco (LEGGI). Poi, una volta giunto in Piazza San Pietro, è sceso dall’auto scoperta per salutare un folto gruppo di lavoratori della "Meridiana", tutti con maglietta rossa con su scritto "Io sono un esubero Meridiana". “Per favore, faccio un appello a tutti i responsabili: nessuna famiglia senza lavoro!”, ha poi detto il Papa a braccio al termine dell'Udienza, rivolgendosi proprio ai lavoratori Meridiana, ai quali ha espresso la “profonda vicinanza e solidarietà".  “Auspico vivamente - le parole di Francesco - che si possa trovare un’equa soluzione, che tenga conto anzitutto della dignità della persona umana e delle imprescindibili necessità di tante famiglie”.                

La catechesi

Papa Francesco ha dedicato la catechesi al tema “Chiesa, corpo di Cristo”. “Quando si vuole evidenziare come gli elementi che compongono una realtà siano strettamente uniti l’uno all’altro e formino insieme una cosa sola – ha detto - si usa spesso l’immagine del corpo. A partire dall’apostolo Paolo, questa espressione è stata applicata alla Chiesa ed è stata riconosciuta come il suo tratto distintivo più profondo e più bello. Oggi, allora, vogliamo chiederci: in che senso la Chiesa forma un corpo? E perché viene definita «corpo di Cristo»? Nel Libro di Ezechiele viene descritta una visione un po’ particolare, impressionante, ma capace di infondere fiducia e speranza nei nostri cuori. Dio mostra al profeta una distesa di ossa, distaccate l’una dall’altra e inaridite. Uno scenario desolante… Immaginatevi: tutta una pianura piena di ossa. Dio gli chiede, allora, di invocare su di loro lo Spirito. A quel punto, le ossa si muovono, cominciano ad avvicinarsi e ad unirsi, su di loro crescono prima i nervi e poi la carne e si forma così un corpo, completo e pieno di vita (cfr Ez 37,1-14). Ecco, questa è la Chiesa! Mi raccomando oggi a casa prendete la Bibbia, nel capitolo 37 del profeta Ezechiele, non dimenticate di leggere questo, è bellissimo. Questa è la Chiesa, è un capolavoro, il capolavoro dello Spirito, il quale infonde in ciascuno la vita nuova del Risorto e ci pone l’uno accanto all’altro, l’uno a servizio e a sostegno dell’altro, facendo così di tutti noi un corpo solo, edificato nella comunione e nell’amore”.

Il Papa con i lavoratori Meridiana

“La Chiesa, però – ha proseguito - non è solamente un corpo edificato nello Spirito: la Chiesa è il corpo di Cristo! Un po’ strano, ma è così, non si tratta semplicemente di un modo di dire: ma lo siamo davvero! È il grande dono che riceviamo il giorno del nostro Battesimo! Nel sacramento del Battesimo, infatti, Cristo ci fa suoi, accogliendoci nel cuore del mistero della croce, il mistero supremo del suo amore per noi, per farci poi risorgere con lui, come nuove creature. Ecco: così nasce la Chiesa, e così la Chiesa si riconosce corpo di Cristo! Il Battesimo costituisce una vera rinascita, che ci rigenera in Cristo, ci rende parte di lui, e ci unisce intimamente tra di noi, come membra dello stesso corpo, di cui lui è il capo (cfr Rm 12,5; 1 Cor 12,12-13)”.

“Quella che ne scaturisce, allora – ha spiegato - è una profonda comunione d’amore. In questo senso, è illuminante come Paolo, esortando i mariti ad «amare le mogli come il proprio corpo», affermi: «Come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo» (Ef 5,28-30). Che bello se ci ricordassimo più spesso di quello che siamo, di che cosa ha fatto di noi il Signore Gesù: siamo il suo corpo, quel corpo che niente e nessuno può strappare da lui e che egli ricopre di tutta la sua passione e di tutto il suo amore, proprio come uno sposo con la sua sposa. Questo pensiero, però, deve fare sorgere in noi il desiderio di corrispondere al Signore e di condividere il suo amore tra di noi, come membra vive del suo stesso corpo. Al tempo di Paolo, la comunità di Corinto trovava molte difficoltà in tal senso, vivendo, come spesso anche noi, l’esperienza delle divisioni, delle invidie, delle incomprensioni e dell’emarginazione. Tutte queste cose non vanno bene, perché, invece che edificare e far crescere la Chiesa come corpo di Cristo, la frantumano in tante parti, la smembrano”.

A braccio ha aggiunto: “E questo anche succede ai nostri giorni. Ma pensiamo nelle comunità cristiane, in alcune parrocchie, pensiamo nei quartieri nostri quante divisioni, quante invidie, come si sparla, quanta incomprensione e emarginazione. E questo cosa fa? Ci smembra fra noi. È l’inizio della guerra. La guerra non incomincia nel campo di battaglia: la guerra, le guerre incominciano nel cuore, con questa incomprensione, divisione, invidie, con questa lotta fra gli altri. E questa comunità di Corinto era così, ma erano campioni di questo! E l’Apostolo ha dato ai Corinti alcuni consigli concreti che valgono anche per noi: non essere gelosi, ma apprezzare nelle nostre comunità i doni e le qualità dei nostri fratelli. Ma le gelosie: ‘Ma … quello ha comprato una macchina’, e io sento qui una gelosia; ‘Questo ha vinto al lotto’, è una gelosia; ‘E questo va bene in questo”, è un’altra gelosia. E questo smembra, fa male, non si deve fare! Perché le gelosie crescono, crescono e riempiono il cuore. E un cuore geloso è un cuore acido, un cuore che invece di sangue sembra di avere aceto, eh! È un cuore che mai è felice, è un cuore che smembra la comunità. Ma cosa devo fare? Apprezzare nelle nostre comunità i doni e la qualità degli altri, dei nostri fratelli. Ma, quando mi viene la gelosia - perché viene a tutti, eh? Tutti, tutti siamo peccatori eh! -, quando mi viene la gelosia, dire al Signore: ‘Ma, grazie, Signore, perché hai dato questo a quella persona’. Apprezzare le qualità è contro la divisione; farsi vicini e partecipare alla sofferenza degli ultimi e dei più bisognosi; esprimere la propria gratitudine a tutti – ma, dire grazie, il cuore che sa dire grazie è un cuore buono, è un cuore nobile, è un cuore che è contento perché sa dire grazie. Vi domando: tutti noi sappiamo dire grazie, sempre? Eh, no, eh? Non sempre, eh? Perché l’invidia, la gelosia ci frena un po’, eh? E in ultimo questo è il consiglio che l’apostolo Paolo dà ai Corinzi e anche dobbiamo darci noi, uno all’altro: non reputare nessuno superiore agli altri - quanta gente si sente superiore agli altri! Anche noi, tante volte diciamo come quel fariseo della parabola: ‘Ti ringrazio Signore perché non sono come quello, sono superiore’. Ma questo è brutto, non farlo mai! E quando ti viene questo, ricordati dei tuoi peccati, di quelli che nessuno conosce, vergognati davanti a Dio e dì: ‘Ma tu Signore, tu sai chi è superiore, io chiudo la bocca’. E questo fa bene. E sempre, nella carità considerarsi membra gli uni degli altri, che vivono e si donano a beneficio di tutti (cfr 1Cor 12–14)”.

