Parrocchia di Besana - capoluogo

SS. Pietro Marcellino Erasmo

Piazza Umberto I, 2

20045 - Besana in Brianza (MI)

telefono 0362.995166

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Contenuti riguardanti la parrocchia

 

Storia

LA BASILICA DI BESANA

L'originaria chiesa di Besana di Sopra risale al 1200 circa; Besana infatti risultava divisa, dal punto di vista ecclesiastico, in due cure porzionarie: Besana superiore e Besana inferiore, ciascuna retta da un parroco e dotata di un proprio edificio di culto.

Nel 1564, abbattuto il vecchio edificio, si procedette all'inizio dei lavori della nuova chiesa, che era grande abbastanza per accogliere solo i cittadini di Besana di Sopra. Ma quando, nel 1782, don Pietro Cuzzi ottenne la fusione delle due cure porzionarie e venne nominato parroco unico di Besana, la chiesa dei SS. Pietro Marcellino ed Erasmo, assunta a unica sede parrochiale, divenne inadeguata ad accogliere l'intera popolazione. Fu così che don Giovanni Corti, nominato parroco di Besana nel 1828, dispose i lavori di ampliamento e di trasformazione dell'edificio, per far fronte alle nuove esigenze di spazio e di rinnovamento dello stile.

I lavori affidati all'architetto Moraglia iniziarono nell'estate del 1833 e si conclusero in poco più di un anno e mezzo. Essi compresero un ampliamento solo in senso longitudinale. Fu scelta di conservare la ripartizione in 3 navate, con quella centrale più ampia, introducendo modifiche sulla sola lunghezza. Anche le navate laterali furono allargate, per far posto ad una serie di altari minori. La chiesa si trasformò in stile neoclassico; le colonne in granito erano state aumentate nel diametro e ricoperte di stucco bianco striato, le pareti si tinteggiarono di celeste, i capitelli avevano le volute e le foglie bordate d'oro, così come i candelabri infissi a mezz'altezza sulle rinnovate colonne. Infine paramenti rosso intenso e stendardi ricamati in seta adornavano le pareti della chiesa.
L'organo, riparato ed ampliato, era rimasto a far mostra di sé sopra l'ingresso, mentre la figura del SS. Crocefisso si stagliava superba ed imponente nell'Altare maggiore. Venne infine costruito l'oratorio di San Carlo, eretto a prolungamento sul lato est della chiesa e collegato ad essa da una porta in sacrestia. I lavori non vennero conclusi, infatti rimanevano incompiute le pareti esterne, lasciate senza intonaco, e la facciata, conclusa poi nel 1844.

Nel 1838 fu soppressa l'antichissima Pieve di Agliate e vennero istituite due nuove Pievi, l'una facente capo a Besana, l'altra a Carate. La bolla che istituiva la nuova Pieve di Besana fu vergata il 25 aprile 1838, e a don Giovanni Corti venne conferito il titolo di Prevosto. Il Corti, nominato vescovo di Mantova nel 1847, affidò la parrocchia al suo successore don G. Battista Mojana.

La chiesa, nei primi anni del 1870 appariva spoglia al suo interno, priva di affreschi e di tele: per ovviare all'inconveniente era stata tappezzata tutta con tessuto di damasco rosso. Fu il prevosto Mojana a sottolineare la mancanza di affreschi, così i lavori vennero affidati a Raffaele Casnedi. All'inizio della primavera del 1873, dunque, il Casnedi cominciò con la pittura a fresco della volta della navata centrale, l'anno seguente affrescò l'abside del Coro, con la rappresentazione di Gesù nell'orto del Getsemani, e la volta del Presbiterio con un'esaltazione della Santa Croce. Nel 1875 lavorò al quadro sull'altare, alla destra di chi entra in chiesa, con Gesù durante l'Ultima Cena e nel 1877, a sinistra, sempre sull'altare, l' "entrata di Cristo in Gerusalemme" . Dopo il restauro interno ed esterno delle parti in muratura, voluti dal Corti, il Mojana aveva provveduto a decorare i muri interni, offrendo alla Basilica un nuovo volto, quello che ancora oggi possiamo ammirare.

La grandezza ed il valore artistico della chiesa, insieme ad altri fattori non meno importanti, hanno permesso l'ottenimento di un grande riconoscimento: in seguito alla richiesta presentata nel 1993 da parte dell'allora Arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, alla "Congregazione per il Culto Divino" di Roma, la nostra chiesa il 3 aprile 1998 è stata innalzata al titolo di Basilica Romana Minore. Questo titolo è stato accolto da tutta la comunità con grande gioia, manifestata soprattutto l'8 novembre del 1998, nella celebrazione della S. Messa Pontificale, durante la quale è avvenuta la proclamazione ufficiale del titolo, e in tutte le altre manifestazioni, concerti, momenti di preghiera, che sono seguiti ad essa. Ogni anno, in seguito al titolo di Basilica Minore, si celebrano con particolare cura la festa della Cattedra di San Pietro (22 febbraio) e la solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno).

IL SANTO CROCIFISSO

Il crocifisso ligneo conservato ancor oggi nella nostra Basilica, risale alla metà del secolo XVII, anche se i documenti non sono del tutto chiari e alcuni ritengono che sia più antico.
Nella vecchia chiesa, il crocifisso era posto in un altare laterale dove c'era un'architrave in sasso sulla quale era scritto "Crocifisso consumatom est".
In occasione dell'ampliamento della chiesa (1834), gli avanzi dell'architrave dell'antica cappella furono recuperati dal prevosto Corti e murati nella parete della chiesa nuova verso la casa parrocchiale, dove si può leggere ancora "...isso" e "consumatom est".
Quando nel 1748 fu rifatto l'altare maggiore, in sostituzione di quello di legno, fu costruita, nella parte centrale, un'apposita nicchia per accogliere il S. Crocifisso. Al S. Crocifisso è stato attribuito anche il titolo di miracoloso; infatti un'iscrizione che esisteva nella vecchia chiesa diceva: "Simulacrum I. C. e cruce pendentis signitis et prodigiis clarum"(simulacro di Gesù Cristo che pende dalla croce, celebre per segni e prodigi). Ciò vuol dire che qualche fatto straordinario o qualche miracolo abbia determinato una particolare devozione nei fedeli, anche se non si hanno notizie di particolari "miracoli".
Il culto del Crocifisso fu sempre molto vivo in Besana. La celebrazione dei centenari (1752-1852-1952) fu sempre molto sentita e solenne, e richiamava una moltitudine di fedeli, anche dai paesi vicini.