Avvenire

Condividi contenuti
La “vetrina” di Avvenire.it: le notizie principali, gli approfondimenti, le nostre inchieste, multimediaIl Papa: «Aperti alle sorprese di Dio»“Mantenete la freschezza del carisma, rispettate la libertà delle persone e cercate sempre la comunione”: sono i tre pilastri che il Papa indica ai circa 350 partecipanti al Terzo Congresso mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle Nuove Comunità, ricevuti stamani in udienza in Vaticano. A riunirsi, su invito del Pontificio Consiglio per i Laici, i delegati delle realtà associative internazionali più diffuse per riflettere sul tema “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria”, ispirato all’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Il Congresso si è svolto presso il Pontificio Collegio internazionale “Maria Mater Ecclesiae”. Il primo incontro mondiale è stato quello del 1998 con Giovanni Paolo II; il secondo nel 2006 con Benedetto XVI.

Conversione e missione: due elementi centrali e intimamente legati. E Papa Francesco sottolinea che i Movimenti e le Nuove Comunità sono “ormai proiettati alla fase della maturità ecclesiale” che richiede conversione permanente per rendere sempre più feconda la spinta di evangelizzazione. Tre quindi i pilastri su cui basarsi. Prima di tutto la freschezza del carisma. Con il tempo, infatti, cresce la tentazione di accontentarsi, “la tentazione di ingabbiare lo Spirito”: “Se forme e metodi sono difesi per sé stessi diventano ideologici, lontani dalla realtà che è in continua evoluzione; chiusi alla novità dello Spirito, finiranno per soffocare il carisma stesso che li ha generati. Occorre tornare sempre alle sorgenti dei carismi e ritroverete lo slancio per affrontare le sfide”. Papa Francesco rileva, infatti, che anche i Movimenti non hanno fatto "una scuola di spiritualità così”, non hanno “un gruppetto” ma “movimento”: “Sempre sulla strada, sempre in movimento, sempre aperto alle sorprese di Dio, che vengono in sintonia con la prima chiamata del movimento, quel carisma fondamentale”.

Il secondo punto su cui Papa Francesco si sofferma è “il modo di accogliere” le persone, in particolare i giovani”, tenuto conto che oggi “facciamo parte di un’umanità ferita” e che “tutte le agenzie educative”, specialmente la famiglia, hanno gravi difficoltà ovunque. Il Papa rileva, infatti, che l’uomo di oggi ha difficoltà “a fare le proprie scelte” e ha quindi una disposizione “a delegare ad altri le decisioni importanti della vita”. Non bisogna dunque sostituirsi alla libertà delle persone perché ognuno “ha il suo tempo: cammina a modo suo e questo dobbiamo accompagnare”. Un progresso “ottenuto facendo leva sull’immaturità della gente è un successo apparente, destinato a naufragare. Meglio pochi – dice – ma andando sempre senza cercare lo spettacolo”: “L’educazione cristiana invece richiede un accompagnamento paziente che sa attendere i tempi di ciascuno, come fa con ognuno di noi il Signore: ma il Signore ha pazienza, ha pazienza con noi! La pazienza è la sola via per amare davvero e portare le persone a una relazione sincera col Signore”. Non si deve poi dimenticare la terza indicazione che riguarda la comunione. Perché il mondo creda che Gesù è il Signore, bisogna che veda la comunione fra i cristiani e non maldicenza e “il terrorismo delle chiacchiere”. Cristo, infatti, ha versato il suo sangue per il fratello e “non per le mie idee”. Per il Papa, quindi, “la vera comunione non può esistere in un movimento o in una nuova comunità se non si integra nella comunione più grande che è la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica”. Questo vuol dire affrontare insieme le questioni più importanti come “la vita, la famiglia, la lotta alla povertà in tutte le sue forme, la libertà religiosa e di educazione”. E in particolare bisogna curare le ferite prodotte da una mentalità globalizzata “che mette al centro il consumo, dimenticando Dio e i valori essenziali dell’esistenza”: “Per raggiungere la maturità ecclesiale, dunque, mantenete - lo ripeto - la freschezza del carisma, rispettate la libertà delle persone e cercate sempre la comunione”.

Papa Francesco invita, quindi, a non dimenticare che per raggiungere questo traguardo “la conversione deve essere missionaria”, e cioè che “la forza di superare tentazioni e insufficienze viene dalla gioia profonda dell’annuncio del Vangelo, che è alla base - dice - di tutti i vostri carismi”. “Voi avete portato già molti frutti alla Chiesa e al mondo intero, ma ne porterete altri ancora più grandi con l’aiuto dello Spirito Santo”, dice il Papa esortando ad “andare avanti”, sempre in movimento: “Adesso vi chiedo, tutti insieme, di pregare la Madonna, che ha avuto questa esperienza di sempre conservare la freschezza del primo incontro con Dio, di andare avanti con umiltà, ma sempre in cammino, rispettando il tempo delle persone. E poi di non stancarsi mai di avere questo cuore missionario”. /Chiesa/Pagine/papa-movimenti-ecclesiali.aspx22/11/2014 22.13.38Firenze 2015, ecco la «Traccia»

Il tema del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, in programma nel novembre 2015, dà il titolo alla Traccia per il cammino preparatorio: «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo» – ora disponibile online sul sito di Avvenire, su Chiesacattolica.it  nella sezione dedicata al Convegno e dal 1° dicembre anche in versione libro – è un testo essenziale che aiuta a mettere a fuoco il contributo che la Chiesa italiana sta dando e può offrire al Paese testimoniando concretamente la sua fedele adesione al Vangelo attraverso la proposta di un «nuovo umanesimo» cristiano.
 
Oggi la Chiesa italiana «conferma con evidenza il radicamento di prossimità alla vita della gente, delle famiglie, delle nuove generazioni, dei poveri e di quanti soffrono la crisi – dice l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, presidente del Comitato preparatorio dell’appuntamento decennale delle comunità ecclesiali del Paese, in un’ampia intervista pubblicata su Avvenire di domenica 23 –. È mediante questa testimonianza capillare e quotidiana che la Chiesa può rendere ragione della speranza in Gesù Cristo che la anima e la guida». La Traccia consegnata ai cattolici italiani è uno strumento «aperto» – «non un documento né una lettera pastorale» – da leggere, far vivere e arricchire di contenuti durante questo anno che ci separa da Firenze 2015. L’invito è rivolto a «operatori pastorali» e a «tutte quelle persone che nelle comunità cristiane svolgono un compito educativo».

La copertina del testo che puoi scaricare: Clicca qui

/Chiesa/Pagine/Firenze-ecco-la-Traccia.aspx22/11/2014 22.13.38Kenya, uccisi i non musulmani sul bus​Almeno 28 passeggeri di un autobus sono stati uccisi a sangue freddo nel nord-est del Kenya in un attacco attribuito alla milizia islamista somala shebab. Intorno alle 5 del mattino (le 3 in Italia) un gruppo di uomini armati ha bloccato il veicolo, diretto a Nairobi, ha selezionato i passeggeri non musulmani e li hanno uccisi a sangue freddo a colpi d'arma da fuoco. L'attentato è avvenuto nella contea di Mandera, all'altezza della località di Arabia, a una manciata di chilometri del confine con la Somalia. "Posso confermare che 28 passeggeri innocenti sono stati brutalmente giustiziati dagli shebab", ha detto il capo della polizia regionale Noah Mwavinda, confermando che le vittime non erano di religione musulmana.

La Bbc ha raccolto la testimonianza di un passeggero, Ahmed Mahat, il quale ha raccontato che sull'autobus c'erano più di 60 persone e che gli uomini armati erano una decina. "Hanno separato i passeggeri somali da quelli non somali e a questi ultimi è stato ordinato di leggere il corano. Hanno sparato alla testa a tutti coloro che non sono riusciti a farlo, uno per uno", ha affermato l'uomo.

L'attacco è stato rivendicato con un comunicato diffuso su un sito web vicino ai miliziani; nella delirante ricostruzione dei terroristi, l'agguato è da considerarsi una rappresaglia per "la profanazione di moschee, le uccisioni, gli arresti ed altre violazioni di luoghi sacri e di diritti" dei musulmani in Kenya, ha dichiarato a nome del gruppo Ali Mohammed Rage, che ha chiesto anche il ritiro dei militari kenyoti - che sostengono il governo locale contro gli shabaab - dalla Somalia e la fine delle operazioni militari condotte contro il gruppo./Mondo/Pagine/kenya-uccisi-28-non-musulmani-sul-pulmann.aspx22/11/2014 22.13.38Galantino: "nozze" gay? Sindaci rispettino legge

I sindaci che trascrivono le nozze gay? «Come minimo, sono irrispettosi della legge». Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, incontra i giornalisti alla Gran Guardia di Verona, dove sta concludendosi la terza giornata del Festival della dottrina sociale (Dsc). Fresco di viaggio in Medio Oriente, non si sottrae a nessuna domanda. «Volete un esempio? Ho lavorato tanto con i tossicodipendenti. Quei sindaci mi ricordano un mio ragazzo che mi dicesse: che male faccio se mi drogo e spaccio? Tanto tra poco la droga sarà liberalizzata».
 
Ma in Italia ci sono una legge e una Costituzione. In vigore. «E tu, sindaco, sei garante di quella legge!». In fondo, chiosa Galantino, che ci vuole a trascrivere le nozze gay? «Basta mettersi la fascia, due foto e quattro firme. Un paio d’ore in tutto, al massimo. Invece una politica seria della famiglia richiederebbe mesi di lavoro, grande impegno, fatica». Se una politica a favore del matrimonio e della natalità latita, e se la presenza di politici d’ispirazione cristiana appare talvolta impalpabile, non è per loro incapacità: «L’Italia è fortemente segnata dall’azione lobbistica di minoranze aggressive, in grado di imporre un pensiero unico. Spesso a dettare l’agenda sono loro, non la maggioranza».

Il servizio integrale da Verona su Avvenire di domenica 23. 
Acquista la tua copia on line

/Cronaca/Pagine/Galantino-nozze-gay-I-sanidaci-rispettino-la-legge.aspx22/11/2014 22.13.38Addio al cardinale Fiorenzo Angelini ​Si è spento nella notte tra venerdì e sabato il cardinale Fiorenzo Angelini, dopo una breve malattia. Aveva compiuto 98 anni. Era presidente emerito del Pontificio Consiglio della pastorale della salute, di cui era stato il cofondatore con San Giovanni Paolo II. L'anziano porporato è spirato in grande serenità e circondato dall'affetto e dalle preghiere delle suore del Santo Volto che lo ospitavano nella loro casa di via della Conciliazione. Papa Francesco nei giorni scorsi, il 15 novembre, aveva manifestato pubblicamente il suo affetto per il grande cardinale romano, citandolo nel discorso all'Associazione dei Medici Cattolici dei quali era stato per oltre 30 anni l'assistente ecclesiastico nazionale.  E questa mattina, nell'incontro con "il mondo dell'autismo" promosso dal dicastero per la pastorale della salute, Papa Francesco ha ricordato che "il cardinal Angelini è stato il primo presidente di questo Pontificio Consiglio". "Preghiamo per lui con l'Eterno Riposo", ha poi esortato
rivolto ai presenti.