Quindi, ha concluso la catechesi: “Cari fratelli e sorelle, come il profeta Ezechiele e come l’apostolo Paolo, invochiamo anche noi lo Spirito Santo, perché la sua grazia e l’abbondanza dei suoi doni ci aiutino a vivere davvero come corpo di Cristo, uniti, come famiglia, ma una famiglia che è il corpo di Cristo, e come segno visibile e bello dell’amore di Cristo".

/Chiesa/Pagine/udienza-del-22-ottobre-2014.aspx22/10/2014 19.20.50Bonus bebé, il rebus del redditoDopo la precisazione sulle pensioni, "spostate" al 10 del mese solo per chi percepisce due assegni, potrebbe cambiare il quadro di riferimento del bonus bebé annunciato dal premier Matteo Renzi domenica scorsa nel corso della trasmissione televisiva di Barbara D'Urso Domenica live. Il condizionale è d'obbligo visto che la legge di stabilità, dopo gli ultimi ritocchi del governo, è adesso al vaglio del Qurinale.

La strada da fare insomma è ancora tanta e le carte in tavola, o meglio le cifre perché solo quelle che "comandano", cambiare ancora svariate volte. Il ministero del Tesoro avrebbe imposto un "taglio" considerevole alla platea dei beneficiari per coperture economiche insufficienti, cambiando il contenuto della bozza spedita poi a Napolitano. Renzi aveva parlato di una misura praticamente per tutti, nuclei famigliari con reddito inferiore ai 90 mila euro, mentre ieri è circolata con insistenza la voce di uno sbarramento a 30mila euro di reddito Isee.

Smentita con tanto di tweet ufficiale del ministero del Tesoro "siamo sul pezzo", l'ipotesi di un pagamento in un'unica soluzione annua di 900 euro: il contributo verrà erogato mensilmente per i primi tre anni di vita del bambino. Priva di fondamento, almeno attraverso i canali ufficiali, anche la restrizione di campo in base al reddito. Confermata l'erogazione del bonus anche alle mamme adottive mentre tra le "limature" ipotizzate si fa strada l'ipotesi del "prima arriva meglio alloggia": i contributi cioè potrebbe non essere infiniti. Una volta esaurito il fondo (che dovrebbe essere di tre miliardi in tre anni) l'Inps non erogherebbe più nuovi bonus.  

In attesa di capire quale sarà il tetto di reddito, arrivano bocciature da destra e da sinistra. La minoranza Pd contesta il limite di reddito troppo alto. "Non mi piace. Innanzitutto non capisco qual è l'idea di equità, l'idea di giustizia sociale nel momento in cui diamo 80 euro al mese a chi ha 90mila euro e non diamo nulla a chi vive nella povertà assoluta" ha detto Stefano Fassina, intervenendo stamattina ad Agorà, su Rai3. Di "strumento di distrazione di massa" orientato solo alla campagna elettorale parla Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera. /Politica/Pagine/bonus-bimbi-ridotto.aspx22/10/2014 19.48.23Galantino: «Tv2000 sia di tutti e per tutti»

"Oggi diamo inizio a un cantiere, a un viaggio. Siamo a un inizio carico di attese”. È il “cantiere” l’immagine che il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ha utilizzato per definire Tv2000, oggi a Milano alla presentazione del nuovo palinsesto. “Una novità - ha precisato - che deve avere la caratteristica di una svolta, per valorizzare al massimo tutto quello che abbiamo tra le mani e nel cuore”.

Aprendo il suo intervento, Galantino ha chiesto provocatoriamente: “Perché un vescovo alla presentazione del palinsesto?”. Rappresentando l’editore, ossia la Cei, la sua presenza, ha spiegato, è segno della “voglia di far parte di questo progetto”, del “desiderio dell’editore di sentirsi parte di una realtà”, che assieme alla Tv vede “Avvenire, l’Agenzia Sir, Radio In Blu”. “Non esiste solo la Chiesa in uscita, ma anche la Tv in uscita”, ha aggiunto il segretario della Cei, chiedendo all’emittente di “stare sulla strada, vedere cosa c’è di bello e pure di problematico, farlo nostro e presentarlo nella maniera dovuta”. L’obiettivo dev’essere “raccontare il mondo, girando le telecamere per vedere il mondo con gli occhi del Vangelo”, il che “non significa fare una televisione bigotta”.

Tutt’altro. Galantino ha chiesto “una tv che provochi di più”, che non sia “una nicchia comoda ma residuale”, “un orto chiuso per i credenti o, ancor più, per i praticanti”. Al contrario, “dev’essere un luogo attivo, vivo, una tv di tutti e per tutti e non per pochi eletti”, che sia “interessante anche per chi non crede e persino per chi ha sempre rifiutato di credere”. Insomma, ha concluso, “una sorta di Giovanni Battista capace di stare sul territorio e dire la sua parola con passione”.  

“Una Tv in uscita, che racconta il mondo, che lo ascolta, che lo vede”, ha confermato Paolo Ruffini, direttore di rete: "Non presentiamo un lavoro, ma un work in progress” per “condividere una tv di qualità, piantata sul presente”.

L’emittente della Cei, ha illustrato Ruffini, ha una media di 70mila telespettatori, che arrivano a un milione considerando i telespettatori che l’hanno vista per almeno mezz’ora; 0,7% è lo share medio. “La religione - ha aggiunto Ruffini - non è per Tv2000 un anestetico, un modo per chiudere gli occhi sulla realtà”; quest’ultima, piuttosto, è protagonista della programmazione, a partire dalla Messa quotidiana, per la quale “ogni giorno porteremo le telecamere nelle comunità, dal rione Sanità di Napoli a Lampedusa. Uscire dallo studio - ha concluso - sarà una costante del nostro palinsesto”.

Lo spot per i nuovi programmi "La verità è sempre una sorpresa"


I programmi
Una nuova edizione del Tg alle 12, che si aggiunge a quella delle 18.30 (che durerà mezz’ora), e la conferma del “Tgtg” come terzo appuntamento con l’informazione. Questa la novità negli spazi informativi di Tv2000, a partire dal prossimo 3 novembre, annunciata da Lucio Brunelli, direttore delle testate giornalistiche dell’emittente.  Brunelli ha così declinato l’identità degli spazi informativi: “Non vogliamo essere la brutta copia dei tg esistenti, ma cerchiamo una nostra fisionomia”.

No, quindi, al pastone politico, “formula sempre più stantia e vuota”. Piuttosto, “vogliamo raccontare la politica senza condizionamenti di palazzo”, con “un taglio di servizio, per spiegare i provvedimenti politici nella misura in cui impattano su di noi cittadini”. Spazio anche per la vita della Chiesa “senza retoriche e senza reticenza”. “Abbiamo un editore - ha ricordato Brunelli - che ci invita a essere più giornalisti e meno bigotti”.

E mentre i 23 milioni di visualizzazioni su YouTube in un anno “sfatano l’idea che il nostro pubblico sia composto solo da anziani”, il direttore generale Lorenzo Serra ha annotato che non cambierà il budget stanziato per l’emittente, ma “è attraverso il cambiamento del modo di lavoro che riusciremo a dare una linea diversa”.

Alessandro Sortino, ex Iena e ora vice di Ruffino, ha parlato di tre direttrici di lavoro: "Attualità, prossimità e dialogo". "Farò la Iena ma con la speranza", ha sintetizzato, parlando di un linguaggio in cui non prevalga più l'indignazione, ma la sorpresa per il modo positivo che ha questo Paese di reagire alla crisi. Un linguaggio moderno, ironico, "serio ma non serioso".

