In modo molto semplice vogliamo continuare a presentare e a raccontare alcune scelte fatte dalla Comunità S. Caterina che, con tanto coraggio e altrettanto entusiasmo, continua a sostenere in questo nuovo anno pastorale.
Sono scelte che desiderano coinvolgere sempre più bambini e genitori a vivere l'esperienza della fede all'interno della comunità e della propria famiglia, come auspicato dal nostro Cardinale Tettamanzi nelle lettere indirizzate alle famiglie della Diocesi Ambrosiana.
Nello specifico, per quanto riguarda il cammino dell'iniziazione cristiana di 2a elementare, quest'anno stiamo sperimentando una nuova forma di catechesi che si concretizza in due incontri mensili in oratorio (uno ogni 15 giorni) ed uno in famiglia.
Gli incontri in famiglia sono quattro durante l'anno e le famiglie besanesi che hanno dato disponibilità per ospitare gli incontri sono una quindicina; i gruppi sono otto, composti da circa sei bambini ed un genitore animatore.
Per l'incontro in famiglia c'è stata, con nostra grande sorpresa, una larga adesione dei genitori alla nuova proposta, che hanno animato con molto calore ed entusiasmo l'incontro in casa.
Le catechiste, nella fase di verifica con le famiglie che hanno ospitato e animato l'incontro, hanno potuto constatare la positività dell'esperienza: essendo il gruppo più ridotto, i bambini riescono a vi vere più intensamente il momento di catechesi e le famiglie diventano sempre più protagoniste attive e responsabili di questo ruolo educativo alla fede.
Il percorso proposto per quest'anno riprende un cammino già sperimentato nella nostra Diocesi. Le catechiste sono entusiaste di questa nuova formula, che ritengono valida alternativa per iniziare i ragazzi alla fede e contemporaneamente per far riscoprire ai genitori il proprio vissuto di fede.
Ogni progetto nuovo che nasce, suscita inevitabilmente diffidenza e paura, proprio perché non lo si conosce o perché si era abituati a fare in un altro modo.
Il percorso che stiamo vi vendo è una sperimentazione e come tale deve essere provato ed e ventualmente modificato per adattarlo alla nostra realtà.
Il cammino da fare insieme è lungo e faticoso ma proprio perché siamo una Comunità pastorale e quindi un'insieme di persone che lavorano in gruppo per arrivare alla stessa meta, auspichiamo di superare le difficoltà e le diffidenze.
Le riflessioni di una famiglia
Nella nostra esperienza di catechesi in famiglia, compiuta a casa di una bambina di 2 elementare, abbiamo potuto gustare, innanzitutto, il clima di cordialità e di amicizia che l'ambiente famigliare fa emergere con estrema spontaneità; in secondo luogo come l'ambiente della famiglia si sia rivelato particolarmente adatto all'incontro. Perché?
Ci è sembrato veramente concreto, palpabile, come la casa sia luogo di incontro, dell'accoglienza, luogo dove l'Amore si concretizza e si rende visibile nella quotidianità, dove anche le piccole cose, che spesso a fatica vediamo, assumono importanza nella logica del dono reciproco.
Questo ambiente, questa Chiesa domestica è il luogo dove Dio si manifesta con semplicità e solennità al tempo stesso, caratteristiche, queste, che i bambini riescono a cogliere con profetico significato.
Ecco, allora, che la piccola processione col cero acceso, la Bibbia aperta, il crocefisso sul tavolo e l'icona esposta, di ventano "segno e simbolo" di un'appartenenza e partecipazione alla vita stessa della Comunità cristiana.
Ci siamo, inoltre, persuasi che l'incontro in famiglia sia, per così dire, più credibile e autentico, perché i bambini avvertono che non solo la preghiera è un'atti vità dello Spirito che si incarna nella sua bellezza nella vita famigliare, ma, e soprattutto, come il messaggio e i contenuti emersi dal la voro proposto, assumano più significato per la loro vita di fede, se viene proposto dai genitori.
I bambini hanno vissuto tutto questo, a tal punto da essere particolarmente attenti durante la catechesi e sinceramente dispiaciuti alla fine dell'incontro.