Angelini era nato nel cuore della vecchia Roma, a Campo Marzio, nell'agosto del 1916. La sua vocazione fiorì da giovanisismo, grazie anche alla militanza nelle file dell'Azione Cattolica Italiana, della quale fu per 15 anni assistente ecclesiastico nazionale.

La storia "sacerdotale" del cardinale Angelini è legata singolarmente alla figura di Papa Pio XII. La volontà di servire il Signore per il resto della vita divenne certezza nel giovane Fiorenzo quando, scelto insieme ad altri due seminaristi romani per offrire simbolicamente il dono dei Seminaristi di tutto il mondo a Papa Pacelli in occasione del giubileo sacerdotale, si ritrovò dinnanzi a Pio XII e ne restò affascinato. Per la verità quello era il secondo incontro con Pio XII. Qualche anno prima infatti il giovane Fiorenzo era stato ricevuto in Udienza insieme ad altri coetanei in occasione della loro Prima Comunione. In quella circostanza il Papa, giunto dinnanzi a lui, aveva preso il suo volto tra le mani e, guardandolo dritto negli occhi, aveva detto "di questo giovanotto faremo senz'altro qualcosa per la Chiesa".

Compiuti gli studi filosofici presso la Pontificia Università Lateranense, conseguito il Baccellierato in Filosofia e laureatosi in Teologia con specializzazione in Mariologia nella Pontificia Facoltà Teologica Marianum, il 3 febbraio del 1940 fu ordinato sacerdote. Erano i tempi duri della guerra. Il giovane prete fu inviato ad aiutare il Parroco di San Michele Arcangelo, una parrocchia dell'estrema periferia di Roma, a Pietralata, dove più dura si mostrava la crudeltà della guerra. A Pietralata abitava tutta la gente più diseredata della città. C'era bisogno di tutto e nessuno era in grado di fornire il minimo di assistenza.

Monsignor Angelini si rimboccò le maniche e cominciò a dedicarsi alla gente sofferente. Fondò il Segretariato di Assistenza al popolo, un'organizzazione divisa in sezioni diverse ognuna delle quali capace di venire incontro alle esigenze della gente. Nel primo periodo di attività del Segretariato furono assistite 20.000 persone. Monsignor Angelini aprì poi in Via Pannonia a Roma, una mensa capace di fornire di un pasto caldo duemila persone. Lui stesso si occupava di spaccare la legna necessaria a far funzionare le cucine della mensa. Questo suo notevole impegno non passò inosservato. Fu chiamato a ricoprire l'incarico di Assistente Ecclesiastico Nazionale degli Uomini di Azione Cattolica. Era il 1945. Si fece promotore, in questa sua nuova missione pastorale, di numerose e diverse iniziative di carattere culturale, sociale e ricreativo. Tra l'altro in questo periodo organizzò la prima Fiera della stampa cattolica. Il momento più esaltante lo visse nel 1947 quando con il Professor Gedda organizzò quella che al tempo fu definita "la più grande adunata di popolo": portò 250 mila uomini di Azione Cattolica in Piazza San Pietro per un grande incontro con Pio XII. Fu la prova generale per lo storico raduno del 18 aprile del 1948.

Contemporaneamente a questo incarico si impegnò nell'insegnamento della religione nelle scuole statali e per sette anni (dal 1947 al 1954) fu anche Maestro delle Cerimonie Pontificie. Alla guida spirituale degli uomini di Azione Cattolica restò sino al 1959. Tra le testimonianze del suo impegno restano la realizzazione della chiesa parrocchiale di San Leone Magno, al quartiere romano Prenestino, donata dagli uomini di Azione Cattolica nel 1952 a Pio XII, il quale tra l'altro inaugurò personalmente la chiesa, e la realizzazione del Centro Pio XII per un Mondo Migliore sulla via dei Laghi (Castel Gandolfo), nel 1956. Anche per questo centro ci fu l'inaugurazione ufficiale da parte del Papa. Il 27 giugno 1956 fu eletto Vescovo titolare di Messene (fu ordinato Vescovo il 29 luglio successivo nella Chiesa di S. Ignazio in Roma) e venne chiamato ad occuparsi dell'Assistenza spirituale nelle cliniche e negli ospedali di Roma. Da questo momento iniziò il suo instancabile impegno nel mondo della sanità. Dal gennaio 1977 al febbraio 1985 è stato anche Vescovo Ausiliare per la diocesi di Roma.

L'11 febbraio 1985 venne nominato dal Santo Padre Pro-Presidente della Pontificia Commissione per la Pastorale degli Operatori Sanitari e promosso Arcivescovo. Nel 1988 divenne Presidente della medesima Commissione, denominata poi Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

Rendere più umano il volto della sofferenza è stato lo scopo principale di un'attività che, esplorando il mondo scientifico ai più alti livelli, ha tentato di porre l'uomo che soffre al centro della sanità. I medici furono il suo primo "obiettivo".

Fondò nel 1959 l'Associazione dei Medici Cattolici Italiani divenendone Assistente Ecclesiastico Nazionale. In essi inculcò il principio del servizio generoso, totale e completo da rendere al fratello malato. Successivamente dette un nuovo impulso alla pastorale dei cappellani ospedalieri.

Al Concilio Ecumenico Vaticano II fu proponente dell'attuale liturgia del Sacramento dell'Unzione per gli Infermi. Quindi si rivolse al mondo scientifico per sollecitarne un maggiore impegno nella ricerca di tutti i rimedi possibili per lenire la sofferenza ma soprattutto per riaffermare la centralità dell'uomo. Su questi grandi valori egli volle che si incontrassero scienziati di tutte le parti del mondo, di razze e religioni diverse offrendo loro la possibilità di superare steccati e barriere artificiose in nome dell'umanità. Rientrano in questo ideale sia la realizzazione di corsi internazionali di Medicina e Morale, sia l'organizzazione di grandi Conferenze Internazionali annuali.

Autore di oltre quattrocento pubblicazioni su argomenti di etica medica, di assistenza socio-sanitaria e religiosa tra le corsie degli ospedali, ha fondato innumerevoli opere sanitarie nei Paesi del Terzo Mondo ottenendo una lunga serie di alti riconoscimenti. Quasi a coronamento della sua lunga attività nel campo dell'assistenza, nel luglio 1991 prende avvio la realizzazione di un grande centro di assistenza per malati terminali, con annesso ambulatorio polispecialistico, a Mosca.

Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari dal 1996. Dal 1997 - anno della fondazione - era Presidente dell’Istituto internazionale di ricerca sul Volto di Cristo. Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991, del Titolo di S. Spirito in Sassia, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo Presbiterale.

 

/Chiesa/Pagine/morto-cardinale-fiorenzao-angelini.aspx22/11/2014 22.13.38Sei nuovi santi, amore a Dio e al prossimo 

Sono sei i testimoni della fede, che domenica, nel corso della celebrazione presieduta da papa Francesco in piazza San Pietro dalle 10.30, saranno inseriti nell’albo dei santi. Tra questi quattro sono gli italiani: Giovanni Antonio Farina (1803-1888), vescovo di Vicenza e fondatore delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori (www.sdvi.org), Ludovico da Casoria (1814-1885), sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori e fondatore della Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine, dette «Bigie», Nicola da Longobardi (1650-1709), Oblato professo dell’Ordine dei Minimi (www.ordinedeiminimi.it), e Amato Ronconi (1226-1292) appartenente al Terzo Ordine di San Francesco e fondatore dell’Ospedale dei Poveri Pellegrini di Saludecio, oggi «Casa di Riposo Opera Pia Beato Amato Ronconi». Con loro saranno canonizzati anche due indiani: Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia (1805-1871), sacerdote fondatore della Congregazione dei Carmelitani di Maria Immacolata (www.cmi.in), ed Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore (1877-1952), appartenente alla Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo (www.cmcsisters.org).

Il rito di canonizzazione presieduto da Francesco sarà trasmesso in diretta a partire dalle 10.30 da Tv2000 e sul web dal Centro televisivo vaticano.
Il libretto della celebrazione lo puoi trovare QUI

Kuriakose Elias Chavara
È stato co-fondatore della prima congregazione religiosa maschile sorta in India, i Carmelitani di Maria Immacolata, e fondatore del suo corrispettivo femminile, la Congregazione della Madre del Carmelo. Per questo ma non solo Kuriakose Elias Chavara (1805-1871) è considerato una figura centrale del cattolicesimo indiano e in particolare della Chiesa siro-malabarese. Nato in una famiglia cattolica di alto rango a Kainakari, nell’attuale Stato del Kerala, Chavara maturò presto la vocazione sacerdotale e fu ordinato a 24 anni. Scelse insieme ad altri presbiteri di vivere una vita in stile monastico, un’esperienza da cui nacque la congregazione che più tardi divenne un nuovo ramo dell’albero carmelitano. Padre Chavara non fu solo un contemplativo, lasciando scritti di profonda spiritualità, fu anche una fucina di attività caritative. Tra le molte opere, promosse l’apertura di scuole, fondò la prima casa editrice cattolica in India, introdusse i ritiri spirituali. Ebbe anche un ruolo centrale nel contrastare uno scisma che si era creato in seno alla Chiesa siro-malabarese e che lo ha reso una figura amatissima e venerata dal suo popolo. Viene canonizzato insieme a una sua figlia spirituale, suor Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore.

Giovanni Antonio Farina

Giovanni Antonio Farina nasce nel 1803 a Gambellara, in provincia di Vicenza. Settimo di undici fratelli (sei dei quali muoiono ancora piccoli), viene educato dallo zio paterno, don Antonio Farina. A 15 anni entra in Seminario e, sette anni dopo, già insegna ai seminaristi. Nel 1827 viene ordinato sacerdote e vice-parroco della parrocchia di San Pietro in Vicenza. Nel 1831 apre la prima scuola popolare femminile gratuita, riconosciuta dal governo italiano. Nel 1836 fonda la congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori, dedite all’educazione. Nella scuola del Farina vengono accolte tutte le ragazze, ma soprattutto quelle dei quartieri periferici, le cieche, le sordomute, le orfane. Nel 1846 pone alle sue suore un altro obiettivo: l’assistenza ai malati. Le forma come infermiere professionali e le manda negli ospedali. Nel 1850 viene nominato vescovo di Treviso e, dieci anni dopo, vescovo di Vicenza: in entrambe le diocesi istituisce associazioni per l’assistenza agli indigenti. Nel 1858 conferisce l'ordinazione presbiterale a don Giuseppe Sarto, futuro papa Pio X. Nel 1869 partecipa al Concilio Vaticano I, dove sostiene l’infallibilità pontificia. Muore nel 1888.