In quest'ottica ecco il format "Siamo noi", pensato per il day time (in onda dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 17.30), che racconterà un'Italia che non si limita a denunciare carenze e problemi, ma che si mette in gioco per trovare soluzioni, offrire creatività e partecipazione, tessere reti e cittadinanza attiva.

Il contenitore di attualità "Bel tempo si spera" spazierà dalla Messa (che sarà trasmessa "da parrocchie e comunità concrete, spesso difficili"), al meteo, dai fatti del giorno fino ai collegamenti con
la comunità che ha ospitato la messa.

'Help', programma di prima serata, racconterà storie raccolte nelle città e nelle periferie, mentre "Attenti al lupo", nuovo format dedicato ai diritti dei cittadini e dei consumatori, partirà dalle segnalazioni dei telespettatori per aprire percorsi di inchiesta e risposta. C'è poi spazio per programmi culturali, uno di cucina ("Quel che passa il convento", da gennaio), uno di medicina, fiction e documentari religiosi e non, ma anche per indagare i confini del sacro e, naturalmente, seguire papa Francesco, tanto nel quotidiano e quanto nei grandi eventi.

Ecco le principali novità del palinsesto
ore 6:30 Rassegna stampa dal lunedì al sabato
ore 7:30 “Bel tempo si spera”, contenitore di attualità dal 3 novembre (di Fausto della Ceca, condotto da Lucia Ascione, Fabio Bolzetta, Vito D’Ettore, Enrico Selleri)
ore 10 “Il mio medico”, programma di informazione medica dal 3 novembre (di Fausto della Ceca e condotto da Monica Di Loreto)
ore 12 Telegiornale dal 3 novembre
ore 14.25 “Reparto Maternità”, docu-reality dal 3 novembre
ore 15:30 “Siamo noi” (ideato da Alessandro Sortino, firmato da Dario Quarta e condotto da Gabriella Facondo e Massimiliano Niccoli)
ore 17.30 “Il diario di Papa Francesco” (condotto da Gennaro Ferrara con il commento di Marco Burini)
ore 18 Rosario
ore 18.30 Telegiornale
ore 19 “Attenti al lupo”, dedicato ai diritti dei cittadini e dei consumatori (firmato da Dario Quarta, condotto da Giuseppe Caporaso e Maris Milanese Michael)
ore 19.30 “Reparto Maternità”
ore 20 Rosario
ore 20:30 TGtg
Prime serate: Film, fiction, teatro e programmi
Seconde serate: “Effetto Notte” (cinema), “Retroscena” (teatro), “La Compagnia del libro” (lettura)

/Spettacoli/Pagine/TV2000-palinsesti.aspx22/10/2014 19.20.50L'appello: «L’Italia chieda una svolta europea»Quando i 730 delegati di oltre quaranta Paesi si riunirono al "Mount Washington Hotel", vicino alla città di Bretton Woods, nel 1944, tutt’intorno avevano un mondo spezzato dalla Guerra. Uscirono da quell’hotel del New Hampshire con un nuovo ordine, totalmente concordato, per governare i rapporti monetari di Stati nazionali indipendenti. E rilanciare la crescita.

Oggi l’Europa è spezzata dagli effetti di una crisi economica devastante come una guerra: basta considerare i posti di lavoro perduti, la capacità produttiva sprecata, le disuguaglianze che aumenta, e, soprattutto, in alcuni Paesi fra i quali l’Italia, la mancanza di una sana crescita economica. Non c’è tempo da perdere.

E anche se i mercati e l’opinione pubblica sembrano accorgersene a singhiozzo, e preferiscono rimuovere il problema, alcuni addetti ai lavori sono davvero preoccupati per la criticità della situazione. «La politica europea di austerità – osservano – ha clamorosamente fallito. Non solo in termini di rilancio della crescita e dell’occupazione, ma anche nel perseguire la sostenibilità dei conti pubblici perché, ai dati di oggi, diversi Paesi presentano dinamiche del debito insostenibili e in forte aumento».

Per questi motivi più di 340 economisti e accademici – da Zamagni a Viale, da Pennacchi a Cipolletta e Baldassarri – chiedono al premier italiano, Matteo Renzi, presidente di turno dell’Unione, un’iniziativa politica "alta" per salvare l’Europa e l’Italia prima che sia troppo tardi. Chiedono di riaprire cioè settant’anni dopo, questa volta nel Vecchio Continente, un "Mount Europe Hotel" dove discutere e costruire a livello internazionale nuove regole adatte all’epoca della globalizzazione. Dopo aver raccolto molti consensi in Italia, l’appello (che proponiamo qui a fianco, ndr) si apre grazie a un Comitato di garanzia internazionale di altissimo profilo alla sottoscrizione di economisti stranieri.

Questa sorta di «agenda dei lavori per una nuova Bretton Woods» offre direttrici concrete di discussione, tra le quali una Banca centrale europea che, sul modello Federal reserve, faccia un vero e proprio "quantitative easing", una politica fiscale espansiva a livello europeo. E propone ancora: un impegno sull’armonizzazione fiscale, progetti di ristrutturazione del debito europeo con intervento della stessa Bce e, infine, passi avanti in termini di integrazione e democrazia europea. «Se attuate – sostengono i firmatari – queste linee di riforma consentirebbero di rilanciare lo sviluppo europeo a vantaggio di tutti i partner in una cornice di piena sostenibilità dei conti pubblici».

IL TESTO DELL'APPELLO/Politica/Pagine/italia-chiede-una-vera-svolta-europa.aspx22/10/2014 19.20.50Brittany, non ucciderti: in preghiera su Facebook

Centinaia di preghiere per Brittany Maynard sono piovute sul web grazie a un’iniziativa della diocesi di Boston. Una pagina Facebook, We Love Brittany Maynard (clicca qui per vederla), creata da un sacerdote con l’appoggio dell’arcivescovo Sean O’Malley, chiede ai visitatori di non lanciarsi in dibattiti sulla scelta della 29enne americana affetta da un incurabile cancro al cervello. "Quello che conta è che senta che non è sola nella sua sofferenza, nella speranza che arrivi a vedere che mettere fine alla sua vita non è una soluzione", scrive il cardinale O’Malley nel suo blog (www.cardinalseansblog.org). La giovane californiana si è infatti trasferita con il marito e i genitori in Oregon per poter essere legalmente assistita da un medico nel proprio suicidio, che ha fissato per il prossimo 1 novembre. Lo scopo della pagina web è dunque di mandare "amore e speranza" a Brittany, che ha avviato una campagna per espandere la legalità del suicidio assistito e "ridare dignità a chi è ammalato". Su Facebook, padre Tony Medeiros la invita a riconoscere un’altra forma di dignità: "Combatti fino all’ultimo - le scrive - non c’è vergogna nell’essere feriti: solo potere, onore e dignità"

/Vita/Pagine/Briitany-non-ucciderti-in-preghiera-su-Facebook.aspx22/10/2014 19.20.50Juncker: entro Natale un piano da 300 miliardiIl Parlamento europeo ha votato mercoledì mattina la fiducia alla Commissione Ue guidata da Jean-Claude Juncker. Gli eurodeputati, riuniti in sessione plenaria a Strasburgo, hanno dato il via libera al nuovo esecutivo di Bruxelles con 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astenuti.

