Lettura del Nuovo Testamento - Ventisettesima e Ventottesima Settimana 3 - 16 agosto

Da Debora Merlo , 2 Agosto, 2025
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In questa prima settimana leggeremo le due lettere che Paolo scrive ai Tessalonicesi (gli abitanti di Tessalonica): la prima delle due lettere è considerata sicuramente “autentica”, e si tratta - verosimilmente - dello scritto più antico di tutto il Nuovo Testamento e della prima lettera inviata da Paolo a una delle sue comunità.

È stata composta attorno all’anno 50 d.C. mentre l’apostolo si trovava a Corinto. Le prove e le avversità lo avevano obbligato a lasciare la comunità di Tessalonica prima del previsto (puoi leggere Atti 17, 1-10) e la lettera diventa una modalità preziosa per continuare e perfezionare la formazione dei credenti. I toni dello scritto sono carichi di affetto e l’apostolo traspare come un padre premuroso verso i credenti, che sente come suoi figli.

Per quel che riguarda i temi, per la prima volta si riscontra un abbozzo sul tema dell’incontro finale con il Signore Gesù, che sarà poi approfondito nelle lettere successive. E il rapporto con Gesù è delineato non soltanto come un processo di semplice imitazione, ma di immedesimazione, che si aggiunge alla forma del discepolato o della sequela.

 

Nonostante l’apparente sintonia tematica con la Prima lettera, la Seconda lettera ai Tessalonicesi rivela una sostanziale differenza di stile e una notevole maturazione di pensiero. Gli studiosi sono quasi tutti d’accordo nell’attribuirla a un discepolo di Paolo che l’avrebbe stesa verso la fine del I secolo, attorno all’anno 90. Rispetto alla prima lettera, il periodare è più lungo e complesso, il tono più formale e distaccato. Al centro troviamo sempre il tema del ritorno del Signore.

 

Dal lunedì successivo iniziamo la lettura delle cosiddette "lettere pastorali" ovvero quelle lettere che sono rivolte a chi aveva la responsabilità di guidare le giovani comunità cristiane che, progressivamente, si stavano consolidando, organizzando i diversi ministeri destinati ad articolare la vita delle chiese.

Il primo di questi destinatari è Timòteo. La prima lettera a lui destinata è stata scritta probabilmente attorno al 90 d.C.: la lettera si presenta come un "piccolo manuale" per il pastore della comunità. Il procedere del testo è lineare e alterna brevi esortazioni rivolte direttamente a Timoteo con istruzioni di carattere generale. Sembra che il tema urgente sia quello degli "insegnamenti diversi" (da quelli ricevuti dall'apostolo): la lettera si apre (1,3) e si chiude (6,3) con l'ammonimento a guardarsi da coloro che deviano dalla fede. La "sana dottrina" non riguarda però solo dei contenuti da trasmettere, ma tocca la vita delle persone che appartengono alla comunità cristiana, e il loro comportamento va guidato affinché sia conforme alla fede ricevuta, altrimenti ne viene compromessa la trasmissione alle nuove generazioni.

La problematica, come si intuisce facilmente, travalica il tempo in cui è stata scritta e si ripropone sempre, ma oggi forse con maggiore urgenza, come tema col quale sempre confrontarsi.

don Paolo, parroco

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Buona lettura!

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