Nicola Saggio da Longobardi

Nato a Longobardi (Cosenza) nel 1650, figlio di contadini, Giovanni Battista Saggio non poté coltivare gli studi, nonostante il talento, lavorando fin da giovane nei campi. Frequentava la chiesa dei Frati Minimi e vi passava intere giornate in preghiera, oltre a sottomettersi a dure penitenze. A vent'anni, nonostante l'opposizione dei genitori, chiese di vestire l’abito dei figli di san Francesco da Paola e gli fu dato il nome di Nicola. La fama delle sue virtù ben presto arrivò fino a Roma, dove venne chiamato alla parrocchia del Collegio di San Francesco di Paola ai Monti e dove attirò numerose persone, anche famiglie della nobiltà capitolina, per le sue doti di catechista e direttore spirituale. Nel 1683, in un pellegrinaggio a Loreto per invocare dal Signore, attraverso l’intercessione di Maria della quale era devotissimo, la liberazione di Vienna dai turchi, fece il proposito di orientare la sua vita ancora più radicalmente verso i consigli evangelici. Visse profonde esperienze mistiche, tra cui quella della transverberazione. Nel 1696 ritornò in Calabria, dove dimorò per altri due anni, sempre con incarichi umili. «Svolse umilmente e santamente l’ufficio di portinaio» dice di lui il martirologio romano. Negli ultimi anni della sua vita fu richiamato a Roma. Si offrì vittima al Signore quando nel 1709 c’era il pericolo di un nuovo saccheggio della città e Dio lo chiamò a sé il 2 febbraio dello stesso anno.

Ludovico da Casoria

L’Africa deve convertire l’Africa: in questo motto era racchiuso il senso del progetto missionario coltivato da Ludovico di Casoria, sacerdote francescano nato a Casoria (Napoli) nel 1814. Arcangelo Palmentieri – questo il suo nome – entrò a 18 anni tra i Francescani Alcantarini divenendo fra Ludovico e venendo ordinato prete nel 1847. Per 20 anni insegnò matematica e filosofia a Napoli, organizzando anche una farmacia e un’infermeria per i religiosi a Capodimonte.
Nel 1854 cominciò la sua opera di riscatto dei bimbi africani dalla schiavitù, accogliendo i primi due, Giuseppe Rab e Giuseppe Morgian, salvati da un prete genovese, Niccolò Olivieri. Il numero dei bambini accolti crebbe velocemente e – con l'aiuto di suor Anna Lapini, fondatrice delle Stimmatine – nacque per le bimbe il collegio delle "Morette". Seguirono altri istituti destinati a bimbi in difficoltà. Fra’ Ludovico fondò anche i cosiddetti Frati Bigi e le suore Elisabettine. Il Vaticano gli affidò la missione di Scellal, in Sudan, che però durò solo un anno. Morì a Napoli nel 1885 ed è beato dal 1993.

Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore

Per tutti era la “madre che prega”, perché, nonostante i numerosi impegni da religiosa, dedicava diverse ore al giorno all’adorazione eucaristica. Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore, al secolo Rosa, era nata il 7 ottobre 1877 a Kattoor, nel Kerala.
 Educata nella fede dalla madre, quando aveva 9 anni ebbe un’apparizione della Madonna: un dono che la spinse verso il dono di sé nella consacrazione religiosa.
Il 10 maggio 1897 venne accettata come postulante nel convento carmelitano di Amazakad e cominciò il noviziato il 10 gennaio 1898. Il 24 maggio 1900 emise i voti solenni nel nuovo convento di Ollur e le venne affidata l’assistenza alle novizie, anche se il suo cammino era continuamente segnato dalle difficoltà di salute. Nel 1913 venne scelta come superiora del convento di Santa Maria di Ollur.
 Dopo una vita segnata dalla contemplazione dei segni della vita divina in mezzo agli uomini, suor Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore morì il 29 agosto 1952. È stata beatificata il 3 dicembre 2006.

Amato Ronconi
Una vita da pellegrino dello spirito dedicata alla cura dei pellegrini: è questo il profilo di Amato Ronconi, terziario francescano vissuto nel XIII secolo. La data di nascita non è certa ma dovrebbe collocarsi attorno al 1225 a Saludecio da una ricca famiglia.
 Rimasto presto orfano, venne allevato dal fratello Giacomo, da cui si allontanò a causa di screzi con la cognata, che aveva combinato un matrimonio per lui. Amato si ritirò quindi sul Monte Orciale, sul quale costruì un ospizio per i poveri e per i pellegrini.
 Usò poi tutte le sue ricchezze di famiglia per assistere i poveri e decise di intraprendere una vita di penitenza, compiendo anche quattro pellegrinaggi alla tomba dell’apostolo Giacomo a Compostela. Anche a causa di queste scelte fu oggetto di false accuse, sempre dalla cognata, che venne però poi smentita. La data della morte non è documentata e dovrebbe collocarsi nell’ultima decade del XIII secolo. Papa Pio VI ne confermò il culto con il titolo di beato nel 1776./Chiesa/Pagine/sei-nuovi-santi.aspx22/11/2014 22.13.39Dall'Europa via libera al Bilancio italianoL'Unione Europea dà il via libera al bilancio dell'Italia, che però "deve continuare nelle riforme". Bruxelles non avvia procedure e riconosce che nel 2014 ci sono state "circostanze eccezionali". E la legge di stabilità può andare avanti senza ostacoli comunitari. Lo si è appreso da fonti europee al termine della riunione dei capi di gabinetto della Commissione. A marzo 2015 nuovo esame per Italia, Francia e Belgio.

Sul fronte della crescita, invece, la scelta dei progetti che saranno ammessi ai finanziamenti europei previsti dal pacchetto per la crescita ed il lavoro che sarà presentato dalla Commissione la prossima settimana a Strasburgo saranno valutati "da una commissione di esperti indipendenti". È l'indicazione emersa dalla riunione dei capi di gabinetto della Commissione europea. Nel piano di investimenti della Commissione, secondo quanto si apprende, è prevista la creazione di un fondo europeo per gli investimenti. I fondi e le garanzie verranno dalla Bei, dal bilancio europeo e da versamenti degli stati membri. Questi ultimi, indicano fonti europee, "non saranno calibrati sui Pil", ma saranno "volontari" e proporzionati agli investimenti necessari nei paesi che contribuiscono al fondo. In ogni caso i finanziamenti dei paesi saranno "esclusi dal patto di stabilità". /Politica/Pagine/ue-via-libera-europa-al-bilancio-italia-legge-stabilita.aspx22/11/2014 22.13.39Milan-Inter: tutto esaurito, incasso recordTutto esaurito a San Siro per il derby Milan-Inter con tanto di "record di incasso per una partita di campionato". Lo comunica il Milan, squadra di casa domani sera: sono stati venduti 79.173 biglietti, equivalenti a 3.324.594 euro. Superato, quindi, il primato di 3.233.620 euro del Milan-Juventus di settembre, anche perché, spiegano dal club rossonero, questa volta ci sono più biglietti disponibili per i tifosi ospiti, molti abbonati del Milan del secondo anello verde si sono spostati in altri settori pagando un'integrazione, c'è stato un aumento concordato con l'Inter del prezzo dei biglietti del settore ospiti, e sono stati distribuiti meno tagliandi omaggio.

Torna Mancini. Teme il Milan, "ma tutto può accadere"

Domani, sei anni e mezzo dopo l'ultima partita, Mancini tornerà sulla panchina nerazzurra a San Siro per il derby. In questo lungo periodo di distacco è cambiato lui, maturato professionalmente all'estero, ma è cambiata tanto anche l'Inter. L'aveva lasciata vincente, proiettata verso un epico Triplete e la ritrova ridimensionata, da ricostruire e far crescere. "Non sono abituato a lottare per il terzo posto, questo mi demoralizza un pò - ha spiegato con sincerità alla vigilia della gara col Milan - Ma non è il momento di guardare la classifica. Io valore aggiunto? Lo spero, voglio dare il massimo e che i miei giocatori facciano lo stesso".

Già perché Mancini è abituato a ben altri obiettivi, ma all'Inter è presto per sperare in posizione ambite, bisogna mettere mattone su mattone e costruire le basi per il ritorno al successo. Mancini lo sa e spera di iniziare con il piede giusto la sua seconda vita nerazzurra: "Nel derby può accadere di tutto. Il cambio di allenatore può accendere una scintilla, è vero, ma il Milan è una grande squadra e non si può dire prima come andrà a finire…". Già il Mancio lo sa bene, perché sarà l'undicesima stracittadina della sua carriera.

Il Mancio in questi pochi giorni a disposizione si è messo subito al lavoro per conoscere la rosa a disposizione e spiegare la filosofia dietro il suo 4-3-1-2. Domani spera che i giocatori possano realizzare quanto imparato in allenamento, ma non si aspetta grandi cose. "Con quattro giorni di lavoro non posso pretendere granché, ma so bene che il tempo a disposizione è poco. Comunque voglio un'Inter che dimostri di essere una squadra anche nelle difficoltà" ha ammesso il tecnico nella conferenza della vigilia del suo ritorno, a cui si è presentato in tuta nerazzurra con tanto di iniziali sul petto. Il sorriso è sempre lo stesso, la sciarpa (un must per il Mancio) la si rivedrà solo domani nella notte del derby, nella notte del suo ritorno, nella notte in cui Milano si colorerà di rossonero o nerazzurro, nella notte in cui riprenderà per mano la sua Inter.

La prima di Inzaghi, "ma sarà dura superare questo Milan"

Ha visto "lo spirito giusto in allenamento" e nemmeno l'infortunio di Alex sembra incrinare l'ottimismo di Filippo Inzaghi alla vigilia del suo primo derby in panchina. "Domani sarà difficile essere più forti di questo Milan", si sbilancia l'allenatore rossonero, pronto a puntare su una squadra a trazione offensiva (con Menez e Torres insieme) contro l'Inter di Roberto Mancini. L'allenatore rossonero riconosce al collega interista di essere "più abituato ad allenare in queste partite" ma conosce bene lo slogan: "il derby non si gioca, si vince. Cerchiamo di farlo in ogni modo, con una partita d'attacco. Se poi gli altri giocheranno meglio gli stringeremo la mano". Chi da anni lavora a Milanello ha notato un'atmosfera più rilassata rispetto alle vigilie di altri derby. E se una certa tensione attraversa Inzaghi, l'ex attaccante l'ha mascherata, così come le perplessità per le critiche di Zeman.

È però impaziente, come i suoi giocatori, ai quali ha detto che "allenandosi così possono andare in campo a testa alta". E probabilmente non servirà altro. "Per una partita del genere - ha spiegato - forse meglio stare zitti, nessuno ha bisogno di ulteriori motivazioni". Molte le ha date la visita di Silvio Berlusconi all'antivigilia, quando Inzaghi si è convinto che potrebbe essere il caso di puntare sul 4-2-4 per sfruttare tutte le potenzialità dell'attacco, a costo di lasciare fuori Honda (il rossonero più produttivo con 6 gol), per la delusione di giornalisti e fan giapponesi che aspettano il derby con Nagatomo, perché El Shaarawy e Bonaventura garantiscono più copertura.