La nuova Commissione europea "inizia sotto i migliori auspici e il suo presidente gode dalla legittimazione più forte possibile", ha commentato il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. La nuova squadra dell'esecutivo di Bruxelles "ha ricevuto il supporto di una larga parte" dell'aula di Strasburgo e "la sua nomina è il risultato diretto delle elezioni europee". Per Schulz "mai prima d'ora una Commissione ha avuto una legittimazione democratica maggiore e più solida". Ma ora il nuovo esecutivo Ue "deve trasformare i suoi impegni in realtà".

Prima di incassare la fiducia Juncker ha tenuto un lungo discorso in cui ha annunciato un programma di investimenti per la crescita da 300 miliardi che sarà presentato "prima di Natale". "Questo programma di investimenti - ha detto Juncker - mi preme molto e i tentativi avviati per tentare di farmi deviare non sortiranno alcun effetto". Il programma, ha aggiunto "non può essere finanziato con nuovo debito", e anzichè presentarlo, come previsto inizialmente, entro i primi tre mesi della nuova Commissione, "il vicepresidente Jyrki Katainen e io abbiamo intenzione di presentarlo prima di Natale, perchè c'è fretta". Infatti, ha aggiunto, "le economie che non crescono non creano neanche occupazione, e la creazione di posti di lavoro è una priorità". I leader dei 28 Stati dell'Unione europea sottolineeranno domani il loro sostegno al piano per mobilitare 300 miliardi di nuovi investimenti nel triennio 2015-2017.

La scelta di nominare l'ex ministro degli Esteri olandese Frans Timmermans, socialista, come primo vicepresidente e suo "braccio destro (e anche sinistro, qualche volta)" serve a garantire "l'equilibrio politico della prossima Commissione" ha detto lo stesso Juncker. Ha poi definito "ridicolo che ci siano solo 9 donne su 28 commissari" ricordando le difficoltà per ottenere che i governi proponessero un minimo sufficiente di candidate donne nella sua nuova squadra. "Alla mia età non comincerò una carriera da dittatore" ha commenato Juncker assicurando che la sua sarà una commissione più politica e più efficace.

Quanto all'allargamento dell'Unione nessun nuovo Paese entrerà nell'Unione europea nei prossimi 5 anni. "Non vogliamo creare illusioni nei Paesi candidati all'ingresso", ha spiegato Juncker, "i negoziati proseguiranno con lo stesso impegno e, se necessario, ci saranno accelerazioni, ma non è realistico pensare che ci saranno nuovi Stati membri dell'Ue nei prossimi 5 anni". L'Ue ha dato il via a negoziati di adesione con sei Paesi: Albania, Islanda, Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia.

Infine un commento su Ebola: la reazione europea all'epidemia ha detto, "non è stata all'altezza" della gravità della situazione, ha lamentato il presidente della prossima Commissione europea, Jean-Claude Juncker. "Ho l'impressione che finchè ha colpito solo l'Africa non abbiamo fatto niente e siamo intervenuti solo quando c'è stato il rischio di una diffusione del virus in Europa", ha denunciato. /Mondo/Pagine/europarlamento-vota-fiducia-a-commissione-juncker.aspx22/10/2014 19.20.50Padre Lombardi: Sinodo trasparente e libero Il “discernimento spirituale”: è questa “la vera chiave di lettura dell’intero processo del Sinodo, e il Papa, che è un uomo di fede, lo vive in questa prospettiva e in questa chiave”. A dichiararlo è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, intervistato da Radio Vaticana per un bilancio del Sinodo straordinario sulla famiglia (LEGGI L'INTEGRALE). “Il Papa - sostiene il portavoce vaticano - ha seguito una linea molto precisa, che aveva previsto, e che è stata quella d’intervenire con l’omelia di apertura, nella Messa di apertura, e nella prima Congregazione e poi di ascoltare. Ha voluto garantire una piena libertà e questo è stato molto, molto apprezzato. Poi è stato in silenzio fino al discorso finale del sabato sera, in cui ha tirato un po’ le fila dell’esperienza spirituale del Sinodo”.

“Senza questo discorso finale del Papa del sabato sera e l’omelia poi della Beatificazione di Paolo VI, ma soprattutto il discorso finale del sabato sera - afferma padre Lombardi - il Sinodo sarebbe rimasto un po’ incompiuto e non letto nella chiave della fede, che è quella che veramente lo ha inspirato e motivato nella mente del Papa”.

Quanto allo stato generale del Papa, “tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui, lo hanno sempre trovato estremamente sereno, anche nei momenti in cui poteva sembrare che ci fosse tensione o discussione interna al Sinodo”.

A livello di comunicazione, per il direttore della sala stampa della Santa Sede, “è stato un Sinodo che si è svolto con un livello di trasparenza e di intensità di comunicazione certamente superiore ai Sinodi precedenti. Questo era un po’ richiesto dal grandissimo interesse con cui era seguito”.

Anche se “la comunicazione e gli echi sulla stampa nella comunicazione generale a volte sono poi un po’ squilibrati, magari si concentrano solo su certi temi e in questo caso erano ovviamente i due temi della comunione ai divorziati risposati e dell’omosessualità, che venivano sempre amplificati anche più di quanto non fosse giusto nell’insieme del Sinodo”, nel complesso “la ricchezza della comunicazione che c’è stata ha permesso di capire a tutti coloro che volevano effettivamente capire che cosa stava succedendo e di partecipare con una notevole intensità”.

Per quanto riguarda la corretta lettura del Sinodo, “non si tratta di valutare il Sinodo dal punto di vista degli schieramenti, dal punto di vista anche del governo della Chiesa da parte del Papa come un problema di carattere strategico umano, ma si tratta di capire che il Papa ha desiderato che la Chiesa si mettesse in cammino”.

E la Chiesa “si è messa in cammino con una libertà e con una capacità di ascolto reciproco molto, molto grande e anche con una grande fiducia, senza timore”. /Chiesa/Pagine/sinodo-padre-lombardi-bilancio.aspx22/10/2014 19.20.50Psicosi Ebola, bimba "cacciata" da scuola​La psicosi Ebola miete le prime vittime anche in Italia. A farne le spese una bambina di tre anni che frequenta un scuola materna statale di Fiumicino: costretta a stare a casa 7 giorni non perchè stava male ma per la psicosi scoppiata tra le mamme dei suoi compagni. Contro la piccola, di ritorno dall'Uganda con la famiglia, si sono scagliate alcune mamme dei suoi compagni di asilo: dopo aver saputo del viaggio in Africa hanno parlato con le maestre, mostrandosi contrarie al rientro della piccola in classe. "Se fate entrare lei non facciamo entrare i nostri figli" avrebbero detto le mamme. Ma non solo. Secondo le mamme in questione i 21 giorni di incubazione della malattia avrebbero dovuto essere il parametro per calcolare quando la piccola avrebbe potuto rientrare a scuola. Cosa avvenuta invece questa settimana grazie alla mediazione della preside.

