Lettura del Nuovo Testamento - Trentaduesima Settimana 7 - 13 settembre

Da Debora Merlo , 8 Settembre, 2025
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Conclusa la lettera agli Ebrei iniziamo la lettura della lettera dell’apostolo Giacomo: è composta da 5 capitoli, dunque abbastanza breve. È chiamata “lettera”, ma assomiglia assai più a una omelia ricca di esortazioni, che riguardano soprattutto i comportamenti: la prova mostra la “tenuta” della fede che, per essere autentica, deve avere un riscontro nella vita; il tema della sapienza da chiedere a Dio; l’attenzione e la prudenza nel parlare...

Un tema particolarmente caro è quello del rapporto tra la fede e le opere; lo abbiamo già trovato in Paolo, ma qui si pone in termini diversi: Paolo dice che le opere (della legge) non ci rendono giusti davanti a Dio, ma solo la fede con la quale le compiamo; Giacomo dice che una fede che resta solo ideale e non ha riscontro pratico (le opere generate dalla fede appunto) non serve a nulla. In sostanza la contraddizione è solo apparente: dicono la stessa cosa ma da due punti di vista diversi.

Nel finale della lettera, Giacomo raccomanda la preghiera per i malati e l’unzione con l’olio: in questo testo la tradizione della Chiesa ha indicato il fondamento del sacramento degli infermi come segno della comunità che si fa vicino per recare sollievo a un suo fratello che vive la fragilità. Molto più luminoso dell’idea che abbiamo noi di una unzione “estrema” data spesso quando il malato è più di là che di qua e celebrato nella penombra di una stanza solitaria.

Lasciamo la presentazione della Prima lettera di Pietro (della quale leggeremo il primo capitolo) alla prossima settimana, insieme alla seconda sua lettera.

don Paolo, parroco

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Buona lettura!

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