La lesione alla coscia rimediata da Alex ieri, quando Inzaghi ha recuperato il doppio allenamento saltato mercoledì perché tanti non erano rientrati dalle nazionali, chiamerà in causa Zapata al centro della difesa, mentre Rami dovrebbe giocare terzino destro al posto di Abate. E mai come ora, De Jong, sarebbe utile Montolivo, che a quasi sei mesi dalla frattura alla tibia tornerà in panchina. "Mi ha anche messo il dubbio se farlo giocare , sta molto bene ma serve cautela. Ci mancano giocatori importanti ma - è certo Inzaghi - i sostituti sono all'altezza". /Sport/Pagine/derby-milan-inter-ritorno-mancini-inzaghi-carico.aspx22/11/2014 22.13.39Galletti: chi inquina deve andare in galera“Chi inquina deve andare in galera! E chiedo ai Comuni di non concedere più licenze nelle zone a rischio, di riutilizzare tutte le aree riutilizzabili fermando la cementificazione, mentre ai cittadini chiedo di non costruire abusivamente e di avere rispetto dell’ambiente.” Parole dure, ma chiarissime, quelle che il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha pronuciato a Verona, al Festival della Dottrina sociale.

Il ministro ha usato toni decisi durante il suo intervento all’appuntamento “Un nuovo tempo per l’ambiente”, tenutosi oggi pomeriggio durante l'appuntamento veronese. Galletti ha sottolineato l’urgenza del tema, sempre più evidente considerando le devastazioni e le morti che si stantto verificando per la mancata salvaguardia dell'ambiente, minacciato da speculazioni, ingordigia, miopia. Dopo avere ricordato che “più pontefici hanno richiamato l’attenzione sul tema ambientale perché è nostra responsabilità rispettare tutti i giorni il Creato”, Galletti ha aggiunto: “Il mio compito da ministro dell’Ambiente è di permettere all’uomo di stare bene nell’ambiente in cui vive.”

Galletti ha sottolineato che per raggiungere questo obiettivo sono poco efficaci gli investimenti “se manca una cultura del rispetto del territorio. L’uomo è egoista e non pensa ai problemi che la sua condotta potrebbe creare in futuro”. A tal proposito ha affermato di aver messo al centro della sua azione politica la lotta al dissesto idrogeologico, un proposito che si era posto ancor prima dei drammatici avvenimenti delle ultime settimane.

Alla domanda sull’attuale questione relativa alla vicenda Eternit e alla prescrizione ha commentato: “Questa sentenza mi provoca una grande tristezza, parlo sia da cittadino che da ministro”. Poi il ministro ha concluso con una riflessione: “È fondamentale passare dall’emergenza alla prevenzione, perché costa meno in denaro, e soprattutto permette di salvare delle vite umane”. /Politica/Pagine/galletti-chi-inquina-deve-andare-in-galere-festival-dottrina-sociale-chiesa.aspx22/11/2014 22.13.39Azzardo illegale, spunta la sanatoria

La notizia viene rilanciata con entusiasmo dai siti specializzati delle società di gioco: nella legge di stabilità, forse durante il passaggio in Senato, potrebbe entrare una sanatoria per i centri scommesse collegati a un bookmaker estero privo di concessione in Italia (un tema che ha sollevato un discreto contenzioso per quegli operatori collegati a server di Paesi Ue). Con una sanatoria di 10mila euro da versare entro il prossimo 31 gennaio, si otterrebbe automaticamente la licenza ad operare sino al 2016. Per completare la regolarizzazione fiscale i centri verserebbero l’imposta unica per gli esercizi precedenti in due rate lungo il 2015. 


Il motivo, va da sé, sono le esigenze di cassa del governo. Nella prima versione della manovra, per il comparto gioco si prevede un più alto Preu (prelievo erariale unico) su slot e videolottery. «Ma così si giocherà di meno e il gettito calerà», hanno protestato sin dalle prime battute i big del settore. Così l’esecutivo sembra orientato a sentire le organizzazioni di allibratori ed esercenti che citano anche fonti del Tesoro - a cambiare linea e a eliminare la 'stangatina' fiscale: dalla sanatoria, sarebbe il ragionamento dell’Economia, si incassano 500 milioni certi, non ballerini. Una certezza tuttavia da verificare, visto che diversi di questi operatori - quelli collegati ai Paesi Ue - ritengono di poter lavorare liberamente. E poi fa ancora rumore il sostanziale fallimento dell’ultima multa comminata al comparto. L’unica certezza è che, con la sanatoria, questi centri scommesse non sarebbero chiusi e che quindi la presenza delle sale sul territorio aumenterà e non diminuirà, nonostante tutti i proclami degli ultimi mesi. 

Il 'pacchetto giochi', oltre alla sanatoria e al passo indietro sul Preu, si comporrebbe anche di un intervento molto più severo sui 'totem', ovvero su quei terminali irregolari perché scollegati alla rete dei Monopoli. Per ogni slot si prevede una multa da 3mila euro al giorno per ricavi stimati in 150 milioni, da aggiungere a 300 milioni ricavati dalle multe comminate ai totem cui si aggiunge un’aliquota di prelievo pari al 6 per cento anziché al 3. Non ci sarà invece alcun intervento regolatorio generale su Azzardopoli e ludopatie, tema rinviato ai decreti attuativi della delega fiscale. Dal governo e dal Tesoro si evitano commenti dettagliati sul pacchetto in elaborazione, ci si limita a parlare di «emersione» e di interventi sulla «zona grigia». Aggiungendo una mezza promessa: «Questa proposta di modifica è una base di partenza, l’intervento sarà più duro», si sbilancia una fonte di governo.
In attesa di capire cosa davvero vogliano fare Renzi e il Parlamento, intanto ieri è arrivato l’emendamento del relatore alla Camera sul bonus bebè. In sostanza il beneficio (80 euro al mese per tre anni per ogni bambino nato o adottato tra l’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017) andrà a chi un Isee inferiore a 25mila euro. Il 'premio natalità' sarà raddoppiato (160 euro) per gli Isee da zero a 7mila euro. Una riscrittura che non piace alle opposizioni («Ma chi, con un reddito bassissimo, mette in cantiere figli?», obietta Mara Carfagna), e che solleva
qualche perplessità anche tra le associazioni familiari, dato che l’intero intervento si ridefinisce ormai come sostegno alla povertà più che alla famiglia. 


 Si apre un fronte nella maggioranza su altri due capitoli, la conferma della social card anche per gli extracomunitari in regola e il canone Rai in bolletta. La deputata Ncd Nunzia De Girolamo parla, a proposito della carta d’acquisti, di norma scritta male. Nei fatti non si capisce se la norma è stata definita per un concreto fine sociale o per motivi burocratici legati a pasticci del passato e carichi pendenti con Poste. Il parere critico di De Girolamo è confermato anche dal marito, e presidente Pd della commissione Bilancio, Francesco Boccia.
Si va verso una riscrittura o almeno una chiarificazione dei fini e dei criteri. Quanto al canone Rai in bolletta (la 'tassa' dovrebbe scendere a circa 60 euro per famiglia, secondo una simulazione del ministero dello Sviluppo) sono contrari Ncd, che chiede una rimodulazione in base all’Irpef, e anche i gestori dell’energia elettrica che non ci stanno a passare per «esattori dello Stato». Come previsto l’Ue ha già mandato il suo avvertimento all’Italia circa la violazione del regime Iva comunitario sugli e-book (l’imposta scenderebbe dal 22 al 4 per cento), mentre è passato senza fatiche lo stanziamento sul made in Italy.

/Economia/Pagine/Azzardo-illegale-spunta-la-sanatoria-.aspx22/11/2014 22.13.39Kiev: 7.500 soldati russi in UcrainaTensione sempre alta in Ucraina. Il governo di Kiev denuncia la presenza di 7.500soldati russi nel sud est del Paese. Ad affermarlo, con una certa enfasi, è il ministro della Difesa ucraino Stepan Poltorak, in un comunicato pubblicato sul sito internet ufficiale del dicastero. Al momento però nonci sono conferme di alcun genere.

Inoltre, sempre secondo Kiev, quattro soldati ucraini sarebbero stati uccisi e 10 feriti nelle ultime 24 ore sempre nelle regioni orientali, martoriate dalla guerra a dispetto della tregua siglata a settembre. Mentre dalla regione filorussa di Lugansk si fa sapere che un uomo di 60 anni è stato ucciso in un bombardamento con colpi di mortaio sulla città di Zolotè. In ogni caso, appare evidente che gli scontri continuino con il loro triste bagaglio di morti e feriti.

Sul fronte diplomatico al momento non si vedono schiarite significative. Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, accusa l'Occidente di volere destabilizzare il governo russo. Le sanzioni occidentali contro Mosca, afferma Lavrov, per la crisi ucraina hanno l'obiettivo di provocare "un cambiamento di governo" in Russia. Inoltre secondo il ministro le dichiarazioni sull'isolamento della Russia "non meritano neanche di essere discusse". Lavrov lo ha detto rispondendo indirettamente alla minaccia lanciata ieri da Kiev dal vice presidente Usa Joe Biden di "un più grande isolamento" in caso di "un'ulteriore escalation del conflitto" nel sud-est ucraino. "Certo - ha proseguito Lavrov - la nostra economia è danneggiata dalle sanzioni, ma solo a costo di danni alle economie dei paesi che le hanno introdotte".

/Mondo/Pagine/ucraina-denuncia-ingresso-soldati-russi.aspx22/11/2014 22.13.39Madagascar: la peste uccide 40 personeLa peste è tornata a uccidere in Madagascar. La grande isola africana deve, ancora una volta, affrontare l'emergenza di un'epidemia. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità già 40 persone hanno perso la vita ed altre 80 sono state contagiate del morbo. L'epidemia era stata notificata dal ministero della Sanità del Madagascar il 4 novembre, ma il primo caso risalirebbe al 31 agosto. La pria vittima è stata un uomo del villaggio Soamahatamana. Solo il 2% dei casi identificati finora sarebbe del tipo polmonare, quella che può trasmettersi da persona e persona . La malattia ha raggiunto anche la capitale, Antananarivo, e secondo l'Oms c'è il rischio di una "rapida diffusione" della peste, anche tenuto conto della "debolezza" del sistema sanitario locale. La malattia infettiva, di origine batterica, colpisce soprattutto le popolazioni più povere, che vivono in condizioni igieniche precarie. L'agente infettivo, Yersinina pestis, può essere veicolato da pulci parassiti di ratti e altri roditori.