Nel frattempo i genitori della bambina hanno deciso che, per non esporre la figlia a critiche e a ghettizzazioni, era meglio farla rimanere a casa una settimana. Così è stato. Ma la direttrice dell'istituto ha cercato di calmare subito gli animi: "L'Uganda - ho spiegato - non è tra i paesi a rischio. Dunque nessun pericolo". Il papà della bambina ha raccontato la storia al quotidiano on line In terris: "Abbiamo passato giorni di angoscia - racconta -. Eppure non c'era alcun motivo reale per poter solo immaginare qualche rischio; l'unica spiegazione è che venivamo dall'Africa. Ma l'Uganda non è un paese contagiato e comunque ho fatto fare alle mie figlie tutte le analisi necessarie a stabilire la loro totale buona salute. Non solo, ma mia figlia non ha avuto alcun sintomo particolare, né una febbre né un raffreddore. Ciò che è accaduto è pura follia".

Di un fatto intollerabile ha parlato l'Unicef Italia invitando le istituzioni a non fare in modo che questo virus che, solo in Africa sta producendo migliaia di morti oltre che 3700 bimbi orfani, porti pregiudizi e false convinzioni innescando episodi di razzismo. Appello rilanciato anche dal sindaco di Fiumicino. "Come rappresentante delle istituzioni - dice Esterino Montino - sento il dovere di lanciare un appello per impedire che timori o paure ingiustificate, soprattutto su temi che riguardano la salute pubblica, sfocino in ostracismi e discriminazioni". Il sindaco ha spiegato che la scuola è sempre rimasta aperta visto che le verifiche mediche e relative anche ai protocolli internazionali avevano dato esito negativo e che non c'è stato nessun impedimento da parte della direzione dell'istituto al rientro della piccola in classe. /Cronaca/Pagine/Ebola-psicosi-bimba-.aspx22/10/2014 19.54.06Azzardo, «illecito tassare vincite estere»  Il fisco italiano «discrimina» le vincite ai casinò oltre le Alpi. È quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea che era stata investita dalla Commissione tributaria provinciale di Roma. Le vincite realizzate in case da gioco situate in Italia sono esonerate dall'imposta sul reddito, in quanto la ritenuta sulle vincite è compresa nell'imposta sugli intrattenimenti. Pertanto, per le persone residenti in Italia, soltanto le vincite ottenute in case da gioco situate all'estero entrano nella base imponibile dell'imposta sul reddito. La "censura" della Corte di
Giustizia europea alla normativa italiana deriva dalla vicenda "All-Inn" che ha visto alcuni giocatori di poker italiani finiti nel mirino del fisco italiano per diverse vincite ottenute nei tornei di poker all'estero.

La Corte europea giudica che, esonerando dall'imposta sul reddito soltanto le vincite da giochi d'azzardo realizzate in Italia, la normativa italiana ha istituito un regime fiscale differente a seconda che le vincite siano ottenute in questo o in altri Stati membri. "Essa rileva che una siffatta diversità di trattamento fiscale dissuade i giocatori dallo spostarsi e dal giocare a giochi d'azzardo in altri Stati membri. Il fatto che i prestatori di giochi stabiliti in Italia siano assoggettati all'imposta sugli intrattenimenti non toglie alla normativa italiana il suo carattere manifestamente discriminatorio, in quanto tale imposta non è analoga all'imposta sul reddito". Ne consegue che la normativa italiana comporta una restrizione discriminatoria della libera prestazione dei servizi.

La Corte ricorda quindi che una restrizione discriminatoria può essere giustificata soltanto qualora persegua obiettivi attinenti all'ordine pubblico, alla pubblica sicurezza o alla sanità pubblica. Nel caso in questione, la Corte rileva, in primo luogo, che le autorità di uno Stato membro non possono validamente presumere, in maniera generale e senza distinzioni, che gli organismi e gli enti stabiliti in un altro Stato membro si dedichino ad attività criminali. Inoltre, l'esclusione generalizzata dal beneficio dell'esenzione disposta dall'Italia va al di là di quanto è necessario per lottare contro il riciclaggio di capitali.

In secondo luogo, non è coerente per uno Stato membro intenzionato a lottare contro la ludopatia, da un lato, tassare i consumatori che partecipano a giochi d'azzardo in altri Stati membri e, dall'altro, esonerarli allorché prendono parte a giochi d'azzardo in Italia. Infatti, una tale esenzione può avere come effetto di incoraggiare i consumatori a prendere parte ai giochi d'azzardo e non è dunque idonea a garantire la realizzazione dell'obiettivo suddetto. /Cronaca/Pagine/corte-ue-a-italia-illecito-tassare-vincite-estere-.aspx22/10/2014 19.20.50Siria, 13 bimbi uccisi da raid del regimeVentidue persone, tra cui 13 bambini e 3 donne, sono state uccise in un bombardamento dell'aviazione di Damasco la notte scorsa sulla cittadina di Nasib, nella provincia meridionale siriana di Daraa. Lo rende noto l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).
 
Mentre tutta l'attenzione dei media internazionali è concentrata sulla guerra allo Stato islamico (Isis) nel nord della Siria e in Iraq, i combattimenti tra ribelli e forze lealiste siriane continuano intensi nel sud del Paese, dove è attivo anche il Fronte al Nusra, la branca siriana di al Qaeda. Oggi nuovi bombardamenti governativi sono segnalati dall'Ondus sulla cittadina di Tafas e sulla stessa Daraa, capoluogo dell'omonima provincia./Mondo/Pagine/siria-raid-governativi-13-bimbi-morti.aspx22/10/2014 19.20.51Rimpatri, l'Ue apre indagine su Frontex​Il mediatore Ue, Emily ÒReilly, ha aperto un'indagine su Frontex per assicurarsi se questa agenzia Ue rispetti i diritti fondamentali dei migranti nel momento in cui vengono costretti a essere rimpatriati dall'Europa ai Paesi d'origine. L'agenzia con sede a Varsavia, è incaricata infatti di coordinare, assieme ai paesi membri, queste operazioni. Il mediatore vuole capire chi ha la responsabilità delle condizioni fisiche di chi viene rimpatriato e come questi trasferimenti possono essere monitorati da osservatori indipendenti. "Il nostro obiettivo è assicurarci che le istituzioni Ue rispettino i diritti umani. Voglio scoprire - ha detto ÒReilly - come Frontex si attrezza contro ogni potenziale violazione". Sono 10.855 i migranti rimpatriati tra il 2006 ed il 2013 in 209 operazioni congiunte Ue, coordinate da Frontex: i dati sono stati diffusi dall'ombudsman ÒReilly, che ha aperto un'indagine su Frontex, per assicurarsi se l'agenzia Ue rispetti i diritti fondamentali delle persone nel momento in cui vengono costretti ai rimpatri forzati dall'Europa ai Paesi d'origine. Nel 2012 gli Stati membri Ue hanno chiesto a oltre 484mila cittadini non Ue di lasciare il territorio: circa 178mila le partenze.

"Mare Nostrum e Triton sono due missioni completamente distinte". Lo ha ribadito il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante un'audizione in comitato Schengen. "Sono circolati imprecisi accostamenti tra le due missioni, e sbaglia di grosso chi parla soltanto di un cambio di nome - ha spiegato Alfano - l'operazione Triton è decisa, portata avanti e finanziata dall'Unione europea, con una governance completamente affidata all'agenzia Frontex mentre Mare Nostrum è stata decisa, portata avanti e finanziata dall'Italia per fronteggiare un'emergenza. Le due missioni - ha ricordato il ministro dell'Interno - hanno anche compiti completamente differenti: Triton opererà al confine delle acque territoriali, Marte Nostrum arrivava in prossimità delle coste libiche". 

