Lettura del Nuovo Testamento - Ventiseiesima Settimana 27 luglio - 2 agosto

Da Debora Merlo , 27 Luglio, 2025
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Iniziamo la lettura della Lettera ai Filippesi e mercoledì quella ai Colossesi. Sono due lettere relativamente brevi e scritte in circostanze diverse.

Filippesi è scritta quando Paolo era prigioniero molto probabilmente ad Efeso, quindi tra il 54 e il 55 d.C. È una lettera tutto sommato “lieta”: Paolo non è in contesa con la comunità (tranne il c.3, che però pare un’aggiunta successiva a una lettera scritta precedentemente) e da essa è molto consolato.

Di tutti i passaggi della lettera, quello più famoso è l’inno del c.2, in cui si mostra il modo di essere “figlio” scelto da Gesù: non facendo valere la sua uguaglianza con Dio, ma divenendo come noi e assumendo la forma del servo.

Colossesi molto assomiglia a Efesini (qualcuno dice che è stato il modello per scrivere quella lettera): anch’essa è “enciclica”; anch’essa è scritta in prigione. La preoccupazione dell’autore è quella di rileggere tutto in funzione di Cristo: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria» (3,1-4).

 

 

 

don Paolo, parroco

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Buona lettura!

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