Il governo, insieme alle organizzazioni internazionali, ha già messo in campo misure mirate per controllare l'epidemia, forte anche di un progetto finanziato dall'African Development Bank da 200 mila dollari americani. L'oms non raccomanda restrizioni di viaggi o commerci in base alle informazioni disponibili, ma un monitoraggio attento, soprattutto nelle aree urbane.

Per questa malattia, che per secoli ha devastato anche l'Europa, non esiste un vaccino, ma si può debellare con gli antibiotici. Occorre però che la loro somministrazione avvenga rapidamente dopo la comparsa dei primi sintomi e questo può essereun problema in situazioni di povertà e degrado. Per saperne di più è possibile leggere questa scheda a cura del Centro nazionale di epidemiologia/Mondo/Pagine/madagascar-morti-peste-bubbonica.aspx22/11/2014 22.13.39Pillola «dei 5 giorni dopo» farmaco da banco? Ora il rischio che la contraccezione d’emergenza, la pillola cosiddetta "dei cinque giorni dopo" possa essere disponibile in farmacia senza ricetta è concreto. Per tutti i Paesi Ue. A palesare questo scenario è il parere dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema), che aspetta l’avallo della Commissione Europea. La disponibilità del prodotto potrebbe diventare operativa in tutti gli Stati entro il 2015. Il farmaco, spiega l’Ema, è «un contraccettivo d’emergenza usato per prevenire gravidanze indesiderate se assunto entro 120 ore (cinque giorni) da un rapporto sessuale a rischio, e agisce prevenendo o ritardando l’ovulazione. Il farmaco è più efficace se assunto entro le 24 ore».

Dunque, sottolinea l’Ema, «rimuovere il bisogno di ottenere la prescrizione dal medico dovrebbe velocizzare l’accesso delle donne a tale medicinale e quindi aumentarne l’efficacia». La raccomandazione dell’Ema, che sottolinea come questo farmaco «può essere utilizzato in modo sicuro ed efficace senza prescrizione medica», passerà ora al vaglio della Commissione per la decisione finale, che resta legalmente vincolante. Il farmaco a base di ulipristal acetato, prodotto dall’azienda Hra Pharma, è stato approvato in Europa con l’obbligo di prescrizione medica alla fine del 2009. Negli ultimi cinque anni, afferma l’azienda, è stato già utilizzato da più di tre milioni di donne in 70 Paesi. Per Silvana Agatone, presidente della Laiga (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194), la novità sarebbe ben accolta perché «qui spesso ottenere la contraccezione di emergenza è una corsa a ostacoli», anche a causa di medici e farmacisti obiettori, mentre «persino in Brasile questo è un farmaco da banco. Spesso – aggiunge Agatone – sono proprio le donne molto giovani ad aver bisogno di questa pillola, e proprio in questi soggetti è molto meglio una pillola prima che un aborto dopo».

In molti non sono di questo avviso. Tra loro la deputata Ncd Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute proprio negli anni dell’approvazione del farmaco. Dal punto di vista educativo, spiega, trasformare il medicinale «in un farmaco da banco suggerisce che non fa male, che si può prenderne quanto si vuole, e visto che a richiederlo sono quasi sempre le adolescenti, non le educhiamo certo alla consapevolezza di cosa stanno per fare. Inoltre – evidenzia Roccella – sullo stesso foglietto illustrativo c’è scritto che il farmaco è teratogenico in caso di gravidanza pregressa, ovvero impedisce il normale sviluppo del feto, quindi ci sono preoccupazioni sanitarie per questo motivo e anche perché non sappiamo che effetto può avere un uso ripetuto su un corpo giovane»./Vita/Pagine/pillola-dei-5-giorni-dopo.aspx22/11/2014 22.13.39Niente cresima in cattedrale per il figlio del bossIl figlio di uno dei boss Graviano non può ricevere la cresima in Cattedrale a Palermo. Lui, ancora studente liceale, non ha colpa di appartenere a una stirpe di mafiosi, ma il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, ha preferito evitare che il ragazzo ricevesse l’importante sacramento dell’iniziazione cristiana assieme ai suoi compagni nella principale chiesa della città, proprio dove riposano le spoglie mortati del parroco di Brancaccio ucciso per mano mafiosa e adesso beato. 

Una scelta che è trapelata ieri nei corridoi del Centro educativo ignaziano di Palermo, lo storico istituto gestito dai padri gesuiti, dove i figli di Giuseppe e Filippo Graviano, entrambi condannati all’ergastolo, frequentano la scuola superiore. Annualmente l’istituto organizza corsi di preparazione alla cresima per i suoi ragazzi, che poi ricevono il sacramento in Cattedrale. Una festa collettiva a cui questo ragazzo non parteciperà. Il cardinale Romeo non ha negato la cresima in assoluto, ha solo chiesto che il giovane la ricevesse in forma 'privata', in una cappella, non in maniera solenne e in pubblico.

Il pericolo che questa presenza 'ingombrante' fosse strumentalizzata c’era tutto. «Le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, non sarebbe giusto – afferma monsignor Carmelo Cuttitta, vescovo ausiliare di Palermo, interpellato ieri a tarda sera –. Ci auguriamo che questo ragazzo faccia un percorso diverso da quello del padre, che cresca bene e abbia una vita giusta. Ma non è sembrato opportuno celebrare la cresima proprio nella stessa chiesa in cui è sepolto padre Puglisi». 

Il sacerdote ucciso il 15 settembre 1993 con un colpo di pistola dal killer Salvatore Grigoli, reo confesso, era parroco proprio del quartiere controllato dai boss Graviano. Furono loro a ordinarne l’eliminazione. Una morte 'in odium fidei', come è stato decretato dalla Congregazione per le cause dei santi, che ha dichiarato Puglisi martire. Il corpo del beato riposa in un sarcofago a forma di spiga in una cappella laterale della cattedrale. A pochi passi dal luogo in cui decine di giovani questa mattina riceveranno lo Spirito Santo. 

Una conferma della rigorosa posizione della Chiesa nei confronti delle organizzazioni mafiose, strutture antievangeliche, e chi ne fa parte si pone automaticamente fuori dalla Chiesa. Da qui la prassi consolidata in Sicilia di negare i funerali ai mafiosi. Numerosi i casi negli ultimi anni. La vera svolta della Chiesa avvenne all’indomani delle celebri parole di Papa Wojtyla il 9 maggio 1993 ad Agrigento, che invocò la conversione dei mafiosi, e subito dopo l’omicidio di don Pino Puglisi. /Cronaca/Pagine/Cresima-la-scelta-di-Romeo-.aspx22/11/2014 22.13.39540mila cassintegrati, persi 3,6 mld di reddito Poco meno di 940 milioni di ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, registrate nei primi dieci mesi dell'anno, di cui ben oltre la metà fatte di cassa straordinaria. Un monte ore di cig, fatto per oltre il 50% di cassa straordinaria "a dimostrazione della natura strutturale della crisi", determinato da una richiesta media per mese che supera le 90 milioni di ore, ad un soffio per l'ennesima volta dal miliardo a fine anno, e che relega in cassa a zero ore circa 540 mila lavoratori da gennaio. Lavoratori che hanno subito un taglio del reddito pari a 3,6 miliardi, ovvero 6.700 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. Questi alcuni dati del rapporto di ottobre dell'Osservatorio Cig della Cgil, frutto di elaborazioni delle rilevazioni sulla cassa condotte dall'Inps.

Nel complesso nei primi 10 mesi dell'anno si registra un lieve calo rispetto all'anno scorso (-3,5% con 937 milioni di ore a fronte di 971 nei primi 10 mesi del 2013) ma ottobre segnala un aumento (118 milioni di ore contro i 99 dell'ottobre 2013) proseguendo con la ripresa della crescita delle domande di cassa iniziata a settembre.
 
Secondo il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, "la recrudescenza della crisi, come emerge dai dati del rapporto, richiederebbe scelte politiche di tutt'altra natura". Ecco perchè "lo sciopero generale che, insieme alla Uil, abbiamo proclamato per il prossimo 12 dicembre. Una mobilitazione - spiega la dirigente sindacale - che abbiamo promosso per indicare la sola via possibile per offrire una prospettiva al paese: il lavoro. Dobbiamo rimetterlo al centro della scena, così com'è stato per il 25 ottobre. Solo ripartendo dal lavoro, dal suo valore e dalla sua centralità, si può dare un senso ed una risposta alla diffusa richiesta di cambiamento che il Paese rivendica".

Continua a crescere il numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio a ottobre sono state 6.960 per un +24,37% sullo stesso periodo del 2013 e riguardano 12.899 unità aziendali territoriali (+32,08%). Nello specifico si registra un aumento dei ricorsi per crisi aziendale (3.297 decreti da inizio anno per un +3,16% sui primi dieci mesi del 2013) che rappresentano il 47,37% del totale dei decreti, così come si evidenzia un deciso aumento di ricorsi relativi ai contratti di solidarietà (2.473 decreti per un +55,14% sul periodo gennaio-ottobre dello scorso anno) e che sono il 35,53% sul totale. Aumenti anche per il concordato preventivo (501 per un +136,32%) e per il fallimento (209 per un +31,45%). Crescono anche le domande di ristrutturazione aziendale (184 per un +5,75%) mentre diminuiscono quelle di riorganizzazione aziendale (192 per un -4,48%). Nello studio della Cgil si osserva che "gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende continuano ad essere irrilevanti, pari al 5,40% del totale dei decreti (erano il 6,85% nel 2013). Segnale palese, e sottovalutato, del processo di deindustrializzazione in atto nel paese". 

Nelle regioni del nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nei primi dieci mesi dell'anno c'è la Lombardia con 231.910.248 di ore che corrispondono a 132.976 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 111.051.619 di ore di cig autorizzate per 63.676 lavoratori e il Veneto con 78.327.646 di ore per 44.913 persone. Nelle regioni del centro primeggia il Lazio con 80.612.622 di ore che coinvolgono 46.223 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 59.186.750 di ore per 33.937 lavoratori. La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-ottobre, la meccanica pesa per 330.488.972, coinvolgendo 189.501 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 125.825.839 ore di cig autorizzate per 72.148 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 105.796.427 di ore e 60.663 persone. 

Continua a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell'Osservatorio della Cgil si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito, a partire da inizio anno, 3 miliardi e 594 milioni di euro al netto delle tasse, pari a 6.688 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore in cassa a zero ore./Economia/Pagine/cgil-dati-cassaintegrazione.aspx22/11/2014 22.13.39«Le Chiese non siano affariste»​Le Chiese non diventino mai case di affari, la redenzione di Gesù è sempre gratuita: è quanto ha detto il Papa nella Messa mattutina a Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa celebra la Presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria.   