"Anche le modalità operative saranno completamente diverse - ha proseguito Alfano - anche perchè l'obiettivo di Frontex è quello di contrastare l'immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani e questo impone l'obbligo di rispettare le norme e le procedure in tema di sorveglianza delle frontiere esterne. Sarà un'attività di vigilanza non passiva, ci saranno azioni dissuasive e si potrà procedere all'ispezione dei natanti, al sequestro dei mezzi e al fermo di persone a bordo. Naturalmente - ha concluso Alfano - la priorità di Frontex, come ha ricordato anche il suo direttore nei giorni scorsi, resta la salvezza di vite umane". Nell'ambito dell'operazione Triton, gestita da Frontex, che partirà il 1 novembre, l'Italia metterà a disposizione un aereo, un pattugliatore d'altura e due pattugliatori costieri. /Cronaca/Pagine/Alfano-frontex-e-mare-nostrum.aspx22/10/2014 19.20.51Sako: «Vogliono spartire il Medio Oriente»All’indomani della fuga dei cristiani dalla Piana di Ninive Louis Sako, patriarca caldeo di Baghdad, aveva chiesto di «fare tutto il possibile per scongiurare il genocidio». Il giorno seguente, il 9 agosto, iniziavano i raid degli Usa contro l’Is, a cui si è poi unita la Coalizione. Appena finito il Concistoro, incontriamo Louis Sako a Milano, invitato dal Centro culturale di Milano e dalla Fondazione Tempi.

Patriarca Sako, due mesi dopo come giudica la risposta della comunità internazionale?
Molto timida. Non c’è una decisione chiara per liberare quelle regioni dai fondamentalisti jihadisti. Con i bombardamenti non ci sarà una soluzione immediata. Obama stesso parla di tre anni: tre anni in cui l’Is rimarrà al suo posto e chi è fuggito dai villaggi dove andrà? La popolazione aspettava di tornare presto alle sue case, scuole, chiese.

Intanto la situazione umanitaria peggiora: in Kurdistan sono iniziate le piogge, l’Onu ammette di non riuscire a dare cibo e riparo a tutti. Come si è organizzata la Chiesa?

C’è un comitato di quattro vescovi, tre dei quali sono loro stessi profughi: il vescovo caldeo, quello siro-cattolico e quello siro-ortodosso di Mosul e il vescovo caldeo di Erbil. Organizzano tutti gli aiuti: una azione più grande ed efficace di quella dell’Onu e delle altre agenzie che passano attraverso le autorità. La Chiesa è libera. La prima cosa che ha fatto la gente è stata di rivolgersi alla Chiesa perché ha fiducia, pensa che quella è la sua la casa. Ora si aspetta una soluzione che non c’è e perciò la sofferenza è più grande.

Una sofferenza provocata da un «terrorismo di dimensioni prima inimmaginabili», come ha detto Francesco. Come permettere ai cristiani di rimanere? Come combattere questa folle ideologia?

Ci vuole un meccanismo da parte dei Paesi musulmani arabi per distruggere questa ideologia molto pericolosa e violenta: è un pericolo anche per loro, non solo per le minoranze. È una guerra tra sunniti e sciiti, e contro i musulmani moderati. Si deve cercare una nuova lettura positiva dell’islam basata sulla fraternità, la pace, l’ospitalità. Occorre cambiare anche i programmi nelle scuole che discriminano cristiani ed ebrei e formare gli imam perché talvolta nelle moschee ci sono provocazioni contro le altre religioni. Ci si deve basare sul criterio della cittadinanza, mentre la religione è un fatto personale, della libertà. Per questo, e per separare la religione dallo Stato, ci vuole molto tempo.

Intanto ora c’è la «responsabilità di dare risposta pronta e diversificata » all’emergenza, come ha detto il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino. Quale intervento, in prospettiva, può garantire il «diritto nativo» di restare nella regione?

Si deve cercare una soluzione stabile per chi è fuggito: vogliono ri-
tornare nelle loro case, ma occorre una garanzia, per esempio con una forza internazionale anche mista. I cristiani possono entrare nell’esercito curdo per aiutare il ritorno dei profughi. Soprattutto si deve ricostruire la fiducia nei vicini che hanno saccheggiato le case abbandonate.

Intanto si sta tamponando un’emergenza, benché la questione siriana sia esplosa da oltre tre anni. Cosa è mancato per mettere in campo una politica coerente in Medio Oriente?

Dall’inizio, quando si sono formati questi Stati, non c’era un piano di cittadinanza: sono gruppi senza nessuna integrazione e istituzioni democratiche. Questi gruppi settari sono come un vulcano e c’è un piano, che si può far risalire a Kissinger e ripreso da Biden di un “nuovo Medio Oriente”, di cui l’Is fa parte: creare entità o Stati deboli per controllarli, sfruttare il petrolio e garantire la sicurezza di Israele. È ovvio. Perché cambiano i regimi? Non per creare la democrazia. Ora in Libia c’è anarchia, come in Yemen, in Siria, in Iraq. Questa strategia di un nuovo Medio Oriente si realizzerà: i conflitti sfiancheranno la popolazione e poi non ci sarà che la spartizione dell’Iraq, della Siria e degli altri. Già adesso l’Iraq geograficamente e psicologicamente è diviso: sunniti, sciiti e curdi./Mondo/Pagine/Vogliono-spartire-il-Medio-Oriente-.aspx22/10/2014 19.20.51Unioni civili, regole solidali per convivenze stabiliNo ai "matrimoni" gay, sì al riconoscimento dei diritti delle persone che convivono stabilmente: per motivi affettivi - sia etero che omosessuali - di parentela, di mutuo sostegno. Nel dibattito infuocato che contorna il braccio di ferro capitolino tra sindaco e prefetto, si fanno avanti i deputati del gruppo Per l’Italia con una proposta ispirata «ai principi solidaristici che ci contraddistinguono». A illustrare il testo - firmato dai deputati Gigli, Dellai (il capogruppo), Buttiglione, Fautilli e Marazziti, è lo stesso Gian Luigi Gigli e il viceministro Andrea Olivero. «Ferma restando la particolare tutela che il nostro ordinamento riconosce alla famiglia naturale fondata sul matrimonio» - si legge nell’introduzione - con l’articolo 29 della Costituzione, la proposta riconosce ai membri della convivenza una serie di diritti e doveri già riconosciuti alle famiglie, attraverso l’iscrizione a un registro presso l’anagrafe. 

Serve la maggiore età e la convivenza stabile dimostrata da almeno due anni di comune residenza anagrafica e di domicilio fiscale. Tre anni quando uno dei due è extracomunitario. Adozione e procreazione artificiale sono riservate solo alle coppie eterosessuali sposate.
Per le pensioni di reversibilità e l’eredità, il testo rimanda a un decreto governativo che dovrà tenere conto «di un criterio di proporzionalità legato alla durata della convivenza». I conviventi sono inoltre tenuti «al mutuo aiuto morale e materiale anche in caso di cessata convivenza», e alla reciproca «assistenza sanitaria e penitenziaria».

«Apprezziamo che il governo abbia deciso di farsi carico del tema – spiega Gigli – ma essendo un argomento fortemente sensibile, e non compreso nel programma su cui è stata chiesta la fiducia, auspichiamo che non nasca da una decisione unilaterale ma dalla ricerca di un consenso di tutte le forze che lealmente e responsabilmente lo sostengono. Una proposta calata dall’alto e in rotta di collisione ci creerebbe imbarazzo».

«È importante che nella maggioranza si ascolti anche la nostra voce – dice Olivero – su una proposta che parte dalla solidarietà e dall’accoglienza delle diversità, senza omologazione. È più utile per una società plurale e solidale un accoglimento che espliciti le differenze per comporle in forma armonica». Gigli chiede un «doppio binario: aiutare le famiglie, riconoscere le esperienze di convivenza solidali per evitare la deriva individualistica». Olivero, poi, critica Marino: «È sbagliato esporre le istituzioni per battaglie politiche. Chi ha un ruolo istituzionale le leggi deve applicarle». 

Dal sindaco di Roma il prefetto Giuseppe Pecoraro attende una cancellazione ma riceve resistenze. «Mi consulterò con gli altri sindaci», dice Ignazio Marino. Allo studio del Campidoglio ci sarebbero strategie legali imperniate sulla «potenziale discriminazione di una cancellazione di un atto civile, contratto legalmente nella Ue, solo sulla base del sesso». Ieri sindaco e prefetto si sono incrociati casualmente a Palazzo Valentini: «Ci sentiamo dopo, buon lavoro», ha detto Marino a Pecoraro. 

Dal Ncd Alessandro Pagano ribadisce il «no a qualsiasi simil-matrimonio di serie B tra coppie omosessuali. Sosteniamo tutte le iniziative di associazioni e comitati per la famiglia aperti al dialogo sul riconoscimento civilistico di diritti e doveri dei conviventi anche omosessuali». «Assolutamente contrari al progetto di Renzi si dicono i comitati «Sì alla famiglia», una trentina di associazioni cattoliche ed evangeliche, presieduti dal sociologo Massimo Introvigne: il modello tedesco con la possibilità di adottare i figli biologici di uno dei conviventi «offre un assist alla magistratura per allargare costantemente l’area dell’adozione»./Politica/Pagine/Unioni-civili-regole-solidali-per-convivenze-stabili-.aspx22/10/2014 19.20.52«Asia Bibi, simbolo dei diritti di tutti» Asia Bibi è il simbolo della libertà di tutti gli uomini. Perché, come ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro «la libertà religiosa trova il suo baricentro nei diritti fondamentali della persona». E, dunque, «riguarda tutti, credenti o non credenti». Ieri ad Asia Bibi – la madre cattolica condannata a morte in Pakistan a causa della assurda legge sulla blasfemia– è stato conferito un premio speciale per i diritti umani, per la dignità e il coraggio con cui difende il suo diritto alla libertà religiosa. E una menzione speciale è arrivata al direttore di Avvenire, per aver promosso «la grande campagna di informazione e di sensibilizzazione» sul caso Bibi. Il premio, promosso dall’Istituto di Studi Politici “San Pio V”, è intitolato a Maria Rita Saulle, la giurista (poi giudice costituzionale) che ha dedicato la sua vita alla promozione dei diritti umani nel mondo. A capo della giuria, il presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro che ha tenuto una lectio esaminando la tutela e la promozione del diritto alla libertà religiosa all’interno della Costituzione italiana, ribadendo che il principio di laicità sancito nella nostra Carta fondamentale «non comporta indifferenza nei confronti della religione», ma allarga i diritti al pluralismo delle fedi. Credere, praticare, diffondere la propria fede, insomma, è «un diritto fondamentale dell’uomo» e «non può essere soggetto a nessun tipo di limite e di controllo».

Non accade così, purtroppo, in quel Pakistan che condanna a morte una donna, madre di famiglia, per aver parlato della sua religione, il cattolicesimo, a delle colleghe di lavoro musulmane. E che di fronte alla proposta di convertirsi all’islam in cambio della libertà e della vita, ha coraggiosamente rifiutato. Antonio Iodice, presidente del “San Pio V”, ha detto che Asia simboleggia, nel suo cammino di sofferenza, la sorte «di tutti i cristiani, 160mila all’anno, vittime della persecuzione e del fanatismo in tutto il mondo». Una strage troppo spesso dimenticata o rimossa, che «continuerà finché la politica continuerà a mostrare la sua debolezza».

Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, che ha ritirato il premio estinato alla madre pachistana, ha detto che «la vicenda di Asia Bibi è semplare di come non riusciamo a vedere il cuore straziato del mondo riflesso nel cuore di una donna. E mi domando perché una vicenda come questa non stia tutti i giorni sulle pagine dei giornali di tutto il mondo. Asia sconta non solo una legge blasfema, perché tale è la legge sulla blasfemia, un processo svolto senza le minime garanzie, ma anche il peso dell’odio di un iman radicale che ha messo una taglia sulla sua testa, e che la vuole morta, a prescindere da come finirà la vicenda giudiziaria». Tarquinio ha ribadito il suo no «a chi vuole separare gli uomini ed erigere muri» tra cittadini che abitano nello stesso Paese, perché «il nostro futuro deve essere un futuro di convivenza». Anche l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha sottolineato le amnesie dei media italiani sul caso Bibi: «Il panorama dei cosiddetti grandi giornali è piuttosto provinciale. Avvenire è ormai l’unico quotidiano sempre attento non solo ai diritti umani ma anche alla politica internazionale». Premiati dall’Istituto “San Pio V” anche Antonio Marchese, presidente della sezione italiana di Amnesty International, e la regista Wilma Massucco, che ha denunciato in un documentario gli orrori dei soldati– bambino in Sierra Leone. Marchese ha detto che Asia Bibi «è vittima di una legge ingiusta, di un processo iniquo» e che la sua associazione sosterrà la campagna per la sua liberazione./Mondo/Pagine/Asia-simbolo-dei-diritti-di-tutti-.aspx22/10/2014 19.20.51India, bimba di 3 anni violentata all'asiloUna bambina indiana di tre anni che frequentava l'asilo nido della Orchid International School di Bangalore (Stato meridionale di Karnataka) è stata violentata martedì da uno sconosciuto, che viene ora ricercato dalla polizia. Lo riferisce la tv Times Now.

L'incidente ha suscitato grande scalpore in città, dove negli ultimi quattro mesi sono avvenuti altri due casi simili, che hanno coinvolto bimbe di sei ed otto anni. La polizia locale ha riferito che i genitori hanno accolto la loro figlia in lacrime al rientro dall'asilo. In un primo momento la piccola ha detto di essere stata picchiata da "uno sconosciuto", ma poi ha rivelato che in realtà aveva subito una violenza sessuale, confermata da un esame medico.

La preside ha cercato poi di calmare numerosi genitori infuriati che si sono raccolti davanti alla scuola, assicurando che "nulla verrà lasciato di intentato per consegnare alla giustizia il responsabile". Secondo Times Now, una squadra speciale della polizia ha identificato sei dipendenti dell'istituto, fra i quali dovrebbe trovarsi il colpevole, visto che la stessa preside ha sostenuto che "non può esservi stata alcuna intrusione dall'esterno"./Mondo/Pagine/india-bimba-3-anni-violentata-asilo.aspx22/10/2014 19.20.51Riprende a camminare grazie alle staminaliC’è chi lo paragona già al primo uomo sulla Luna. Lui, Darek Fidyka, sorride, alza il piede e muove un altro passo. Poco importa la Storia, per un uomo che appena quattro anni fa si era sentito dire che non avrebbe mai più camminato, che la sua mobilità era stata spezzata da una coltellata alla schiena. Alla fine, a salvarlo, è stato il suo naso.