La liturgia del giorno propone il Vangelo in cui Gesù caccia i mercanti dal Tempio, perché hanno trasformato la casa di preghiera in un covo di ladri. Quello di Gesù – ha spiegato il Papa - è un gesto di purificazione: “il Tempio era stato profanato” e con il Tempio, il popolo di Dio. Profanato con il peccato tanto grave che è lo scandalo”. “La gente è buona – osserva il Papa - la gente andava al Tempio, non guardava queste cose; cercava Dio, pregava … ma doveva cambiare le monete per fare le offerte”. Il popolo di Dio andava al Tempio non per questa gente, per quelli che vendevano, ma andava al Tempio per Dio” e “lì c’era la corruzione che scandalizzava il popolo”. Il Papa ricorda l’episodio biblico di Anna, donna umile, mamma di Samuele, che va al Tempio per chiedere la grazia di un figlio: “bisbigliava in silenzio le sue preghiere”, mentre il sacerdote e i suoi due figli erano corrotti, sfruttavano i pellegrini, scandalizzavano il popolo.

“Io penso allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento – sottolinea Papa Francesco - con le nostre abitudini non sacerdotali nel Tempio: lo scandalo del commercio, lo scandalo delle mondanità … Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi” per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa. “E il popolo si scandalizza”: “Una volta, appena sacerdote, io ero con un gruppo di universitari, e voleva sposarsi una coppia di fidanzati. Erano andati in una parrocchia: ma, volevano farlo con la Messa. E lì, il segretario parrocchiale ha detto: ‘No, no: non si può’ – ‘Ma perché non si può con la Messa? Se il Concilio raccomanda di farlo sempre con la Messa …’ – ‘No, non si può, perché più di 20 minuti non si può’ – ‘Ma perché?’ – ‘Perché ci sono altri turni’ – ‘Ma, noi vogliamo la Messa!’ – ‘Ma pagate due turni!’. E per sposarsi con la Messa hanno dovuto pagare due turni. Questo è peccato di scandalo”.

Il Papa aggiunge: “Noi sappiamo quello che dice Gesù a quelli che sono causa di scandalo: ‘Meglio essere buttati nel mare’”: "Quando quelli che sono nel Tempio – siano sacerdoti, laici, segretari, ma che hanno da gestire nel Tempio la pastorale del Tempio – divengono affaristi, il popolo si scandalizza. E noi siamo responsabili di questo. Anche i laici, eh? Tutti. Perché se io vedo che nella mia parrocchia si fa questo, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al parroco. E la gente soffre quello scandalo. E’ curioso: il popolo di Dio sa perdonare i suoi preti, quando hanno una debolezza, scivolano su un peccato … sa perdonare. Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente. Non ce la fa a perdonare! E lo scandalo, quando il Tempio, la Casa di Dio, diventa una casa di affari, come quel matrimonio: si affittava la chiesa”.

Gesù “non è arrabbiato” – spiega il Papa – “è l’Ira di Dio, è lo zelo per la Casa di Dio” perché non si possono servire due padroni: “o rendi il culto a Dio vivente, o rendi il culto ai soldi, al denaro”: “Ma perché Gesù ce l’ha con i soldi, ce l’ha con il denaro? Perché la redenzione è gratuita; la gratuità di Dio Lui viene a portarci, la gratuità totale dell’amore di Dio. E quando la Chiesa o le chiese diventano affariste, si dice che … eh, non è tanto gratuita, la salvezza … E’ per questo che Gesù prende la frusta in mano per fare questo rito di purificazione nel Tempio. Oggi la Liturgia celebra la presentazione della Madonna al Tempio: da ragazzina … Una donna semplice, come Anna, in quel momento, entra la Madonna. Che Lei insegni a tutti noi, a tutti i parroci, a tutti quelli che hanno responsabilità pastorali, a mantenere pulito il Tempio, a ricevere con amore quelli che vengono, come se ognuno di loro fosse la Madonna”. /Chiesa/Pagine/papa-santa-marta-chiese-non-siano-affariste.aspx22/11/2014 22.13.39Bambini addestrati alla guerra: il video dell'Isis Nuovo video choc dell'Isis: un gruppo di bambini kazaki, figli di quelli che vengono definiti "nuovi combattenti", vengono addestrati a usare i kalashnikov e a combattere al grido di 'Allah u Akbar'.

Terribili le immagini, che avvenire.it ha scelto di non mostrare. Nel filmato si vede una ventina di bambini a bordo di quello che sembra uno scuolabus arrivare in un edificio. "Insegniamo loro l'arabo e l'Islam" dice uno degli "insegnanti", mentre prende la matita di un ragazzino e lo aiuta a scrivere che "non c'è altro potere che quello di Allah". Si tratta, viene affermato, dei figli dei combattenti che sfilano armati fino ai denti nella prima parte del video: secondo il video, sono tutti originari del Kazakhstan, repubblica centro-asiatica dell'ex Urss a maggioranza musulmana.

Sembra tutto irreale: gli scolari sono seduti ai banchi verdi, ordinati, come fosse una vera scuola.

Ma poi le immagini assumono tutt'altro carattere: i bimbi sono tutti in uniforme. Uno smonta e poi riassembla un kalashnikov. "Sono la nuova generazione, saranno loro che scuoteranno la Terra", recita una voce fuori campo. Poi prendono tutti le armi, mirano inginocchiati i bersagli. Seguono addestramenti fisici, come fosse una versione araba di Full
Metal Jacket, lezioni di arti marziali.

La scena cambia ancora. Ora alcuni dei bimbi hanno il volto coperto. Abdullah no: "Il mio leader è Abu Bakr al Baghdadi", risponde a una domanda. Cosa farai da grande? "Sarò uno di quelli che vi sgozzerà i kafiri (infedeli, ndr)", dice il piccolo, che avrà al massimo 10 anni.

Inizia quindi la litania, la stessa degli altri video targati Isis, dall'Iraq all'Algeria, con tutti i bimbi in gruppo e la bandiera nera che campeggia dietro di loro. "Vi uccideremo infedeli, inshallah (se Dio vuole) vi sgozzeremo". In sottofondo parte la musica e i baby soldati del Califfo sfilano con le armi.

Il video è solo l'ultimo capitolo di una giornata di propaganda mediatica dell'Isis caratterizzata dalla pubblicazione di una nuova 'puntata' della saga di John Cantlie, in cui l'ostaggio trasformato i reporter della causa jihadista accusa Obama di aver deciso di "lasciar morire gli ostaggi"
rifiutando di trattare "come invece fanno gli europei".

Mentre nell'ultimo numero della rivista Daqib, dopo essersi attribuito la paternità di recenti attacchi di lupi solitari entrati in azione in Canada e in Australia (su "diretto appello del Califfo" al Baghdad), l'Isis insiste: "Piazzeremo la nostra bandiera su Roma", il simbolo della cristianità./Mondo/Pagine/video-isis-bambini-combattenti.aspx22/11/2014 22.13.39Landini e la gaffe sul consenso degli onesti​Sale la tensione tra governo e Fiom sulla riforma del mercato del lavoro. Stamani, durante la manifestazione di Napoli contro la politica economica del governo, il leader dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini ha detto che il premier Matteo Renzi non ha il consenso "di chi lavora e delle persone oneste". Immediata la risposta del presidente del Pd, Matteo Orfini, che su Twitter replica: "Dire che governo non ha consenso delle persone oneste offende milioni di lavoratori che nel Pd credono. Spiace che a farlo sia un sindacalista". In una intervista a Sky durante il corteo, Landini ha detto: Renzi "deve rendersi conto che oggi lui il consenso di chi lavora, dei giovani che stanno cercando lavoro e delle persone oneste, in questo Paese lui non ce l'ha. Ora deve decidere da che parte stare".

La sortita del leader sindacale non piace nemmeno al capo di Confindustria, Giorgio Squinzi, che mentre Landini parlava a Napoli partecipava con Renzi a una conferenza. "Io personalmente mi ritengo una persona onesta, più che onesta", ha detto. L'ufficio stampa della Fiom ha cercato di porre riparo in una nota nella quale Landini dice di non aver "mai pensato - come mi viene attribuito da alcuni mezzi di informazione - che Renzi non ha il consenso degli onesti. Ho detto - e ribadisco - che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano e che sono nella parte onesta del paese che paga le tasse".

Getta benzina sul fuoco il senatore Ncd, ex ministro del Welfare del governo Berlusconi, Maurizio Sacconi, secondo il quale "le parole sono pietre. Poi non ci si stupisca se..."./Politica/Pagine/landini-e-scontro.aspx22/11/2014 22.13.40«Il migrante è Cristo, basta ingiustizie» Il migrante "è Cristo", e la condizione dei migranti è un forte richiamo a tutti, e alla Chiesa, a "sradicare le ineguaglianze, le ingiustizie e le sopraffazioni", e in tal modo "i migranti possono diventare partner nella costruzione di un'identità più ricca per le comunità che li ospitano, così come per le persone che li accolgono, stimolando lo sviluppo di società inclusive, creative e rispettose della dignità di tutti". Lo ha detto Papa Francesco. Nell'udienza ai partecipanti al VII Congresso mondiale della pastorale delle migrazioni, ha ricordato come "ogni essere umano è figlio di Dio e in lui è impressa l'immagine di Cristo".

"Lui è Cristo", ha aggiunto a braccio integrando il riferimento a quanto aveva scritto nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest'anno. In un passaggio precedente, papa Bergoglio, osservando che "purtroppo i migranti vivono spesso situazioni di delusione, di sconforto e di solitudine", ha detto a braccio: "aggiungerei di emarginazione". "In effetti, - ha osservato riprendendo il discorso scritto - il lavoratore migrante si trova teso tra lo sradicamento e l'integrazione. E anche qui che la Chiesa cerca di essere luogo di speranza: elabora programmi di formazione e di sensibilizzazione; alza la voce in difesa dei diritti dei migranti; offre assistenza, anche materiale, senza esclusioni, affinché ognuno sia trattato come figlio di Dio.

- La immigrazione produce alcuni benefici sia per chi emigra che per i Paesi che accolgono, ma ai benefici "si accompagnano, lo sappiamo, anche alcuni problemi". Lo ha constatato il Papa nella udienza ai partecipanti al VII Congresso mondiale della pastorale delle migrazioni. "Si riscontrano - ha sottolineato papa Francesco - nei Paesi di provenienza dei migranti, tra l'altro, l'impoverimento dovuto alla perdita delle 'mentì migliori, la fragilità di bambini e ragazzi che crescono senza uno o entrambi i genitori, e il rischio di rottura dei matrimoni per le assenze prolungate". "Nelle Nazioni che li accolgono, di riflesso, - ha proseguito papa Bergoglio - vediamo difficoltà d'inserimento in tessuti urbani già problematici, come pure difficoltà di integrazione e di rispetto delle convenzioni sociali e culturali che vi trovano.