È lo straordinario potere delle cellule staminali olfattive: che, trattate secondo un protocollo unico sperimentato per la prima volta dallo University College di Londra, hanno fatto ricrescere i tessuti nervosi di Derek fino a riparare il suo midollo spinale. Il trattamento è stato effettuato in Polonia da chirurghi locali in collaborazione con gli scienziati inglesi. Il primo passo è stato prelevare speciali cellule olfattive, che agiscono normalmente aiutando le fibre nervose del naso a rinnovarsi continuamente.

Nella prima delle due operazioni i chirurghi hanno rimosso uno dei bulbi olfattivi del paziente e hanno coltivato le cellule in coltura. Due settimane più tardi hanno trapiantato queste cellule nel midollo spinale, reciso dalle coltellate, con centinaia di micro-iniezioni praticate sopra e sotto la lesione.

Di lì in poi la sfida più grande: un intenso percorso di potenziamento muscolare (cinque ore al giorno, cinque giorni a settimana), le prove, gli esami. Finché, tre mesi dopo l'operazione, Darek ha iniziato a recuperare il muscolo della gamba sinistra e a percepire caldo, freddo e punture di aghi nella parte inferiore del corpo. Altri tre mesi ed era in grado di muovere i primi passi con il supporto di un fisioterapista. Ora, a due anni dal trapianto, può camminare al di fuori del centro di riabilitazione utilizzando una speciale imbracatura. E può anche riprendere a guidare.

Camminare di nuovo è stata «una sensazione incredibile. Quando non riesci a sentire quasi metà del tuo corpo – racconta Darek – sei impotente. Ma quando la sensazione ritorna è come se tu nascessi di nuovo». La stessa, incredibile prospettiva che ora si apre per tutte le persone paralizzate, sebbene con tutte le cautele del caso./Vita/Pagine/Riprende-a-camminare-grazie-alle-staminali.aspx22/10/2014 19.20.51Corea del Nord: liberato uno dei 3 americaniJeffrey Fowle, uno dei tre americani detenuti in Corea del Nord, è stato liberato. Lo afferma il Dipartimento di Stato americano. "Plaudiamo certamente alla decisione" afferma il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. L'ex prigioniero, informa il Dipartimento di Stato, è già sulla via del ritorno verso gli Stati Uniti partito dalla base americana di Guam.

Fowle, un turista americano di 56 anni, fu arrestato nell'aprile scorso dalle autorità di Pyongyang con l'accusa di proselitismo, per aver lasciato una copia della Bibbia in un nightclub. Un reato in Corea del Nord. Per beneficiare di una pena ridotta Fowle si era dichiarato colpevole, e in settembre aveva lanciato un appello per la sua liberazione alle autorità americane, descrivendo la sua situazione come "disperata".

Restano nelle carceri di Pyongyang altri due cittadini americani: Mathew Miller, 24 anni, e Kenneth Bae, 46 anni, accusati di aver complottato contro il regime./Mondo/Pagine/corea-nord-liberato-americano.aspx22/10/2014 19.20.51Isis, video choc: “adultera” lapidata dal padreNon c'è fine all'orrore dell'Isis. L'ultima novità è un video-choc che mostra la lapidazione di una donna "colpevole di adulterio" da parte del padre. Si tratta dell'ennesimo filmato diffuso sui social media dagli jihadisti che vogliono documentare la loro feroce versione della sharia.

Il video (che non pubblichiamo per scelta editoriale) si apre con l'intervento di un trentenne barbuto, dall'accento siriano, che spiega come quello della donna, che è avvolta in un mantello nero e non appare mai a volto scoperto, sia "il primo caso di relazione extraconiugale nell'area". Il jihadista, rivolgendosi alla donna, le dice: "Ciò che succede adesso è il risultato di quello che hai fatto". Spietata la reazione dell'anziano che appare al fianco del miliziano e che viene indicato come il padre della donna."Io non ti perdono" replica alla figlia che gli chiede ripetutamente di risparmiarle la vita: "Forse Dio ti perdonerà, io no". Il jihadista avverte il padre che se non la perdonerà la figlia verrà uccisa. Poi rivolgendosi alla giovane donna le dice: "Parla per l'ultima volta prima di passare all'altra vita". Lei, sotto choc e con la voce rotta, prova ad esprimere le sue ultima volontà, ma non riesce a pronunciare frasi comprensibili.

"Questo è un messaggio per tutti i musulmani. Non lasciate le vostre donne sole se non per il periodo legale stabilito. Non potete lasciarle sole per anni perché le donne vengono istigate dal diavolo", dice il jihadista. Subito dopo si vede l'anziano stringere una corda intorno al corpo della donna e trascinarla in una fossa. Da quel momento le immagini si sfocano ma appare chiaro che la donna viene lapidata. Davanti a tutti, il padre scaglia pietre contro la donna con violenza. Si sentono i lamenti di lei.

L'episodio è riferito anche dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), che però sottolinea di non essere in grado di confermare né di poter fornire (come di solito fa) il nome della vittima. La lapidazione sarebbe avvenuta tra agosto e settembre in una zona rurale a est di Hama, nella regione centrale della Siria./Mondo/Pagine/siria-video-choc-lapidata-dal-padre-isis.aspx22/10/2014 19.20.51Ebola, le associazioni cattoliche: manca cibo

Centri specializzati, cibo per chi in isolamento non può lavorare, riapertura in sicurezza degli ospedali per non aggiungere ai morti di Ebola anche decessi per altre patologie non curate, accompagnamento di governi nel rafforzamento di sistemi sanitari fragili e nella cura degli orfani. È questo l’appello lanciato al governo e alla comunità internazionale delle associazioni cattoliche (tra cui Caritas italiana, Camilliani, Fatebenefratelli, Salesiani, Saveriani, Cuamm, Focsiv) che operano in Guinea Conakry, Liberia e Sierra Leone, dove cresce l’emergenza Ebola con 9.000 persone infettate e 4.000 morti.

In questi territori, infatti, l’impegno della Chiesa locale consente di arginare la carenza alimentare, di aiutare gli orfani che hanno visto morire i genitori per l’ebola, di svolgere un’azione di sensibilizzazione per prevenire il contagio. Per arginare l’emergenza umanitaria però, serve un’azione coordinata e congiunta – sostengono le associazioni – per questo si è partiti dall’ascolto proprio delle comunità più colpite in una tavola rotonda “Fratelli in ascolto”, organizzata martedì mattina a Roma. In queste zone, ricorda così Padre Natalio Paganelli, amministratore apostolico di Makeni (Sierra Leone) è stata proclamata la quarantena, "molti ospedali sono chiusi e non ci sono i laboratori per fare il test del virus Ebola". Insomma in Africa occidentale ad uccidere è la fame, la malaria, il parto e l’ignoranza. "Dobbiamo riaprire gli ospedali, creare centri specializzati per Ebola, formare il personale sanitario – aggiunge monsignor Robert J.Vitillo, delegato presso le Nazioni Unite per Caritas Internationalis – e dare appoggio finanziario e tecnico ai governi".

/Chiesa/Pagine/camilliani-ebola-appello.aspx22/10/2014 19.20.52
Aggiornato: 3 ore 9 min fa

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