"Nell'incontro con i migranti, - ha raccomandato papa Bergoglio - è importante adottare una prospettiva integrale, in grado di valorizzarne le potenzialità anziché vedervi solo un problema da affrontare e risolvere. L'autentico diritto allo sviluppo riguarda ogni uomo e tutti gli uomini, in visione integrale. Questo richiede che si stabiliscano per tutti livelli minimi di partecipazione alla vita della comunità umana. Tanto più è necessario che ciò si verifichi nella comunità cristiana, dove nessuno è straniero e, quindi, ognuno merita accoglienza e sostegno". Prima che il Papa parlasse ai congressisti, c'è stato il saluto del cardinale Antonio Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale dei migranti, che ha riassunto il Congresso che si è concluso oggi alla università Urbaniana./Chiesa/Pagine/papa-francesco-il-migrante-e-cristo.aspx22/11/2014 22.13.40Napolitano dal Papa: «Rapporto intenso» presidente Giorgio Napolitano si è recato ieri pomeriggio in Vaticano per un incontro «strettamente privato» con Papa Francesco durato più di un’ora e svoltosi «in un clima di grande cordialità». Il capo dello stato è arrivato nella Casa santa Marta intorno alle 17 ed è uscito dallo Stato della Città dal Vaticano verso le 18 e 20. L’udienza non era stata annunciata e la Sala Stampa vaticana ne ha dato notizia con una stringata dichiarazione di padre Federico Lombardi.

«Oggi (ieri per chi legge, ndr) pomeriggio – ha riferito il "portavoce" vaticano - nella residenza di Santa Marta il Santo Padre ha ricevuto il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per un incontro strettamente privato. L’incontro, svoltosi in un clima di grande cordialità, è durato oltre un’ora». Simile il comunicato del Quirinale che ribadisce il «carattere strettamente privato» dell’incontro sottolineando come si sia svolto «in un’atmosfera che ha confermato l’intensità e l’affabilità del rapporto personale tra il Pontefice e il Presidente». Non sono state diffuse immagini dell’udienza, né sono stati specificati i temi affrontati nel lungo dialogo. Non è dato sapere quindi se tra gli argomenti affrontati ci sia stato anche quello dell’ipotesi, non confermata né smentita dal Quirinale, che il capo dello Stato nelle prossime settimane possa dimettersi anticipatamente dalla carica.

Papa Francesco e Napolitano si sono incontrati più volte nel corso dei primi venti mesi di pontificato bergogliano. La prima volta è stata il 19 marzo 2013 quando il presidente ha assistito alla messa di inaugurazione del ministero petrino del nuovo vescovo di Roma. Il successivo 8 giugno poi Napolitano – in quell’occasione accompagnato dalla moglie Clio – è stato ricevuto in udienza ufficiale in Vaticano. Il 14 novembre 2013 c’è stata quindi la visita di Papa Francesco al Quirinale. In quella occasione il pontefice si era rivolto a Napolitano ricordando come «tante sono le questioni di fronte alle quali le nostre preoccupazioni sono comuni e le risposte possono essere convergenti». «Il momento attuale - aggiungeva - è segnato dalla crisi economica che fatica ad essere superata e che, tra gli effetti più dolorosi, ha quello di una insufficiente disponibilità di lavoro. È necessario moltiplicare gli sforzi per alleviarne le conseguenze e per cogliere ed irrobustire ogni segno di ripresa». E aveva ribadito che «la Chiesa, continua a promuovere l’impegno di tutti, singoli ed istituzioni, per il sostegno alla famiglia, che è il luogo primario in cui si forma e cresce l’essere umano»./Cronaca/Pagine/napolitano-dal-papa.aspx22/11/2014 22.13.40Trovati i fondi per il cibo: «5 milioni nel 2015» Emergenza alimentare, il governo c’è. Non sono passate nemmeno 24 ore dall’allarme lanciato dagli enti caritativi sulle pagine di Avvenire che il ministero delle Politiche agricole interviene per chiarire i fatti e rassicurare tutti i soggetti coinvolti. A cominciare dai sei milioni di poveri che ogni giorno si mettono in fila alle mense di carità in attesa di un pasto. 

Per loro, oltre ai fondi europei (400 milioni fino al 2020), arriveranno i 70 milioni di euro con cui l’esecutivo nazionale deve contribuire allo stanziamento di Bruxelles e altri 5 milioni di euro per il 2015 erogati direttamente dalle casse dell’Agricoltura, senza cioè passare attraverso la “tagliola” delle coperture in Legge di Stabilità. «Sono fondi che abbiamo ottenuto attraverso una riallocazione delle risorse interne – spiega il ministro Maurizio Martina, ieri tra i partecipanti della Conferenza internazionale sulla nutrizione promossa dalla Fao –. Se poi a livello parlamentare si deciderà di aumentarli, ben venga, questo spetta allo sforzo delle diverse forze politiche. Tengo però a sottolineare che i poveri sono la nostra priorità, questa attenzione non
è mai venuta meno». 

Cinque milioni dunque, che significano un segnale di continuità rispetto all’impegno del Fondo nazionale per gli indigenti. E poi un’altra buona notizia: la convocazione di un tavolo con gli enti caritativi già per lunedì, con l’obiettivo di fare il punto della situazione sugli sforzi fatti e sulle strategie per il futuro. «Il ministero è al lavoro. Abbiamo chiara l’emergenza – continua Martina – e proprio per questo con il ministro Poletti ci siamo impegnati sul fronte del Piano di aiuti alimentari. Poter contare sui fondi europei e sul 15% di partecipazione nazionale che Bruxelles ci chiede non è stato un lavoro scontato. E andare avanti col programma del ministero delle Politiche agricole significa anche puntare su un modello di cooperazione con gli enti caritativi ormai ben consolidato e con risultati importanti». 

Questa collaborazione, peraltro, proprio negli ultimi mesi aveva risolto l’impasse delle scorte (cui si era arrivati per la concomitanza del ritardo nello stanziamento effettivo sia dei fondi europei che di quelli nazionali): il ministero si era attivato già durante l’estate e se a ottobre si era arrivati all’aggiudicazione di forniture per 3.608 tonnellate di farina e 13.700 tonnellate di pasta, proprio in queste settimane nei magazzini degli enti caritativi si stanno accumulando 45mila tonnellate di latte, formaggi dop, polpa di pomodoro e olio di semi acquistati grazie ai 40 milioni di euro che il governo ha stanziato subito come anticipo dei fondi Ue. Molto più che una boccata di ossigeno per rispondere alla domanda sempre crescente di aiuto che si registra da Nord a Sud, specie da parte delle famiglie con figli a carico: i dati Istat – lo ricordiamo – parlano chiaro, oltre 3 milioni di nuclei vivono l’emergenza alimentare, con un milione e mezzo di minori. 

«Nelle prossime ore procederemo con la gara per 8,5 milioni di euro per carne e minestrone in scatola e succhi di frutta – assicura ancora il ministro Martina –. E lunedì, durante il tavolo con il Terzo settore, faremo un punto sulle consegne e sui nuovi bandi». Una notizia accolta con sollievo dalla Fondazione Banco Alimentare e da Caritas. C’è tanto da fare, sul fronte della povertà. Ora ci sono le premesse per andare avanti condividendo appieno sforzi e obiettivi. /Cronaca/Pagine/Trovati-i-fondi-per-il-cibo-Pronti-5-milioni-nel-2015-.aspx22/11/2014 22.13.40Sfida l'Isis e salva la figlia dai jihadisti​​Cattolica osservante, s'è messa il velo islamico per salvare la figlia 19enne. E ha raggiunto Raqga, la capitale dello Stato Islamico, pur di riportarla a casa. Mesi prima infatti, dopo essersi convertita all'Islam radicale, la giovane aveva prima fatto perdere le sue tracce, poi era volata in Siria per sposare un mujaheddin. È l'incredibile storia di una signora olandese, Monique, una sorta di madre coraggio dei nostri giorni, che per amore della figlia ha sfidato l'Isis. Le due donne sono tornate sane e salve a casa loro a Maastricht, dove oggi la ragazza, Sterlina, che aveva adottato il nome islamico di Aisha, è comparsa davanti ai giudici per rispondere di "terrorismo" e "minaccia alla sicurezza dello Stato".   

A raccontare la storia sono i media olandesi, secondo i quali la giovane Aisha era partita per la Siria per sposare un 'foreign fighters', uno dei 130 jihadisti partiti dall'Olanda per combattere sotto le bandiere nere del Califfo. Un amore che sarebbe nato dalla tv: pare che la sera del 26 gennaio scorso la ragazza si fosse infatuata di un ex militare, tale Omar Yilmaz, da mesi combattente in Siria contro il regime di Assad. "Lo ha visto come una specie di Robin Hood", racconta sgomenta la madre. Quindi ha deciso di cercarlo sui social media e una volta trovato ha deciso di raggiungerlo per sposarlo. Ma qualcosa - rivela il tabloid olandese Algmeen Dagblad (Ad) - andò storto, il piano matrimoniale fallì e forse la ragazza entrò in pericolo. Fatto sta che dalla Siria contattò la mamma Monique. Quest'ultima la settimana scorsa è volata in Turchia, da dove ha attraversato la frontiera ed è riuscita a incontrare la figlia Sterlina/Aisha a Raqqa, eletta dei jihadisti "capitale" dello Stato islamico: un'operazione di salvataggio conclusa bene, tanto che dopo un passaggio sempre in Turchia, le due donne sono tornate sane e salve nella loro casa in Olanda.   

Tuttavia, dell'intera vicenda non vengono svelati molti dettagli. E c'è infatti chi ne mette in dubbio la veridicità: Roger Bos, rappresentante della Procura, ha affermato alla tv olandese che la signora "non ha mai messo piede in Siria" ed è probabile che abbia aspettato la figlia alla frontiera. La procura, ha spiegato Bos, sta ora indagando sui tragitti compiuti tanto dalla madre quanto dalla ragazza.   

Ma la storia di Aisha, ad ogni modo, è simile a quella di tantissime giovani donne europee, spesso poco più che adolescenti, che negli ultimi mesi hanno lasciato le loro famiglie, non solo in Olanda, ma anche in Francia e in Germania, per raggiungere la Siria spinte dalla voglia di unirsi ai combattenti dell'Isis. Quanto ai numeri dei 'foreign fighters', dei 130 olandesi partiti per unirsi allo Stato islamico, 30 sono poi tornati al loro paese e altri 14 sono morti, secondo cifre pubblicate dal servizio d'intelligence dell'Aja (Aivd)./Mondo/Pagine/isis-madre-salva-figlia.aspx22/11/2014 22.13.40Obama regolarizza 5 milioni di immigrati ​Cambierà la vita di cinque milioni di clandestini negli Stati Uniti, quasi la metà del totale, il piano sull'immigrazione di Barack Obama. La loro regolarizzazione è stata annunciata ieri sera in diretta televisiva dalla sala Est della Casa Bianca. "Ma non è un amnistia", ha tenuto a precisare il presidente, sottolineando che agirà con ordini esecutivi. "Un'amnistia di massa non sarebbe giusta - ha spiegato - mentre una deportazione di massa sarebbe impossibile e contraria al nostro spirito: siamo una nazione di immigrati".

"Per oltre due secoli - ha osservato - la nostra capacità di accogliere gli immigrati ci ha assicurato un incredibile vantaggio sulle altre nazioni: ci ha mantenuti giovani, dinamici e intraprendenti, ci ha reso consapevoli delle nostre illimitate possibilità senza intrappolarci nel nostro passato".
 
Il provvedimento offre la possibilità "di uscire dall'ombra" a circa 4,1 milioni di familiari di cittadini americani, cioè clandestini con figli nati negli Usa, che potranno ottenere una legalizzazione temporanea e il permesso di lavoro. Sarà inoltre velocizzata e facilitata la concessione dei permessi di soggiorno ai cittadini altamente qualificati e ai cosiddetti "dreamers", gli immgrati arrivati negli Usa da piccoli. Al momento sono circa 1,1 milioni i clandestini che presentano questi ultimi requisiti.

"Dovranno dimostrare di essere negli Stati Uniti da almeno cinque anni - ha rimarcato Obama - il piano non riguarda né chi è arrivato di recente e nè chi arriverà in futuro". I controlli alle frontiere saranno rafforzati con una nuova iniezione di risorse e pertanto, ha annunciato il presidente, "per chi cercherà di entrare clandestinamente le possibilità
di essere catturato aumenteranno". I clandestini eleggibili dovranno pagare le tasse e acconsentire a un controllo sul loro passato perché "i criminali" , ha avvertito il comandante in capo, "continueranno a essere deportati". E ai repubblicani che chiedono l'impeachment per abuso di potere sull'immigrazione, Obama ha risposto che le sue azioni "sono non solo legali ma anche simili a quelle intraprese da ogni singolo presidente repubblicano e da ogni singolo presidente democratico". Ai
membri del Congresso che mettono in discussione la sua autorità, Obama ha offerto una sola risposta: "Approvate una legge".

"Continuo a ritenere che il modo migliore per risolvere il problema dell'immigrazione sia lavorare insieme - ha spiegato Obama - ma fino a quando ciò non sarà possibile ci sono azioni che ho l'autorità di
intraprendere come presidente e che renderanno il sistema più equo e più giusto". Oggi Obama tornerà a promuovere il suo piano a Las Vegas, in Nevada, lo stato americano con più immigrati. "Se il presidente imporrà la sua volontà al Paese il Congresso reagirà", ha tuonato ieri Mitch McConnell che dal prossimo gennaio sarà il leader di maggioranza al Senato.

"Stiamo valutando una serie di opzioni - ha aggiunto - ma una cosa è certa, non appena i nuovi rappresentanti eletti si insedieranno al Congresso, reagiremo". Nel partito dell'elefante, l'ala più conservatrice reclama l'impeachement per il presidente oppure un nuovo shutdown
dell'amministrazione.  

Scene di giubilo, in strada, hanno seguito l'annuncio del presidente. Supporter hanno marciato su Pennsylvania Avenue davanti alla Casa Bianca, avvolti in bandiere a stelle e strisce, esibendo cartelli che recitavano "Gracias, Presidente". La comunità ispanica, in particolare,
ha giocato un ruolo determinante nell'elezione di Obama che nel
2008 aveva promesso proprio la regolarizzazione dei clandestini. /Mondo/Pagine/obama-regolarizza-5-milioni-di-immigrati.aspx22/11/2014 22.13.40Eternit, ora la prescrizione è sotto accusa

Se è calato il sipario sul maxiprocesso Eternit per disastro ambientale, sono però in piedi altri due filoni nati dalla sua costola: uno ipotizza l'omicidio volontario per la morte di 263 lavoratori in Italia per mesiotelioma e l'atro per la morte dei dipendenti italiani dei siti produttivi all'estero. In proposito, l'avvocato Sergio Bonetti che rappresenta 400 vittime e molte associazioni di parte civile, rileva che "ieri sera la Cassazione ha in sostanza detto che il maxi processo doveva svolgersi con l'accusa di omicidio, e dunque tenderei a non escludere che il procedimento aperto con questa imputazione possa avere un esito migliore".

Una cinquantina di casi di morte in più, oltre ai primi 213, saranno contestati a Stephan Schmidheiny nella inchiesta Eternit bis, dove si procede per omicidio volontario. I pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace hanno comunicato oggi l'atto formale di chiusura delle indagini (che aggiorna il precedente di alcuni mesi fa). La Procura di Torino ha chiuso formalmente l'inchiesta Eternit bis: si procede per omicidio volontario continuato.​

Ci sono poi altre due inchieste aperte a Torino per il caso Eternit. Un procedimento si riferisce agli italiani deceduti dopo aver lavorato negli stabilimenti Eternit in Svizzera e Brasile. Il secondo fascicolo riguarda l'amiantifera di Balangero, nel Torinese, la più grande cava d'amianto d'Europa: uno studio epidemiologico ha messo in evidenza 214 casi di morte e qui Schmidheiny è indagato perché la struttura entrò per qualche tempo nella galassia Eternit.

Ieri la Cassazione ha seppellito con la prescrizione - maturata già prima della conclusione del primo grado - il reato di disastro ambientale doloso con il quale la Procura di Torino aveva mandato sotto processo il magnate elvetico Stephan Schmidheiny e la Corte di Appello, il 3 giugno del 2013, lo aveva condannato a 18 anni di reclusione e a pagare 89 milioni di euro di indennizzi. Oltre mille persone, che erano respirato le polveri letali negli stabilimenti italiani dell'Eternit, nel ventennio tra il 1966 e il 1986, si erano costituite parte civile.
 
La Cassazione: sentenza era su disastro ambientale, non sui morti. L'oggetto del processo Eternit svoltosi ieri in Cassazione "era esclusivamente l'esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte che ha dovuto, però, prendere atto dell'avvenuta prescrizione del reato", avvenuta nel 1986 con la chiusura degli stabilimenti". Così in una nota la Cassazione è intervenuta sulla prescrizione. Il processo Eternit svoltosi ieri in
Cassazione si occupato solo del disastro ambientale, "non erano,
quindi, oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata".

Renzi: stop all'incubo prescrizione. Intanto sulla clamorosa svolta giudiziaria è intervenuto stamattina il premier Matteo Renzi sottolineando che la prescrizione è un incubo, e va cambiata. "Cambieremo i tempi del processo e le regole del gioco della prescrizione" ha detto intervistato da Rtl 102,5. "Da cittadino italiano mi colpisce e mi fanno venire un pò di brividi le interviste ai familiari, a vedove e figlie che mostrano una dignità straordinaria perchè credono nella giustizia più di quanto a volta fa un servitore dello Stato. E continuano a combattere, con l'idea di aggrapparsi al tema della giustizia come etica del Paese" ha proseguito. Dal punto di vista del merito, ha detto Renzi, "o quella vicenda non è un reato, o se è un reato ma è prescritto bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione. Ci sono dei dolori che non hanno tempo. Dobbiamo far in modo che i processi siano più veloci, e dobbiamo cambiare la prescrizione".

/Cronaca/Pagine/eternit-chiusura-indagine-seconda-inchiesta.aspx22/11/2014 22.13.40Milano, si sale sul tram con un'app

Dopo altre città italiane (tra cui - con modalità diverse - Firenze, Bologna, Bari, Cagliari, Brescia) anche Milano lancia il biglietto virtuale per i mezzi pubblici di trasporto. A fine novembre arrivera la nuova App realizzata dall'Azienda Trasporti milanesi e presentata oggi presso la sede di Foro Buonaparte. La nuova applicazione sostituira' quella operativa finora, con nuovi servizi, più informazioni in tempo reale, una grafica più immediata, in due lingue, italiano e inglese. Prima fra le novita', la possibilita' di acquistare il biglietto dal proprio apparecchio mobile, tramite PayPal o carta di credito. Per la fase di start up il biglietto virtuale a disposizione sara' solo quello urbano: nei prossimi mesi, "entro Expo", assicurano i tecnici di Atm, il servizio sara' esteso anche agli altri titoli di viaggio.

Con l'acquisto del ticket virtuale, l'utente di Atm potra' sapere anche se il suo titolo di viaggio e' ancora valido o scaduto: un bollino verde o rosso glielo indichera'. Sul suo smarthphone avra' due codici, uno a barre per la lettura ottica da parte del controllore e uno identificativo. Questo secondo servira' soprattutto per chi deve usare la metropolitana. Al momento infatti i lettori ottici dei tornelli non sono in grado di vidimare i biglietti virtuali, quindi il viaggiatore dovra' digitare il codice presso una delle macchinette erogatrici nelle stazioni e ricevera' un titolo cartaceo. La modifica dei lettori dei tornelli, con gli investimenti necessari, e' programmata per una seconda fase, quando Atm avra' i primi riscontri sull'uso del servizio e sui volumi di traffico. Una "rivoluzione digitale" che proseguira', assicurano ad Atm. Intanto, con la nuova app, vengono introdotte altre novita', come la possibilita' di ricevere sul cellulare gli "Alert" che riguardano la mobilita'.
 
La nuova grafica prevede una mappa con geolocalizzazione della persona, le informazioni su "Intorno a me" ovvero su tutti i mezzi più vicini (comprese le linee del passante, le stazioni di BikeMi e GuidaMi), con le indicazioni aggiornate in tempo reale sull'orario di arrivo e i dettagli sulle fermate, sulle frequenze e il percorso, su rivendite e parcheggi. Resi più "immediati" i menu' con le funzioni "Cerca" (luogo, fermata o linea), "Calcola percorso" e "Preferiti". Nelle opzioni "Infotraffico", "Twitter" e "Stato metro" si trovano le informazioni in tempo reale su deviazioni e condizioni della rete, mentre le news e gli alert su modifiche o gravi disagi sul servizio compaiono in evidenza sulla home. E' possibile anche visualizzare l'intero percorso di una linea e visualizzare contemporaneamente tre linee sulla mappa. Con la nuova app l'obiettivo di Atm e' di raggiungere "molti più utenti" dei 200mila che hanno scaricato l'attuale versione.

/Cronaca/Pagine/anche-a-milano-si-sale-sul-bus-con-un-app.aspx22/11/2014 22.13.40
Aggiornato: 2 ore 52 min fa

Terra dei fuochi: individuati 707 siti

Mer, 19/11/2014 - 14:33

Dolore e tensione, Israele sotto choc

Mer, 19/11/2014 - 10:32

Anonymous contro il Ku Klux Klan

Mer, 19/11/2014 - 06:31

La Colombia ripiomba nel caos

Mer, 19/11/2014 - 06:31

Asilo, in Italia raddoppiano le domande

Mer, 19/11/2014 - 06:31

Nel mondo 36 milioni di “schiavi”

Mer, 19/11/2014 - 06:31

Il Papa: «La famiglia è una sola»

Mer, 19/11/2014 - 06:31